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  1. Francesco Cozzi Rispondi
    Sarebbe possibile leggere questo benedetto memorandum, invece di affidarsi ad affermazioni di qualunque parte? Esiste la possibilità di scaricare il documento?
  2. Henri Schmit Rispondi
    Condivido interamente il punto di vista della professoressa Amighini, espresso nell’articolo e in televisione. Un certo tipo di ‘collaborazione’ fra Italia e la Cina è augurabile a condizione di saper gestire i rischi che accordi fra disuguali comportano. Nessuno può criticare un accordo che favorisce lo sviluppo del commercio e le attività portuali a Trieste e a Genova. Sicuramente non Marsiglia dove la Cina ha già investito. Quello che fa bene all’Italia non può nuocere all’UE. Il problema è il contenuto di certi accordi in numerosi campi sensibili (telecom, digitale, etc) e la capacità e volontà di gestire i rischi inerenti. L’opportunismo di un governo debole, diviso, poco esperto, in ricerca disperata di qualche successo è il vero rischio. Il primo ministro, avvocato del popolo, ha detto che il MoU non è un trattato giuridicamente vincolante, ma un accordo commerciale, un’affermazione davvero sconcertante. Tutta l’Europa è preoccupata dell’inaffidabilità (per incapacità, difficoltà e opportunismo) di un governo ora più imprevedibile e pericoloso del solito. Dal sorriso fra Merkel e Sarkozy le cose sono peggiorate. Gli USA hanno ragione di ammonire l’Italia, anche se non sono i più credibili per dare lezioni ai loro alleati, forti ed affidabili o deboli e furbacchioni che siano.
  3. CISTULLI Rispondi
    Come al solito LAVOCE info da un servizio eccellente per rendere chiare informazioni tanto complesse. Ciò detto voglio soffermarmi solo sul documento della Commissione Europea pubblicato il 12 marzo 19 che LAVOCE Info chiama decalogo di azioni. Con questo documento la Commissione europea riconosce, implicitamente, la necessità di un un coordinamento più stringente fra gli Stati membri intorno a visione e strategie per una politica della Unione europea. Ma non prende atto, ancora, della necessità di dovere cambiare, radicalmente, Governance della Unione se si vuole raggiungere una maggiore integrazione fra gli Stati membri in materia di politica economica, politica commerciale., politica industriale, politica della concorrenza ecc. Inutile dire che la Unione ha un urgente bisogno di questo tipo di approccio.
  4. Ezio Rispondi
    Capisco che siete tutti filo americani però quando si scrive un articolo magari si dovrebbe andare più a fondo sui pericoli per convincere il lettore...qui ci sono solo frasi vaghe su una minaccia cinese, che è vero comunque sia, però stiamo parlando di un memorandum, e proprio per questo direi che è presto per commentare. Ovvio che nell'articolo questo è un pretesto per attaccare l'attuale governo, dimenticando poi che è stato gentiloni il primo che ha fatto partire tutto. Poi voglio ricordare che la germania senza fare polveroni ha rapporti molto più stretti con la cina. E poi dico: il mondo diventerà multipolare, non si può più pensare che lamerica sia il guardiano del mondo (con la brutta abitudine di imporre sanzioni economiche diatruttive agli altri). Questo articolo sembra scritto da mike pompeo. P.s.: con tutto quello che ha studiato mi aspettavo di meglio
  5. Pippo Ranci Rispondi
    Primo. Un grandioso progetto di investimenti in trasporti e comunicazioni che interessa molti paesi dovrebbe essere organizzato con un organismo consortile e non con una raggiera di rapporti bilaterali tra il paese più grande e ciascuno degli altri. Seguendo lo schema proposto, sarà la Cina a decidere se dalla Turchia all’Olanda si va attraverso i Balcani o l’Italia. Secondo. Un grande nuovo sistema di comunicazione deve nascere con una netta separazione tra il soggetto che controlla l’infrastruttura (sia di cemento o digitale) e i soggetti che la usano. I casi di parziale o debole separazione sono accettabili solo dove c’è un potere superiore che regola e giudica, quindi a livello locale o nazionale. In un contesto internazionale solo la separazione garantisce. Non è così il modello cinese, ma non vorremmo importarlo. Quindi: il progetto è interessante e vale la pena di discutere se entrarci, ma con il peso e le regole dell’Europa.
  6. Savino Rispondi
    Da un lato, l' UE, in quanto tale, deve incrementare forme di cooperazione. Dall'altro, l'Italia non può firmare in maniera così avventata e sconclusionata, ma la politica estera commerciale deve essere univoca ed inequivocabile.
    • Santo Ferrolotto Rispondi
      Al momento gli interessi dei diversi paesi ue non sono ne univoci ne inequivocabili. Finché l'UE si rifiuterà di fare politiche che siano veramente comuni (nel senso di generatrici di benessere per TUTTI i paesi membri indipendentemente dalla loro produttività e volte alla tutela dell'interesse pubblico) inevitabilmente tutti i paesi membri cercheranno un piano B. L'accordo franco tedesco è frutto degli stessi atteggiamenti che si criticano al governo italiano. Quali alternative da l'UE in termini di infrastrutture, investimenti, ambiente e scambi internazionali? Nessuna, una mera cessione di sovranità in cambio di deflazione permanentemente. Non esplorare altre possibilità in termini di alleanze (non entro nel merito dello specifico accordo) sarebbe ottuso, non il contrario.
      • Lorenzo Rispondi
        Non sono d'accordo sulla sua ricostruzione, ma convengo che a questo punto sarebbe davvero distruttivo il non esplorare altre alleanze. Resta il fatto che ci siamo autoghettizzati.