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Author: Francesco Armillei Pagina 1 di 2

Armillei Assistente di ricerca presso il Suntory and Toyota International Centres for Economics and Related Disciplines (STICERD) della London School of Economics e socio del think-tank Tortuga. Già assistente di ricerca presso la Fondazione Ing. Rodolfo Debenedetti. Laureato magistrale con lode in Discipline Economiche e Sociali (DES-ESS) presso l’Università Bocconi. I suoi principali interessi di ricerca includono i campi dell’economia del lavoro, dell’economia pubblica e dell’economia politica.

Dove sono andati a finire i lavoratori che si sono dimessi?

Il 2021 è stato l’anno delle “grandi dimissioni” anche in Italia. Ma cosa fanno oggi i lavoratori che hanno lasciato volontariamente il posto di lavoro? I dati delle comunicazioni obbligatorie indicano un maggiore dinamismo del mercato del lavoro.

Nemmeno le comunali salveranno il quorum

Il governo ha deciso che primo turno delle amministrative e referendum abrogativi si svolgeranno lo stesso giorno. Non era scontato, ma l’accorpamento non cambierà la situazione per quanto riguarda il raggiungimento del quorum a livello nazionale.

Le dimissioni non sono trainate da Covid e lavoro da remoto

Anche in Italia si osserva un aumento del numero di dimissioni, con molte possibili spiegazioni: dimissioni del 2020 rimandate al 2021, paura di contrarre il Covid sul posto di lavoro, la possibilità di lavoro in remoto. I dati non sembrano però supportare queste ipotesi.

Un primo identikit delle grandi dimissioni

Per comprendere il fenomeno delle cosiddette grandi dimissioni occorre avere un identikit più preciso di quali lavoratori hanno lasciato volontariamente il posto di lavoro nel 2021. Dall’analisi dei dati delle comunicazioni obbligatorie emergono novità.

Si apre la stagione delle grandi dimissioni?

I dati delle comunicazioni obbligatorie registrano anche in Italia un notevole aumento del numero di dimissioni nel secondo trimestre 2021. Sono gli strascichi della pandemia o segnali di un nuovo mercato del lavoro? È comunque un fenomeno da seguire.

Con il Covid-19 gli italiani cambiano mestiere?

La riallocazione dei lavoratori causata dal Covid-19 potrebbe non essere solo relativa al settore di lavoro, ma anche alla loro professione. Per capire se gli italiani stanno cambiando mestiere a causa della pandemia è utile guardare ai dati delle Comunicazioni Obbligatorie.

Da un settore all’altro: i lavoratori ai tempi del Covid

Il governo prepara la riforma delle politiche attive e degli ammortizzatori sociali. C’è però una domanda da farsi: la pandemia produce una riallocazione tra settori dei lavoratori italiani? Cosa emerge dall’analisi delle comunicazioni obbligatorie.

Ma qualcuno pensa alle assunzioni?

Si è discusso molto della salvaguardia di posti di lavoro spesso senza futuro e poco della necessità di recuperare il milione e mezzo di assunzioni mancate durante la pandemia. Che servirebbero anche a riassorbire gli inevitabili esuberi strutturali.

Rinvio delle amministrative: forse un eccesso di prudenza

Il rinvio delle elezioni amministrative 2021 è stato motivato come una precauzione necessaria contro la diffusione del Covid-19. Ma serviva davvero? L’analisi di quanto è successo con le elezioni comunali di settembre 2020 dà alcune indicazioni.

Il lavoro verso una nuova normalità

Il Covid-19 ha causato una ricomposizione nella domanda di lavoro da parte delle imprese italiane. Dall’analisi dei dati prodotti da Anpal e Unioncamere nell’ambito del sistema Excelsior emerge un quadro che può aiutare a capire cosa accadrà domani.

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