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  1. Tommaso Rispondi
    Reddito da lavoro dipendente complessivo di 75000 € mi sembra un tantino alto, non rispecchia la realtà di oggi...
  2. Luigi Marattin Rispondi
    Personalmente sono d'accordo con lei. Ma - considerata data l'introduzione della Service Tax e considerata la non- opportunità di includere in essa la componente Tares-rifiuti - la determinazione dei soggetti passivi fatta in questo modo e' pressoché inevitabile per poter distinguere, di fatto, la Service Tax dall'Imu. Per quanto riguarda il considerare "dati" volontà di abolizione Imu e quindi Service Tax, nelle prime righe del nostro appello specifichiamo che non ci esprimiamo sull'opportunità politica di voler - in the first piace - mettere mano all'impalcatura fiscale di questo Paese partendo dall'Imu sull'abitazione principale. A livello personale (opinione che so essere condivisa dai due colleghi firmatari dell'articolo di cui sopra) non ho problemi a dire che, come la totalità degli economisti di ogni ordine, grado e approccio - considero profondamente sbagliato un intervento teso ad abolire una forma di imposizione patrimoniale presente in tutto il mondo e al contempo lasciare inalterata quella che di fatto e' la pressione fiscale sui redditi da lavoro e d'impresa più alta nel mondo.
    • Stefano Rispondi
      Dott Marattin c'è un piccolo difetto nell'IMU come tassazione patrimoniale. Se lo fosse dovrebbe colpire la ricchezza netta non quella lorda. Se io ho ipotecato l'80% dell'immobile l'imposta patrimoniale dovrebbe andare sul 20%, ma dato che è formalmente un imposta sui servizi comunali prendo il valore lordo dell'immobile come riferimento del beneficio avuto dal comune. Tra l'altro se l'IMU fosse una reale patrimoniale dovrebbe colpire anche i beni mobili ed i beni finanziari, come in Francia, invece colpendo solo le proprietà immobiliare crea una discriminazione di trattamento fiscale che favorisce altri utilizzi della ricchezza (invece che acquistare compro quote di un fondo immobiliare). E questo potrò solo peggiorare con la riforma del catasto che porterà a pagare sul valore di mercato anche se questo è influenzato dagli interessi finanziari a mantenere valori elevati gli asset bancari Il problema che nel 2011 non avevamo i mezzi (e la volontà) per applicare una reale patrimoniale ed abbiamo utilizzato l'IMU ibrida per fare cassa. Ora abbiamo una tassazione sui consumi, sui redditi e sugli immobili elevati e non sappiamo come far ripartire la domanda interna.
      • Luigi Rispondi
        Gli altri utilizzi di ricchezza sono già tassati. Se investi in Bot per esempio paghi le tasse sulla rendita .No? Gli interessi sui mutui ipotecari sono già deducibili in Irpef. Vogliamo incentivare un altro po' l'acquisto e la costruzione di case?
  3. Luigi Rispondi
    Ma per quale motivo, oltre ad uno sconto per i proprietari, ora bisogna prevedere anche un'aggravio fiscale per gli inquilini? é vero che usufruiscono dei servizi indivisibili, ma è pure vero che su di loro già è traslata di fatto l'Imu sulle seconde case e che non possiedono immobili il cui prezzo può variare in relazione al livello dei servizi indivisibili resi dal comune. no?
  4. Carmine Finelli Rispondi
    Non ho compreso una cosa. Nella prima ipotesi si parla di un gettito IMU prima casa pari a 4 miliardi, mentre nell'ipotesi 8 gli autori sostengono che il gettito IMU prima casa potenziale sia pari a 5,9 miliardi. In questa ipotesi 3,9 miliardi sarebbero pagati dai cittadini, mentre 2 miliardi sarebbero risorse aggiuntive al fondo di solidarietà comunale. Mi chiedo: ma che senso ha l'ipotesi 8, tanto incensata dagli autori dell'articolo? Se l'abolizione totale dell'IMU ha "...un costo di 4 milardi" (citando direttamente gli autori), un gettito di 3,9 miliardi come da proposta sarebbe del tutto uguale e quindi, a rigor di logica, la Service Tax sarebbe uno strumento di tassazione aggiuntiva fornito ai comuni che andranno sicuramente a massimizzare le entrate. Dunque, si possono avere maggiori chiarimenti soprattutto in merito alle determinazioni dei conteggi? Grazie.
    • Luigi Marattin Rispondi
      Salve, grazie per il suo commento. Si tratta semplicemente di mantenere lo stesso gettito potenziale attuale. Al momento l'IMU sull'abitazione principale ha un gettito aggregato potenziale di 5,9 miliardi (tutti i dati che forniamo sono tratti dal documento del Governo), di cui "solo" 4 effettivi e 3,4 derivanti dal gettito ad aliquota base del 4 per mille. Come lei sa, tuttavia, i Comuni hanno facoltà di elevare l'aliquota fino ad un massimo del 6 per mille: finora lo hanno fatto solo per una magnitudine tale da elevare il gettito dai 3,4 "base" ai 4 effettivi. Ma lo spazio potenziale arriva a 5,9. Questa e' la situazione oggi. Con una riforma, noi chiediamo che sia mantenuta la stessa potenzialità complessiva, senza quindi un innalzamento della capacità di pressione fiscale locale. In quest'ottica la Service Tax non sarebbe tanto da considerarsi come strumento di tassazione aggiuntiva, quanto alternativa all'IMU sull'abitazione principale. Per arrivare al gettito di 4 miliardi (che sostituirebbe il gettito attuale), il Comune rappresentativo
      • Carmine Finelli Rispondi
        Grazie molte per la sua risposta. Ora il concetto espresso mi è più chiaro. Grazie!
    • Luigi Marattin Rispondi
      CONT. Il Comune rappresentativo avrebbe a disposizione i 2 miliardi garantiti dal Fondo di Solidarietà Comunale e, dello spazio finanziario totale residuo complessivo (3,9 miliardi) dovrebbe garantirne solo 2, scegliendo l'adeguato mix tra IMU prima casa (fino ad eventuale abolizione, se vuole) e Service Tax. In linea puramente teorica - facendo l'Assessore ci si accorge della distanza tra i modelli teorici che insegniamo e la realtà - questo accende anche una competition fiscale tra i territori: ogni cittadino potrà osservare le scelte fiscali di ogni Comune in relazione al mix che sceglie, e valutare di conseguenza.