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Author: Enzo di Giulio

di giulio Responsabile della Scuola Enrico Mattei di Eni Corporate University, dove insegna “Economia e Politica dell’Ambiente”. E’ membro del Comitato Scientifico della rivista “Energia” e autore di numerosi articoli scientifici su temi energetico-ambientali. Le sue aree di ricerca principali sono: contesto post-kyoto e cambiamento climatico, modellistica energetico-ambientale, Emissions Trading Scheme (ETS), sviluppo sostenibile, efficienza energetica, valutazione monetaria delle esternalità

Cop 21, non solo anidride carbonica*

Nella lotta ai cambiamenti climatici meritano una particolare attenzione i gas diversi dall’anidride carbonica, ma che hanno effetti significativi sulla crescita della temperatura. Sono emissioni destinate ad aumentare, benché riducibili in parte senza costi. Il bilancio carbonico del pianeta.

La tecnologia ucciderà il libro. Oppure lo salverà

Quanto influiscono le tecnologie sullo scarso numero di libri letti da bambini e ragazzi? Hanno tutte un effetto negativo o alcune possono stimolare curiosità e condivisione? E quanto conta la famiglia? Un’analisi sui dati dell’Istat. Con una speranza per il futuro e qualche dubbio.

Sei quello che leggi. E in Italia non è un granché

Più di 31 milioni di italiani non leggono nemmeno un libro all’anno. Perché stupirsi allora se il 5 per cento dei cittadini non sa decifrare singole cifre o lettere, il 33 per cento non è in grado di capire una breve frase e un numero ancora maggiore non riesce a decodificare un messaggio orale?

TROPPA NEBBIA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Un libro con un capitolo negazionista sul riscaldamento globale scatena negli Stati Uniti un acceso dibattito. E pone qualche interrogativo, in una battaglia che contrappone voce autorevole a voce autorevole, sul ruolo delle strategie di comunicazione. Quanto agli scienziati, al di là del potere di amplificazione dei media, sembra quanto mai attuale il richiamo all’onestà intellettuale e al rigore.

E l’Italia ha un piano

Pubblicato, anche se non in versione definitiva, il piano nazionale di allocazione delle emissioni di gas serra. Si istituisce così un sistema di scambio dei permessi di emissione, essenzialmente per il sistema elettrico e l’industria. Suscitano perplessità le quote allocate ai settori, perché la scelta fatta non ci avvicina al nostro target di riduzione e gli altri interventi previsti per raggiungere l’obiettivo sono difficilmente realizzabili. In un futuro molto prossimo, il nostro paese potrebbe perciò essere obbligato a ricorrere al costoso acquisto di crediti sul mercato del carbonio.

Un Pil a tonnellate

Meno ambiente vuol dire meno benessere. È utile modificare le statistiche sulla crescita in modo da comprendere gli effetti dei danni ambientali? E in ogni caso non sarebbe corretto sviluppare misure del benessere che tengano conto della qualità dell’ambiente? I contributi di Enzo Di Giulio e Giorgio Nebbia sul tema.

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