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  1. Emiliano Rispondi
    Scusate ma quali "economisti di sinistra"?!? Io francamente non ne vedo quasi l'ombra. Quelli del Pd sono di 'sinistra'?
  2. Wallerstein Rispondi
    Con tutto il rispetto: ma dove sono gli economisti di sinistra? Io davvero nel Pd non ne sento e non ne vedo, e nemmeno sui principali giornali che sostengono (più o mi palesemente il governo). L'economia per intero, è massicciamente spostata a destra, basti pensare alla parola 'incentivo' o 'riforma'. Nel primo caso il termine indica un incremento di reddito per la ristretta elite manageriale o imprenditoriale (ad es.), mentre allo stesso tempo è sinonimo di abbassamento dei salari per tutto il restante 90%. 'Riforma': la parola riforma ora, anche a sinistra significa liberalizzazione ed eliminazione di qualsiasi impedimento al libero dispiegarsi del massimo livello di competitività. Una volta era l'opposto. L'Europa intera, con le sue universita, è hayekiana - sia strutturalmente che ideologicamente (salvo qualch rimarchevole eccezione che non riguarda il nostro Paese). Non è mai esistita una 'unidimensionalità' di pensiero in economia come al giorno d'oggi - e questa dimensione NON è a sinistra.
  3. DDPP Rispondi
    Complimenti per il coraggio di pubblicare un simile articolo. La nomenklatura culturale distribuita nelle università italiane non la ringrazierà di certo. Ricordo che quando facevo l'università a Bologna, gli economisti che non ripetevano le litanie dell'allora Pci erano trattati come paria. Si salvava solo la cordata Andreatta/Prodi/Gobbo che teneva i cordoni di tante borse... ma poi sappiamo che anche loro si sono accodati. Per il resto nacht und nebel....
    • Paolo Rispondi
      Non ignoro l'egemonia culturale esercitata dal PC fino alla fine degli anni 80 ma siccome eravamo in democrazia e il PC non era nemmeno partito di governo chi avesse voluto esprimere una posizione diversa lo poteva fare, prendendosi le proprie responsabilità e i propri rischi. Il problema che le posizioni alternativa erano culturalmente inconsistenti e i potenziali portatori di tali posizioni imboscati o proni. E' quello che si è riproposto successivamente nei confronti del pensiero unico liberista! E' quello che succede anche ora,in piccolo e in miserevole, con il pensiero (sic) renziano e gli annessi di rottamazione, politca del fare, ecc. ecc. L'intellettuale italiano, nella sua maggioranza, si schiera sempre con Franza o Spagna, pur che se magna.
      • Maria Rosaria Di Pietrantonio Rispondi
        Ha descritto l'intelletuale italiano come meglio non si potrebbe! Complimenti.