Per sapere se la contrattazione collettiva ha protetto i salari dall’inflazione bisogna confrontare i minimi di oggi con quelli precedenti allo shock, usando una base comune e distinguendo tra parametro contrattuale e costo della vita effettivo.
Autore: Marco Leonardi Pagina 1 di 7
È professore ordinario di Economia dell'Università degli studi di Milano. Phd. in economia alla London School of Economics, è stato visiting scholar presso il Massachussetts Institute of Technology di Boston e l'Università di Berkeley. I suoi principali interessi scientifici riguardano l'economia del lavoro e in particolare temi legati a disoccupazione, disuguaglianza e redistribuzione. È stato, durante il governo guidato da Paolo Gentiloni, consigliere economico del presidente del Consiglio.
Il governo ha prorogato fino al 5 settembre lo sconto di 17,08 centesimi sul gasolio, spendendo altri 105,6 milioni. Ma il taglio fiscale non si trasferisce automaticamente alla pompa. Un’imposta sugli extraprofitti può finanziare gli aiuti, non correggere il prezzo: più coerente studiare in sede europea un tetto dinamico agli spread eccezionali, con salvaguardie per le importazioni.
Il Sud è cresciuto più del Centro-Nord ed è un dato positivo. Il quadro è però più complesso di quel che appare perché l’aumento del Pil non si è tradotto in un miglioramento dei redditi reali dei lavoratori dipendenti nelle regioni del Mezzogiorno.
Introdurre una patrimoniale non è semplice. Più facile invece rivedere l’imposta di successione, dalla quale oggi, in Italia, si ricava troppo poco. Con pochi aggiustamenti potrebbe dare buoni risultati di gettito e sotto il profilo dell’equità .
I salari italiani sono fermi da anni e l’inflazione ne ha corroso il potere d’acquisto. Servirebbe una riforma della contrattazione, con alla base una legge sulla rappresentanza. Andrebbe anche rivisto il sistema fiscale, per evitare il fiscal drag.
Se non si riesce ad aumentare significativamente il numero di infermieri, qualsiasi incremento di spesa per il Ssn rischia di essere inefficace. Perché la vera riforma della sanità italiana passa anche dalla formazione di professionisti qualificati
Salario individuale netto e reddito familiare netto sembrano raccontare storie opposte. Nell’apparente paradosso giocano un ruolo fisco e occupazione. Che però non possono sostituire a lungo retribuzioni che non seguono l’aumento del costo della vita.
Il fiscal drag è una tassa occulta dovuta solo all’inflazione e non a una maggiore ricchezza reale. Andrebbe sterilizzato per impedire un aumento indebito del gettito fiscale. Le riforme delle aliquote avevano uno scopo diverso. E comunque non bastano.
La risalita dell’inflazione ha riaperto la questione del fiscal drag, che agisce anche sugli aumenti di salario dei rinnovi contrattuali. Pur mosse da altri obiettivi, le riforme fiscali hanno aiutato i redditi più bassi. Ma serve una misura permanente.