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Come sarà la Cina del 2025

La strategia di sviluppo della Cina nei prossimi cinque anni mira alla “circolazione duale”. All’interno significa la ricerca dell’indipendenza hi-tech, come base per aumentare il reddito dei cittadini. All’esterno, una riscrittura dei rapporti di forza.

Big Tech e antitrust, non solo un problema di concorrenza

L’audizione del Congresso Usa ai colossi del web ha messo a nudo tutte le difficoltà che incontrano le autorità pubbliche nel regolarne la condotta. In gioco, al di là degli aspetti economici, ci sono gli equilibri politici e sociali delle moderne società.

Scelte consapevoli in tempi di incertezza*

Con la crisi del coronavirus abbiamo capito che la scienza non ha sempre soluzioni pronte, a volte serve tempo. Ma siamo in grado di padroneggiare probabilità, curve, tassi e seguire le prescrizioni per gestire l’incertezza che pervade la nostra vita?

Il Punto

La Camera approva un “decreto dignità” che ostacola il precariato ma dimentica le nuove professioni richieste dalla tecnologia. Eppure le tante imprese che accumulano dati sulla vita e sugli orientamenti dei loro clienti creano big data da leggere e interpretare. Per questo servono data scientist, figure professionali ancora troppo difficili da trovare.
Di che colore è davvero il governo Conte? Usando dati estratti da prese di posizione ufficiali, si desume che i punti caratterizzanti dell’esecutivo giallo-verde vogliono essere: onestà, più stato nell’economia, atteggiamento tiepido verso l’Europa. E zero attenzione alla competenza. Di questi temi discuteremo al nostro convegno annuale rivolto ai lettori più affezionati e a tutti gli interessati.
Arriva l’ennesima resa dei conti di Alitalia. Con poche certezze: il ridimensionamento non ha funzionato e i prestiti ponte sono finiti. L’alternativa alla chiusura è un piano industriale che aggiusti l’attuale modello di business non funzionante prima di tutto con un graduale riequilibrio dei conti.
Tra le schizofrenie della nostra politica di immigrazione, c’è che ogni anno lo stato italiano delega alle famiglie italiane una spesa di 7 miliardi per colf e badanti – spesso donne – per la cura di persone non autosufficienti. Il che riduce la spesa pubblica. Ma molte di queste lavoratrici sono in nero e magari irregolari. In passato c’erano periodiche sanatorie. Anche oggi ci vorrebbero misure pragmatiche che facciano riemergere il fenomeno perché l’ansiogena narrazione di una “emergenza immigrati” è in contrasto con i dati che collocano l’Italia appena al quinto posto in Europa per numero di stranieri arrivati.
In tema di tasse e dazi, Donald Trump dice di ispirarsi a Ronald Reagan. In realtà il presidente repubblicano che segnò gli anni ’80 del secolo scorso usò pochissimo l’arma dei dazi sapendo che il protezionismo riduce la spinta a innovare e crescere. E aiutò le imprese a sviluppare la ricerca.
Come sempre in agosto, la newsletter de lavoce.info va in vacanza per una ventina di giorni. Il sito verrà aggiornato con un nuovo articolo in ogni giorno lavorativo. Buon agosto a tutti!

Marco Ponti commenta l’articolo di Mario Sebastiani “Quando strade e binari si incrociano

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce.info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano, presso l’Università Bocconi. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

Facebook è roba che scotta. Parola della Commissione Ue

Trasparenza, portabilità, diritto all’oblio: sono i cardini del regolamento Ue sulla protezione dei dati, in vigore dal 25 maggio. Per aziende e organizzazioni che li trattano ci sono nuovi obblighi e sanzioni severe. Basterà per mettere fine agli abusi?

Chi ha paura dei big data?

L’utilizzo pervasivo dei dati sul comportamento online inizia con una scelta dell’utente: la rinuncia alla privacy per ottenere un servizio personalizzato. E forse non dobbiamo preoccuparci tanto della persuasione politica, quanto di quella commerciale.

Il Punto

Il lavoro lampo della Commissione parlamentare sulle banche ha portato a qualche risultato. Forse inevitabili le divisioni elettoralistiche, ma almeno due i punti condivisi. Consob e Bankitalia devono collaborare. E la tutela dei risparmiatori deve essere sostanziale, non solo rimanere lettera morta nella Costituzione.
Anche il M5s ha la sua riforma dell’Irpef. Con la riduzione da cinque a tre aliquote perdono le famiglie dei dipendenti a basso reddito e guadagnano autonomi e pensionati. E l’ampliamento della no-tax area fa perdere gettito.
I “figli di” partono con un vantaggio. Ovunque ma soprattutto in Italia. Anche nella politica locale. Un’analisi approfondita dei dati degli ultimi 30 anni mostra che i figli di sindaci imparano presto il mestiere di candidati e hanno una maggiore probabilità di essere eletti. Ma non governano né peggio né meglio degli altri.
Parliamo di big data e della loro utilità per profilare gli utenti attraverso le loro scelte. Un modo pratico di farlo è rappresentato dai “recommender system” che usano l’intelligenza artificiale per dare una audience a prodotti di nicchia e per fidelizzare gli utenti di una piattaforma. Ne beneficiano provider come Netflix.
Prezioso servizio gratuito del sistema sanitario, lo screening per il tumore al seno, viene spesso utilizzato da un insufficiente numero di donne. Come aumentare le adesioni? Un esperimento con lettere d’invito differenziate dice che la risposta aumenta se si sottolineano i rischi della mancata partecipazione.

Così Netflix ci dà i suggerimenti giusti*

Netflix deve il suo successo a un sistema di raccomandazioni ritagliate su misura per ogni abbonato e capaci di sfruttare l’ampiezza del catalogo. Alla base ci sono algoritmi sofisticati. Che fanno risparmiare all’azienda 1 miliardo di dollari l’anno.

La concorrenza al tempo dei big data

Le grandi aziende di Internet meritano sicuramente lo scrutinio delle autorità antitrust. Ma con cautela. Perché c’è il rischio che una politica eccessivamente interventista non favorisca la concorrenza, ma riduca gli incentivi alla continua innovazione.

Economia dei dati, l’alba di una nuova era*

La diffusione dell’economia digitale in tutti i settori ha determinato un nuovo scenario, nel quale i dati sono il motore della trasformazione. Sembra esserci un effetto positivo sulla produttività di imprese e Pa. Più incerto quello sull’occupazione.

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