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De Minicis Ricercatore Inapp (Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche) nella struttura Lavoro e Professioni. Si è occupato di lavoro, qualità dei servizi per l’occupazione e disuguaglianze sociali. Le sue analisi riguardano studi ed evidenze sul lavoro contingente e indagini sulla relazione tra le variazioni nelle istituzioni del mercato del lavoro, l’indebitamento privato e le disuguaglianze economiche.
Consigliere del Ministro del Lavoro (2000-2001). I suoi ultimi studi riguardano temi e ricerche legati alla relazione tra evoluzione tecnologica, lavoro e organizzazione produttiva, l'analisi degli strumenti e delle esperienze di allocazione pubblica reddituale generalizzata (minum income, basic income) a livello internazionale, lo studio sulla natura e organizzazione del lavoro nella piattaforme digitalizzate (Labour Platform). Approfondimenti sulla relazione tra soggettività precarie e forme populiste a livello internazionale. Link scholar: https://scholar.google.com/citations?user=3L3YCCsAAAAJ&hl=it&oi=ao.

Come integrare reddito minimo e indennità di disoccupazione*

Con un sistema di ammortizzatori sociali che preveda diverse misure di protezione sociale contro la disoccupazione diminuirebbe la spesa complessiva per il reddito minimo, anche nei casi di cumulabilità. È una strada che altri paesi già percorrono.

Il pilastro che manca negli ammortizzatori sociali*

Tutti i paesi europei hanno una rete finale di sicurezza sociale. Ma si affianca a un sistema di ammortizzatori sociali universale, che interviene prima che tutto il nucleo familiare cada in povertà. In Italia, invece, c’è solo il reddito di cittadinanza.

Mercato del lavoro: dalla Spagna una riforma al passo coi tempi*

In Spagna è stata approvata una riforma del mercato del lavoro che affronta in maniera organica e complementare diversi aspetti. Ridà centralità alla contrattazione collettiva e riduce la precarietà. E in una fase di lunga crisi dà risposte adeguate.

Reddito di cittadinanza tra mito e misura*

Il reddito di cittadinanza è stato molto criticato, spesso senza alcun riferimento a evidenze concrete. Ora un rapporto Inapp permette di tracciare un quadro più chiaro delle caratteristiche socioeconomiche delle famiglie che beneficiano della misura.

Lavorare online: i dati mostrano che una regolamentazione è necessaria*

Visto da vicino, il lavoro su piattaforma si discosta dalla narrazione di un processo produttivo capace di creare una libera economia della condivisione. Semmai si caratterizza come un modello di produzione controllato e che genera precarietà.

Reddito di cittadinanza: il problema è il lavoro povero*

Il dibattito sul reddito di cittadinanza si è concentrato sulla scarsa capacità della misura di avviare i beneficiari al lavoro. L’analisi dovrebbe riguardare invece i percettori che un lavoro ce l’hanno, ma ben poco stabile e scarsamente pagato.

Così la Spagna risolve il rebus dei rider*

Il governo spagnolo ha raggiunto un accordo con alcune organizzazioni imprenditoriali sulla corretta classificazione del lavoro dei rider. Rientrano nella forma contrattuale generale del lavoro dipendente, senza ricorso a una nuova fattispecie giuridica.

Due crisi, due welfare*

Gli anni Duemila hanno già visto due crisi: la prima è quella finanziaria del 2008-2009, la seconda è quella sanitaria di oggi. Per sostenere il reddito dei lavoratori si è però fatto ricorso a misure diverse. Con riflessi nei dati sulla disoccupazione.

È l’ora del reddito di base*

Nella crisi causata dalla pandemia il reddito di cittadinanza andrebbe trasformato in un reddito di base parziale. Si avrebbe così una semplificazione e una standardizzazione degli interventi, per garantire una rete di protezione costante nell’emergenza.

Felicità è un reddito di base

Forse non incentiva ad accettare un lavoro, ma il reddito di base parziale sperimentato in Finlandia ha dato risultati positivi. Migliora la salute fisica e mentale dei suoi beneficiari, così come la stabilità finanziaria e la fiducia, anche nei politici.

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