logo
SABATO 1 NOVEMBRE 2014


captcha *

1500

  1. Luca Battanta Rispondi
    In completamento in Francia comunque a breve non c'è esattamente nulla: la seconda parte della lgv est , la lgv sud europe atlantique, la lgv Bretagne e la Nimes Montpellier.Tutte entro il 2020 in servizio; se questo si chiama realismo, bene questo realismo.
  2. Nicola Rispondi
    Non ho capito questo passaggio: "nove alti dirigenti della pubblica amministrazione francese che hanno supportato l’analisi della commissione e tutti gli attori interni ed europei incontrati (nessuno dell’Italia, naturalmente)" In che senso naturalmente nessuno dell'italia? Cosa vuol dire questo passaggio?
  3. GianLuigi Miglio Rispondi
    E gli italiani popolo notoriamente più furbo ha speso il quadruplo al km rispetto a francesi e spagnoli. per linee analoghe. chissà come mai....
  4. Carlo Turco Rispondi
    Per C. Minganti e I. Beltramba _ Mentre trovo alquanto stravaganti l'argomentazione per cui verrebbe privilegiato il merito sul metodo, o i riferimenti al "politichese"", credo che i miei cortesi interlocutori non dovrebbero ignorare che anche in Francia ci si è divisi sull'interpretazione da dare alle conclusioni della Commissione Mobilité 21 a proposito della Lyon-Turin. Non mi sembra che gli argomenti riassunti per esempio qui - http://www.tavsi.it/i-notav-e-la-favola-del-disimpegno-francese/ - siano del tutto peregrini e cestinabili. Io non ho affatto inteso prendere posizione (a che titolo? e sulla base di quali competenze?) pro TAV o anti TAV. Mi limito a osservare che presentare il documento della Commissione Mobilité 21 come una "prova" del ripensamento dei Francesi è un tantino azzardato: può andar bene per le polemiche giornalistiche, non per una testata come la voce.info. Quel che decideranno i Francesi, in proposito, bisognerà vederlo sulla scorta di decisioni concrete: L'ultima, se non erro, è quella dello scorso agosto, con la quale si autorizzava l'esproprio dei terreni necessari all'opera, esproprio da effettuarsi entro un termine massimo di 15 anni.
  5. Terenzio Longobardi Rispondi
    Qui invece http://www.tavsi.it/i-notav-e-la-favola-del-disimpegno-francese/ si sostiene che il presunto disimpegno francese sarebbe una bufala. Comunque il problema è un altro: perchè questo blog continua a sostenere una presunta antieconomicità della Torino - Lione e delle linee ferroviarie in genere e non fa un'analoga analisi del trasporto stradale, in particolare quello delle merci che, come sanno tutti, non starebbe sul mercato senza un generoso regime di sussidi e agevolazioni fiscali? Da questo punto di vista come si fa a non vedere che il nostro paese è attualmente in ostaggio della lobby dei camionisti? Gli svizzeri, popolo molto più concreto e pragmatico lo hanno invece capito e stanno realizzando a tempo di record ben quattro tunnel di base sotto le Alpi, di cui quello del Gottardo è del tutto simile anche nei chilometri a quello previsto per la Torino - Lione. E già ora trasportano su ferrovia il 65% delle merci contro un misero 10% trasportato dai treni al confine italo-francese.
  6. Carlo Minganti Rispondi
    Per Carlo Turco: in entrambi gli scenari di finanziamento la linea Lione-Torino è messa in secondo piano (credo che la differenziazione in prima priotità e seconda priorità sia politichese schietto, le priorità in genere sono solo priorità ...). I Francesi non sono sicuri che sia necessaria prima del 2030-2040 per cui rimandano la decisione. Ho tuttavia un dubbio: se non ci mettiamo d'accordo coi Francesi, non rischiamo che la linea da noi costruita oggi sia obsoleta nel 2030?
  7. lavoceinfo Rispondi
    Gentile lettore, le mando il link con il dossier sul tema. Lei non l'ha trovato perchè è sul vecchio sito, e il nuovo sito non rimanda al vecchio nel motore di ricerca (è un nostro limite, la prossima volta le consiglio di cercare su google). http://archivio.lavoce.info/dossier/pagina2968.html La redazione
  8. Francesco Rispondi
    Hai capito bene. A pagina 36 del documento, si dice (traduco): "La commissione ha innanzitutto dovuto chiarire la lista dei progetti interessati dalla gerarchizzazione. In primo luogo, essa ha considerato che varie categorie di progetti non potevano sottostare a questa gerarchizzazione: [...] - il progetto di tunnel alla base del collegamento ferroviario Lione-Torino per il quale esiste un accordo intergovernativo franco-italiano ed è oggetto di una dichiarazione comune dei capi di stato francese e italiano, del 3 dicembre 2012 [...]" Questo articolo, quindi, sembra viziato da una lettura poco approfondita del documento. Personalmente, inoltre, non apprezzo tanto neanche il tono sarcastico con cui trae le conclusioni sul comportamento dell'Italia.
    • ivan beltramba Rispondi
      Cari Francesco e Carlo, a me interssa più il metodo del merito, ed il documento lo ho letto tutto anche se non sono di madrelingua francese. certo che se il Tunnel sul lato francese sbuca sulla vecchia linea a St. Jeande Maurienne senza che si siano fatte le opere accessorie (che a occhio costano circa il triplo della parte francese del tunnel) da St. Jean al confine con la Francia a Perpignan ben citate sul documento, il Tunnel diventa proprio un buco senza fondo (e senza luce). Secondo me i pendolari condividono ed userebbero toni ben più espliciti. quello che invece mi preoccupa veramente è stato il silenzio assordante dei NO-TAV sul raddoppio del tunnel stradale, che non mi risulta sia stato fatto in autofinanziamento.
  9. gmn Rispondi
    Non ho mai pensato che la nuova ferrovia sotto il Frejus fosse redditizia ma che servisse, come tutte le infrastrutture e le reti transnazionali europee, a unirci gli uni agli altri con un legame così forte da rendere impossibile (ergo antieconomica) una nuova guerra europea. Le reti ferroviarie dovrebbero essere di proprietà multinazionale così come le compagnie dei treni (e degli aerei). L'europa ci è costata un patrimonio finora ma mai investimento fu più redditizio: il roi lo si calcola in anni di pace invece che in dollari, è meno preciso ma più concreto.
  10. Enrico Rispondi
    Francamente ritengo che la Torino-Lione sia strategica; i francesi saranno comunque attraversati dalla TAV (corridoio Madrid-Kiev se non sbaglio), mentre noi rimarremmo tagliati fuori. L'Italia deve poter accedere a quella che è e sarà la "via delle merci", pena perdere competitività per i costi aggiunti di raggiungimento.
  11. Giorgio Rispondi
    Sbaglio o i francesi, come fa notare Andrea, dovrebbero mettersi d'accordo con se stessi? http://medef-rhone-alpes.fr/le-medef-rhone-alpes-se-felicite-de-la-declaration-dutilite-publique-et-durgence-es-travaux-dacces-au-lyon-turin.html
  12. Paolo Capece Rispondi
    Interessante informazione e analisi. Ringrazio l'autore.
  13. prof. ing. Paolo Leoni Rispondi
    Sono completamente d'accordo con la risoluzione presa dai colleghi francesi. E' ora di finirla con investimenti dei quali nessuno è mai riuscito a dimostrare la redditività, al di là delle tante belle dichiarazioni di principio! Le FSI italiane sono in pareggio di bilancio? Le ferrovie francesi pesano sullo Stato miliardi di euro l'anno, e quelle italiane????? Ecco dove trovare i soldi per l'IMU, l'IVA, la Cassa Integrazione ecc. La Società per il Ponte è ancora finanziata da FS, ANAS ecc.? Perché? E dov'è finita la spending review?
    • Terenzio Longobardi Rispondi
      Caro professore e collega, chi però ha mai dimostrato la redditività del trasporto su gomma in genere e delle merci in particolare?
  14. Carlo Turco Rispondi
    Scusate, se io intendo bene quanto indicato nel documento francese, la realizzazione del tunnel della linea Lione-Torino è esclusa dalla gerarchizzazione delle priorità (paragrafo 6), in quanto impegno europeo già assunto. La seconda priorità riguarderebbe, invece, i collegamenti della rete di Lyon, anche per via delle incertezze riguardanti i tempi di realizzazione del famoso tunnel... Insomma, non mi sembra che nel documento ci sia alcuna indicazione circa un eventuale abbandono dell progetto TAV ma, al più, uno slittamento dei tempi per poterlo rendere pienamente operativo anche in considerazione dei tempi di realizzazione dei lavori sul versante italiano... Ho frainteso il documento?
  15. Felice Rispondi
    Incuriosito, ho scritto "TAV" nel motore di ricerca della voce.info, e non e' uscito molto, se non mi sbaglio quasi nulla. Credo sarebbe interessante, visto l'ampio dibattito che da alcuni anni tocca il nodo del progetto Torino-Lione e, dati i tempi, la considerevole mole di denaro in gioco, che la redazione potesse invitare degli esperti ad approfondire gli aspetti rilevanti dal punto di vista della valutazione economica. In particolare una critica ragionata dell'analisi Costi-Benefici prodotta per giustificare l'opera da parte della società LTF, la società che è responsabile degli studi di progetto e di realizzazione dell’opera, sarebbe utile per confermare la funzione di “watchdog" di questo sito. Un saluto.
  16. Enrico Rispondi
    Non è che dobbiamo seguire per forza i francesi: mi sembra che l'Italia abbia un complesso di inferiorità. Teniamo conto che noi abbiamo le Alpi che ci separano dall'Europa, ed un collegamento veloce sul corridoio Madrid-Kiev è fondamentale. La Francia avrà fatto le sue valutazioni e probabilmente ritiene di poter accedere a questa via di comunicazione anche senza la Torino-Lione. Secondo me l'opera potrebbe portare anche un beneficio in termini di riduzione del traffico su gomma.
  17. Andrea Rispondi
    Solo un appunto. Come mettere in rapporto quanto scritto nel Rapporto Mobilité 21 e quanto scritto nella legge del governo sulla priorità del progetto Torino-Lione qualche settimana fa?