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Author: Andrea Stuppini Pagina 1 di 7

Schermata 2014-04-30 alle 16.40.28 Deceduto nel gennaio 2020. Era dirigente della Regione Emilia-Romagna e si occupava prevalentemente di welfare, esclusione sociale ed immigrazione. Negli anni novanta ha diretto l'Agenzia regionale per l'impiego dell'ER. Era rappresentante delle regioni nel Comitato tecnico nazionale sull'immigrazione. Annualmente redigeva il Dossier Immigrazione di Caritas-Migrantes. Faceva parte del comitato editoriale della rivista 'Autonomie locali e servizi sociali'.

C’è persino chi rifiuta i fondi per l’integrazione

L’Italia spende poco per integrare gli stranieri.  Eppure le risorse dedicate (prevalentemente scuole di italiano e mediazione culturale) servono a costruire un clima di civile convivenza e, per di più,  finanziano servizi e professionalità del territorio.

Contro il calo demografico serve programmazione

Italia ed Europa devono affrontare il problema del calo demografico. Gli eventuali rimedi, però, avranno effetti solo nel lungo periodo. Ecco perché è urgente programmare alcuni cambiamenti sempre più necessari. A partire da scuola, lavoro e pensioni.

Ma perché l’Italia non vuole i migranti economici?

L’Italia è il paese europeo che rilascia meno permessi per motivi di lavoro. Al contrario, sarebbe necessaria una programmazione a lungo termine, con flussi legati alle esigenze del mercato e con un efficace sistema di selezione degli arrivi.

Chi accoglie e chi no 70 milioni di profughi

Nel 2018 in tutto il mondo ci sono stati 70,8 milioni di profughi. L’Onu insiste sulla necessità di una gestione comune del fenomeno. Ma in tempo di sovranismo, queste persone rischiano di restare a lungo in una situazione di limbo giuridico e sociale.

Prima gli italiani: una politica sopra le righe

Sull’immigrazione, il contratto di governo tra Lega e M5s conteneva due impegni: superamento del trattato di Dublino e rimpatrio di cinquecentomila “clandestini”. Nessuno dei due è stato raggiunto. Però si è creato un clima di ostilità verso gli stranieri.

Risposte sbagliate: il welfare separato per immigrati

Gli immigrati hanno salari e redditi più bassi degli italiani. Per questo rappresentano una componente rilevante tra coloro che ricevono sussidi contro la povertà. La soluzione migliore è costruire efficaci politiche del lavoro e per l’integrazione.

Risposte sbagliate: il welfare separato per immigrati

Gli immigrati hanno salari e redditi più bassi degli italiani. Per questo rappresentano una componente rilevante tra coloro che ricevono sussidi contro la povertà. La soluzione migliore è costruire efficaci politiche del lavoro e per l’integrazione.

L’ambiguo gioco tra Ue e stati membri sulla sorte dei migranti

Il mancato sostegno all’Italia sull’immigrazione è uno degli elementi chiave per capire la disaffezione degli italiani verso l’Europa. Vanno però distinte le responsabilità delle istituzioni comunitarie da quelle, più gravi, degli stati membri.

Errori e orrori della teoria della “grande sostituzione”

Secondo la teoria della grande sostituzione, il destino di europei e nordamericani è segnato. Ma se è possibile uno scontro di civiltà, lo è altrettanto l’incontro. Perché non c’è un futuro predeterminato. E i percorsi di integrazione si possono costruire.

Oltre il muro, così cambia l’America

Negli Sati Uniti si continua a discutere dell’eventuale completamento del muro al confine con il Messico. Intanto, però, il processo di trasformazione sociale ed etnica del paese è già ben delineato. E le elezioni presidenziali del 2020 lo testimonieranno.

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