Le donne continuano a percepire retribuzioni significativamente più basse di quelle degli uomini. Il divario è già evidente al primo impiego e affonda le radici nelle scelte degli indirizzi di studio, compiute ben prima dell’ingresso nel mercato del lavoro.
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Il congedo paritario è stato bocciato in Parlamento perché troppo costoso per la finanza pubblica. Ma il sistema attuale spinge molte madri ad abbandonare il lavoro dopo il parto. Con la maternità che diventa una penalizzazione occupazionale per le donne.
Gli stereotipi hanno un ruolo nelle scelte educative e contribuiscono così agli squilibri di genere nel mercato del lavoro. Favorire la consapevolezza di quelli impliciti aumenta il numero di ragazze che optano per facoltà Stem. Con effetti anche sui maschi.
Salario individuale netto e reddito familiare netto sembrano raccontare storie opposte. Nell’apparente paradosso giocano un ruolo fisco e occupazione. Che però non possono sostituire a lungo retribuzioni che non seguono l’aumento del costo della vita.
I report globali sui salari dell’Ilo tendono a dare maggior risalto ai dati negativi. L’Organizzazione dovrebbe rendere espliciti i limiti delle sue analisi per non indebolire la base scientifica necessaria per orientare politiche del lavoro efficaci.
Dalla metà del 2021 Pil, ore lavorate e occupati non seguono lo stesso andamento, allontanandosi anche dal periodo pre-Covid. L’analisi dei dati porta a molte ipotesi e a una certezza: ora il mercato del lavoro è più dinamico e meno precario di prima.
La convergenza della disoccupazione tra paesi del Nord e Sud Europa è una buona notizia. Ma rischia di mascherare differenze che restano profonde. I paesi meridionali devono migliorare occupazione e partecipazione, in particolare tra donne e giovani.
Le multinazionali richiamano i dipendenti in ufficio. Invece nelle Pmi italiane lo smart working sopravvive in forme inaspettate. La negoziazione informale porta la flessibilità anche in fabbrica e nel settore della cura, agendo come welfare invisibile.
I dati Istat dell’indagine continua sulle forze di lavoro di dicembre, seppur provvisori, danno alcune indicazioni sulle tendenze in atto. La crescita dell’occupazione si è fermata. Sale il contributo dei lavoratori senior e il lavoro autonomo recupera.