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  1. ZANNARINI MAURO Rispondi

    L'ultima proposta di Legge persegue l'inutile esercizio di stile nella stesura di norme con il massimo d'incertezza e farraginosità, che consente ai vari avvocati di difesa di brillare nel trovare utilissime scappatoie per i loro clienti. Impediamo la stesura delle Leggi agli Avvocati, per ovvio conflitto d'interesse, e per la pessima figura provocata (in tanti anni e più o meno volutamente) in cui versa la Giustizia Italiana. Questa è sicuramente una provocazione, ma siamo sicuri che un umile approccio, dato da un non specialista, sia poi così lontano dall'Efficacia che deve perseguire la Legge?

  2. james Rispondi

    Nel senso di rivoltare il tappeto e sbattere per terra tutta la polvere che si è accumulata in x anni di fallimento governativo. Si dice ma non si fà, gli onesti se ne vanno, i malandrini restano. Chi lotta in Italia è un cretino nel suo paese, non solo per la valutazione approssimata dei concittadini, soprattutto per il suo governo che auspica alla corruzzione! Incredibile.

  3. davide Rispondi

    Quando si parla di corruzine ed in genere di PA si parla sempre e quasi solo di leggi che dovrebbero essere introdotte rafforzate ecc. per arginare il problema. io credo invece che sia un problema prima che legislativo, di tipo qualitativo. Ci si dimentica che sono uomini e che come tali adattano, interpretano, cercano vie di fuga dalla norma e come si dice: fatta la legge fatto l'inganno. bene la legge che inasprisce la condanna ma serve poi ben altro per arrivare ad avere una p.a. civile e degna di uno stato moderno e per questa via la quasi assenza di corruzione. queswto tema per me è come e speculare a quello delle tasse . Si possono per legge aumentarle fin che si vuole ma poi al lato pratico le entrate peggiorano sempre più. Bisogna avere coraggio e riformare strutturalmente la nostra PA è questa la riforma che serve al paese in primis.

  4. mrb Rispondi

    Un popolo corrotto e meschino come il nostro non può che educare figli alla corruzione. Se non sei corrotto e corruttibile la tua vita diventa un inferno. Si potrebbe anche decidere di non fare figli se non abbiamo alternativa al crescerli in una società che si aspetta che tu sia in vendita, ma gli italiani se ne sbattono e continuano bellamente a riprodursi poiché dei loro figli se ne fregano.

  5. nello Rispondi

    La corruzone è il risultato di una societa' senza regole, tutti ne siamo rartecipi. Non è da condannare chi se ne fa' modo vivendi , ma è da condannare la societa', le Istituzioni, che non si fanno garanti delle Leggi, delle Regole per una civile convivenza. Alla fine siamo tutti colpevoli, gozzovigliamo chi piu' chi meno in una societa' senza regole, purtroppo senza regole non c'è futuro , prima o poi ci viene chiesto di pagare il conto...

  6. Fabio Rispondi

    Mi sembra che si sia fatta un po' di confusione con i tempi di prescrizione del reato che, a prescindere dalla fattispecie penale in questione, attualmente sono pari alla pena massima prevista per il reato con un minimo di 6 anni per i delitti e di 4 anni per le contravvenzioni (art. 157 C.P.) che decorrono dal momento in cui fu comesso il reato. Inoltre il tempo necessario a prescrivere è interrotto da una serie di atti dell'A.G. fra cui, oltre alla sentenza o al decreto di condanna, l'ordinanza di applicazione di misure cautelari, l'interrogatorio del P.M., la notifica dell'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio al P.M. etc. (art. 160 C.P.). A seguito dell'atto interruttivo il tempo della prescrizione ricomincia la sua decorrenza che non potrà comunque protrarsi oltre 1/4 del tempo necessario prescrivere per gli incensurati, oltre la metà per i recidivi ex art. 99 c. 2 C.P., oltre 2/3 nel caso di recidivi ex art. 99 c. 4 C.P (art. 161 C.P.). Ciò significa che il futuro reato di Traffico di influenze illecite, punito con la reclusione (quindi un delitto) da 1 a 3 anni, si presciverà in 6 anni (e se interrotta rispettivamente in 7,5, 9 o 10 anni secondo la recidiva).

  7. giulio fedele Rispondi

    E' indispensabile un progetto generale e coerente di riforma che si proponga come obbiettivo la moralizzazione dell'intera P.A, ivi compresa la magistratura, non sempre esente da colpe. In quest'ambito occorre anche reintrodurre il reato di abuso d'ufficio e di rifiuto-omissione di atti di ufficio nel testo degli artt. 323 e 328 del codice penale previgente alle riforme del 1990 e 1997, volute, ad uso e consumo dei pubblici ufficiali disonesti, corrotti e fannulloni, per annacquarne il contenuto e l'efficacia dissuasiva. Tra l'altro, è da ricordare che il precedente testo dell'art. 328, secondo comma, conteneva un'espressa previsione del reato di rifiuto/omissione/ritardo nell'ipotesi che il pubblico ufficiale fosse un magistrato: previsione che torna assolutamente giustificata e necessaria oggi, visto quello che avviene quotidianamente. Il degrado a cui oggi assistiamo nella P.A., e nella stessa magistratura, comincia di lì, favorito da quella riforma che ha sancito in pratica l'impunità per l'arbitrio, l'inottemperanza ai doveri di ufficio e l'abuso dei poteri di ufficio, a danno dei cittadini-sudditi.

  8. laura invernizzi Rispondi

    E che dire della diffusa abitudine alla "corruttibilità" ovvero a credere che sia lecito chiedere/offrire un di più di pagamento per un ruolo/esercizio professionale dove la paga è già percepita?

  9. SAVINO Rispondi

    Gherardo Colombo, parlando dell'occasione persa nel '92-'94 per combattere la corruzione, ha detto che gli italiani rifiutarono quelle inchieste. E' stata inculcata all'opinione pubblica una concezione distorta di garantismo, tale per cui bisognava "salvare" dagli "orchi" della magistratura dei ladri che, tutto sommato, veniva detto, ci garantivano benessere. Ora si sta vedendo quale benessere ci garantivano quei ladri, nè statisti, nè onesti. Di garantismo e di impunità si muore molto di più che di rigore, per le implicazioni che la corruzione ha sull'economia. Il vergognoso livore craxiano di Cicchitto è uno spot per gli imprenditori esteri per non investire in Italia. Le leggi di oggi sono inadeguate perchè fatte da attempati avvocati, legulei di fiducia dei maneggioni. L'unico modo per fare una riforma seria è procedere per decreto, ponendo la fiducia e con eventuale ripetuta reiterazione.

  10. andreag Rispondi

    Ringrazio l'Autore perchè l'articolo è chiarissimo e dice molto di più di tanti articoli di quotidiani che ronzano attorno al testo in discussione ma si appoggiano solo sulle beghe da bottega fra fazioni e partiti della "strana maggioranza", senza toccare il problema della discussione,comprensione e critica del testo. Fa impressione che Ministro è un "tecnico", e che poche cose erano chieste a questo parlament(uccio), fra cui risolvere il nodo corruzione. Terrò ben presente le Sue preziose analisi, così quanto posso dedurre da queste sull'operato del Governo e dei "nostri" rappresentanti si andrà a tempo debito ad aggiungere ad altre valutazioni sulla preoccupante INcapacità dimostrata da politici e tecnici. Sono esagerato se penso che un privato cittadino, leggendo la sua analisi, possa pensare che tutti i governanti sono di fatto collusi con il meccanismo (anche culturale) che permette alla corruzione di sopravvivere e prosperare nel nostro paese?!