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  1. Henri Schmit Rispondi
    Articolo molto interessante! Ignora la parte contributi a fondo perduto (secondo me molto discutibili, per ragioni di equità e di efficienza, se i beneficari non sono le persone fisiche (meno abbienti)), forse perché di poco peso rispetto agli altri aiuti alle aziende. Impressiona l'importanza, in Italia, della quota garanzia pubblica sui prestiti bancari. Mi domando quanto lo stato si sia tutelato contro rischi di assistenza a azienda già fallite (zombies). Per fare il triage serve una coresponsabilità delle banche erogatrici. Spero che qualcuno ci abbia pensato. L'ultimo comma dell'articolo tocca la questione più delicata. Ho sentito una conferenza sugli strumenti pubblici straordinari in Francia; la relatrice conclude esprimendo preoccupazione per la sostenbilità finanziaria delle misure. Se questo vale per Francia, che cosa dobbiamo temere per l'Italia?
  2. Pier Luigi Rispondi
    Ma come si può affermare per l' Italia: "... il governo avrebbe fatto meglio a indirizzare i suoi sforzi verso una maggiore celerità e una semplificazione delle procedure, ora abbastanza macchinose, affinché le imprese potessero usufruire più velocemente delle risorse monetarie di cui hanno necessità...." quando l'Inps (in 2 mesi) scopre 2.143 imprese, piccole e grandi, che sono sospettate di aver messo in piedi un meccanismo di frode nei confronti dello stato. Oppure, come non ricordare quegli imprenditori che, dopo avere avuto accesso a questo strumento per i loro dipendenti per il Covid-19, li hanno richiamati in azienda per farli lavorare di nascosto, con un'aggiunta alla retribuzione. L'Italia non è la Germania, perciò fare paragoni con questa è fuorviante. Fa bene l'Europa ad indagare per capire che fine faranno i soldi a noi destinati.