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  1. Savino Rispondi
    Finchè l'Italia la comanderanno Brusaferro, Locatelli e Speranza si parlerà solo di ospedali e cimiteri, sarà impossibile la gioia di vivere, per la paura che essi hanno innescato e, quindi, non verrà ripresa alcuna attività umana, a maggior ragione se di rilevanza economica. Questi signori millantano davvero di salvarci la pelle e non si rendono conto dei danni che stanno provocando.
    • Tommaso Oliviero Rispondi
      ciao Savino, grazie per l'interesse nell'articolo. sicuramente la paura di contagiarsi dipende da vari fattori, tra i quali il rischio percepito attraverso l'informazione, l'incertezza politica etc.. ci tengo però a sottolineare che nel nostro articolo scientifico non facciamo riferimento a nessuna di queste determinanti. più semplicemente chiediamo ad un campione di italiani di dichiarare il livello di paura di contagiarsi in vari ambiti socio-economici (lavoro, consumo, incontri con parenti etc.) e leghiamo questi livelli ai comportamenti di consumo e risparmio.
      • Savino Rispondi
        Sono d'accordo ed è proprio la sottrazione di futuro, il sentirsi mancare asfalto sotto i piedi a generare comportamenti di ritrosia verso forme di consumo e verso una differenziazione nel risparmio rispetto al mero cumulo. Chi governa dovrebbe considerare questi aspetti psicologici, poichè governa la vita, i destini di una comunità, compresi quelli di natura economica e finanziaria. La mancanza di visione verso giovani e donne, l'inverno demografico, il tirare a campare, che prima era riferito solo alla vita di un governo, ora si è fatto meno metaforico e si trasferisce alla vita di tutti noi, non semina buoni frutti. Quindi il discorso è scientifico in senso lato e attiene ai comportamenti fallaci di chi non vuol cambiare politiche e non vuol orientare la società diversamente. La classe dirigente, in questo senso, dovrebbe appartenere meno alle ztl delle città e scendere più nel vivo della condizione sociale.
        • Stago Rispondi
          Cosa c'entra la mancanza di visione verso giovani e donne con la situazione attuale? Sembra quasi che l'unico problema sia liberarsi dalla paura e tornare a consumare. I giornali e le TV non dovrebbero dare spazio ai racconti di chi è stato per tanti giorni in terapia intensiva, o le storie di chi non ne è uscito? La probabilità di morte per chi si contagia passa da 0,2% sotto i 50 anni e arriva al 20-25% sopra gli 80 anni. Questo spiega abbastanza la differenza dei punti di vista fra chi vorrebbe riaprire subito e tornare ai bei tempi degli happy hour e dello shopping compulsivo nei centri commerciali, e chi invita alla cautela perchè i contagi non si fermeranno se non vaccinando la maggioranza della popolazione. Se gli Ospedali si saturano questo è un danno per tutti, non solo per i malati di Covid. In conseguenza mi sembra giusta la conclusione dell'autore che si debba puntare su interventi di sostegno per chi ha perso il reddito piuttosto che su incentivi a consumare di più. Guardando indietro a quello che pensavamo un anno fa, con una seconda o terza ondata che fa molti più morti della prima, ci si può rendere conto che sarà ancora lunga.
          • Savino
            Il virus pare che non abbia insegnato nulla. Io sento solo parlare il sessantottino Massimo Galli e tutti i sessantottini come lui che sono talmente egocentrici da pensare che il mondo finisca con la loro generazione. I bambini, i ragazzi, i giovani sono nuovi alberi che danno ossigeno rispetto all'aria inquinata dalla corruzione delle generazioni precedenti. Rispettiamo la carta Costituzionale e le libertà non scontate che abbiamo avuto per decenni.