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Author: Elisabetta Iossa

iossa Professore Ordinario di Economia Politica presso l'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Research Fellow presso GREEN-Bocconi ed il Centre for European Policy Research (C.E.P.R., London). La sua ricerca è nel campo dell'economia industriale, con un focus su politiche della concorrenza, appalti pubblici e partenariati pubblico-privato. Su questi temi, ha assistito istituzioni internazionali come: European Commission, European Bank for Reconstruction and Development, UK Antitrust Authority, UK Financial Service Authority, Organization for Economic Co-operation and Development, Office of Fair Trading, IFAD-United Nations, Inter-American Development Banca, World Bank. Attualmente è membro del Consiglio dell'Associazione europea degli economisti industriali. Le sue pubblicazioni ed ulteriori dettagli sono disponibili su: https://sites.google.com/site/profelisabettaiossa/

Liberalizzazione del subappalto: una scelta coraggiosa, ma quali i rischi?

La liberalizzazione dei subappalti risponde a più esigenze. Ora, però, per contrastare le infiltrazioni criminali, la corruzione e i cartelli serviranno seri controlli preventivi, basati sul rafforzamento e sull’incrocio di banche dati pubbliche.

Stazioni appaltanti qualificate per gli investimenti pubblici

Per migliorare la governance delle infrastrutture in Italia serve puntare su stazioni appaltanti qualificate, agevolandone il lavoro con una normativa semplice ed essenziale. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale per identificare eventuali anomalie.

Quando l’incompetenza fa più danni della corruzione

Il nuovo codice degli appalti istituisce un sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti sulla base di criteri di qualità, efficienza e professionalizzazione. Manca però il decreto attuativo. Eppure, potrebbe essere un aiuto alla spending review.

Stile londinese per gli autobus italiani

Un buon servizio di trasporto locale aumenta la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Tuttavia il sistema soffre ancora di tanti problemi, in particolare della mancanza di concorrenza. Ecco cosa si può imparare da Londra.

Le domande mai fatte sulle gare di project financing

Uno studio dell’Ance rivela una notevole mortalità dei progetti di partenariato pubblico-privato. Quali ne sono le ragioni? E perché tempistiche delle gare e risultati variano così tanto da Regione a Regione e tra le diverse amministrazioni?

QUANDO L’AUTORITÀ ANTITRUST NON AIUTA LA CRESCITA

Uno studio commissionato dalla Commissione Europea ha mostrato che un’efficace politica antitrust tende ad aumentare significativamente la crescita della produttività di un paese, un problema centrale per l’Italia. Tuttavia, il neo-nominato presidente dell’Agcm non ha competenze dirette in materia. Né particolarmente efficace si è dimostrata la politica perseguita dal suo predecessore. Molte differenze di costi con le autorità di altri paesi, che oltretutto utilizzano indicatori quantitativi e qualitativi per valutare il proprio operato, rendendo pubblici i risultati.

PROJECT FINANCING IN VERSIONE ITALIANA *

E’ stata appena approvata una profonda riforma dell’affidamento di lavori pubblici mediante project financing. Desta perplessità la reintroduzione del diritto di prelazione, seppure con pubblicità a livello comunitario. E l’ampliamento del ventaglio di iter prospettabili determina un notevole grado di complessità procedurale, che non può certo incoraggiare la partecipazione delle imprese. Manca poi chiarezza sulle competenze e gli incentivi delle amministrazioni interessate a selezionare le procedure secondo criteri di efficienza economica.

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