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  1. Henri Schmit Rispondi
    Per comprendere meglio (almeno la mia posizione, isolata in Italia) mi permetto di suggerire la lettura dei miei commenti critici più articolati sotto articoli di costituzionalisti e altri giuristi sul forum LaCostituzione.info.
  2. Gilles Deleuze Rispondi
    Non abbiamo motivo di credere che OMT verrebbero concesse senza condizioni aggiuntive. "Tra l’altro, le Omt, a differenza del Pspp (...), non sono entrate nel mirino della recente sentenza della Corte costituzionale tedesca": ma non sono state criticate proprio perché le OMT richiedono condizioni specifiche e stringenti. La sentenza citata chiarisce infatti che PSPP e OMT hanno conseguenze simili ma lo dice solo per proporre di estendere le condizionalità che contraddistinguono OMT anche al PSPP (ritenuto non proporzionale anche e proprio per l'assenza di "requirements"). Insomma, credo che sia completamente errato sostenere che la sentenza tedesca (come anche il comunicato dell'Eurogruppo) "apra" a delle OMT senza condizioni aggiuntive, ossia a condizioni vigenti (esclusivamente sanitarie). [Qui la parte citata (non le chiamano condizioni ma "requirements"): "longer programme duration gives rise to stricter requirements as to the necessary balancing of interests. (...) the PSPP could have the same effects as financial assistance instruments pursuant to Art. 12 et seq. ESM Treaty."
  3. Arduino Coltai Rispondi
    Fatta salva l'assenza di condizioni (sulla quale mi pare che non tutti siano d'accordo) ed ammesso e non concesso che, vista la consistenza della nostra classe politica, questa assenza di condizioni costituisca davvero un vantaggio (e qui mi riallaccio a qualche commento qui sotto), il problema fondamentale è: come li spendiamo? Un ammontare di liquidità pari a quello al quale potremmo attingere infatti consentirebbe di rivoltare il sistema sanitario come un calzino. Per non sprecare l'opportunità (sono soldi che comunque dovremo restituire) occorrerebbe un piano organico. Chi lo redige? E ancora: prima di pensare ad una riforma del sistema sanitario, non bisognerebbe decidere se è opportuno mantenere la regionalizzazione dello stesso (con il caos del conflitto di poteri al quale stiamo assistendo quotidianamente) oppure tornare ad un sistema sanitario nazionale? Attenzione che il problema principale non è quasi mai trovare i soldi, ma essere in grado di spenderli in maniera costruttiva ed efficiente per il paese.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Qualcuno mi sa dire quale sarebbe il vantaggio di un'assenza di condizioni? Non sarebbe preferibile convenire dal principio (se non dalla partecipazione all'euro-sistema … quantomeno da ora in avanti) delle condizioni ragionevoli che colui che negli anni a venire deciderà della spesa dovrà rispettare? Che cosa guadagna il paese (gli Italiani, coloro che pagano le tasse, coloro che hanno o cercano un lavoro, coloro che sono imprenditori) se oggi ottiene un credito per 36 miliardi che il prossimo governo (quale?) spenderà come meglio crederà? Da contribuente (senza diritto di voto) e padre di due figlie ventenne preferisco delle condizioni, un monitoraggio stretto e un coordinamento (condiviso, la voce dell'Italia pesa!) della politica fiscale e della spesa (fungibile!) in seno all'euro-gruppo.
    • Alessandro D'Angelo Rispondi
      Troppa lungimiranza in questo commento. Qui privilegiamo sovvenzioni in assenza di controllo: vogliamo la botta piena e la moglie ubriaca.
    • Alfonso di Trastamara Rispondi
      La conservazione dello status quo.
    • Simone Rispondi
      sono d'accordo, abbiamo purtroppo bisogno dei "condizionamenti" almeno fino a che non avremo una classe dirigente illuminata e responsabile che - come tanti hanno detto ma pochi erano davvero credibili nel dirlo - guardi alle generazioni future e non all'immediato tornaconto elettorale.La stessa Corte costituzionale – con la sentenza n. 18/2019 - ha evidenziato , tra gli altri, il profilo di incompatibilità con la carta costituzionale della violazione dell’equità intergenerazionale che "grava sulle opportunità di crescita delle generazioni future sottraendo a queste ultime le risorse necessarie per un equilibrato sviluppo". Visto che non abbiamo saputo cogliere a suo tempo l'opportunità della moneta unica è questa, forse, l'ultima occasione per provare a riformare il "sistema Italia" in tutte le sue declinazioni dove tutti , ma proprio tutti, dovranno fare la loro parte. Insomma , prendiamoci questo MES avendo ben chiaro però cosa fare e con la consapevolezza che costerà a chi verrà dopo di noi.
  5. Luigi Ruscello Rispondi
    Su quali basi afferma che “La Troika non arriva”? Al di là di taluni riferimenti, non certo univoci, contenuti nel documento approvato, ha tenuto conto di quanto si legge al punto 1) della lettera inviata da Dombrovskis e Gentiloni a Centeno, Presidente dell'Eurogruppo? Il testo è il seguente: «1. The Commission will focus its monitoring and the reporting requirements on the actual use of the Pandemie Crisis Support funds to cover direct and indirect healthcare costs, reflecting the only conditionality attached to the credit line. As a consequence, the quarterly fiscal reporting required under Article 3(2) of the Enhanced Surveillance Regulation will focus on the use of the funds to cover direct and indirect healthcare costs. For reasons of legal certainty, the Commission will amend Commission Delegated Regulation (EU) No 877/2013 accordingly.» Da quello che comprendo, finché la Commissione non provvederà a modificare il regolamento 877/2013 le famose “condizionalità” rafforzate resteranno in pieno vigore. Le sarei estremamente grato se esprimesse il suo parere.
    • Pietro Manzini Rispondi
      Posso risponderle io. La lettera dovrebbe essere letta fino in fondo. Lei menziona solo il punto n. 1, ma ce ne sono altri 7. In questi punti i due commissari si imegnano a derogare a quasi tutte le condizioni della 'sorveglianza rafforzata' e post-programma stabiliti dal regolamento n. 472/2013, che è quello applicativo del MES (il regolamento n. 877/2013 è solo di esecuzione). Questo è il quadro giuridico oggettivo e completo. Il resto sono pregiudizi politici, contro i quali nenache le bibliche 12 tavole servono....
      • Luigi Ruscello Rispondi
        Per quello che può contare (nulla) non concordo, ma la ringrazio vivamente per l'attenzione mostrata.
  6. Paolo Palazzi Rispondi
    Rimango attive le clausole (salvo 2) del Post-programme surveillance in particolare: "3.The Commission shall conduct, in liaison with the ECB, regular review missions in the Member State under post-programme surveillance to assess its economic, fiscal and financial situation. Every six months, it shall communicate its assessment to the competent committee of the European Parliament, to the EFC and to the parliament of the Member State concerned and shall assess, in particular, whether corrective measures are needed."
    • Henri Schmit Rispondi
      Memo male!
  7. Mauro M. Rispondi
    Spenderli bene.La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.Tagliare la corda a tutta velocità.
  8. Henri Schmit Rispondi
    "Il vero punto è come spenderli bene." Applaudo. Anche all'articolo del 5 maggio con Gilberto Turati su welforum.it "Non dove li troviamo ma come li spendiamo".
  9. Ale Rispondi
    L interesse da pagare per il prestito dal MES a quanto ammonta?
  10. Rino Rispondi
    Ma non è obbligatorio prendere il massimo consentito, se si elabora un piano di interventi sanitari che porti a 25 miliardi che problema rimane. Di questo bisognerebbe iniziare a discutere al posto di posizioni di principio demenziali e dannose.
  11. bob Rispondi
    "attualmente paghiamo sui titoli pubblici emessi a 10 anni (vicino al 2 per cento)" Io credo che se si andasse a vedere chi acquista questi titoli pubblici si potrebbero capire molte cose di questo Paese. L' Italia di " Franza o Spagna purchè se magna" non credo sia cambiata molto, anzi......
    • Paolo Sbattella Rispondi
      Sono contrario al Mes sinteticamente e senza volermi dilungare perche' puo' rappresentare un vincolo. Per finanziare le spese sanitarie dirette ed indirette a causa dell'emergenza pandemica, prima occorre quantificare e poi si puo' ricorrere all'emissione di titoli del debito pubblico a lunga scadenza come e' stato sostenuto autorevolmente. Il tutto in un contesto di controllo della finanza pubblica e di una pianificazione negli anni a venire della tendenziale riduzione del debito pubblico. Non e' un' utopia: occorre la volonta' politica di attuarla con appropriati strumenti di politica economica, finanziaria e fiscale. Appunto, cio' che e' mancata.