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  1. Andrea Rispondi
    Quello raccontato è un bel sogno. E sarebbe un'ottima risposta alla crescita delle emissioni fuori dall'Europa. Ma perché la Cina, l'India o gli USA dovrebbero accettare un livello di tassazione "europeo" dei combustibili?
    • Marco Ponti Rispondi
      Perché sarebbero ancora molto lontani dai livelli europei, che superano i 100€ per ton di CO2.
  2. Rick Rispondi
    Per le famiglie a basso reddito la dotazione tecnologica è sostanzialmente fissa e la loro domanda di beni energetici è fortemente inelastica (quasi tutti i loro spostamenti sono necessari, e ridurre il riscaldamento significa stare col giaccone in casa). Come risultato, la tassa finirebbe quasi completamente a loro carico e non produrrebbe quasi nessuna riduzione dell'esternalità. In altre parole, perchè la tassa abbia effetto occorre che questa riesca a modificare le scelte di consumo delle persone. Per la CO2, significa auto più efficienti e case più efficienti. Per aumentare questa efficienza bisogna cambiare la dotazione tecnologica (auto nuova, drastica ristrutturazione del condominio anni '50 dove la famiglia povera vive etc.). La carbon tax può produrre questi effetti per chi ha la disponibilità finanziaria, ma solo per loro
    • Marco Guido Ponti Rispondi
      Argomento purtroppo non infondato. Ma la risposta parziale sta nell'incentivo allo sviluppo di tecnologie, che possono poi ricadere anche sui bassi redditi, E'successo clamorosamente per i telefoni cellulari in Africa.
  3. Valerio Fabbroni Rispondi
    Se si volesse essere coerenti (e accettare il fatto che ci sono problemi senza soluzioni ovvie) allora tasse a palla anche per riscaldamento domestico, produzione industriale, agricoltura, produzione elettrica, industria forestale ed edilizia, così non si scontenta nessuno.
  4. Cristiano Rispondi
    E quando il prezzo del petrolio tornerà a 50/60 dollari al barile poi la tassa verrà tolta? La riduzione Del prezzo del petrolio Porta un beneficio ai consumatori e subito invece di parlare di incentivi si parla di tasse. Non è ora di iniziare a tagliare la spesa pubblica e le tasse ed incentivare l’efficienza?
  5. Enrico D'Elia Rispondi
    Paghiamo ancora una accisa per finanziare la guerra di Abissinia (finita nel 1936) e ora si ripropone una tassa sull'energia proporzionale alle emissioni teoriche di CO2. Francamente non vedo la differenza. Potremmo introdurne una dedicata al covid19 con gli stessi effetti globali. Imposte del genere sono meccanicamente traslate sui soggetti più deboli della catena del valore (consumatori finali, come si diceva una volta, ma anche lavoratori e subfornitori del settore) fino a quando non si diffonde una tecnologia SISTEMICA alternativa ai combustibili fossili. Incentivare l'uso di auto elettriche ricaricate con energia prodotta col gas e costruite con materiali energivori come le leghe leggere non risolve il problema del CO2.