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MARTEDì 21 OTTOBRE 2014


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  1. Barbara B. Rispondi

    La lega ha buoni risultati elettorali anche se appare poco sui mass - media, quindi ha una strategia "vincente" altrove. Credo che loro, nei bar e nelle piazze, prima ancora che negli uffici degli enti locali, ascoltino la gente comune e cerchino di dargli voce per quello che è, nelle sue rabbie, nelle sue paure, nei suoi egoismi, come anche nella sua voglia di fare e di trovare un appoggio nelle amministrazioni locali. Possono avere diversi titoli di studio, ma non sono persone "colte", sono soprattutto persone concrete, che hanno lavorato e sono abituate a cercare dei risultati. Non hanno il mito della "Cultura", non sono speculatori idealisti e non sono nemmeno dei maestrini con la puzza sotto il naso. Rappresentano un paese, un campanile, per quello che è, mentre altri si mettono in cattedra per dire alla Nazione che vorrebbero rappresentare come dovrebbe essere. Non condivido le loro idee ma da loro bisogna imparare ad ascoltare: non si può rappresentare un popolo se lo si guarda dall'alto in basso, già con l'idea di dovergli "insegnare". La democrazia non funziona così...

  2. Tommaso Rispondi

    Mi chiedo se l'etichettamento "random" del ministero dell'interno sul colore politico del sindaco non possa distorcere in modo significativo i risultati; cioè, l'autore ha trovato circa 500 sindaci leghisti. Se in realta' i sindaci leghisti sotto altre etichette fossero circa 1000, ci si potrebbero attendere risultati fondamentalmente diversi? Su un tema simile, il MEDEC della Provincia di Bologna, anni fa', porto' a termine una interessante ricerca su (tutti) gli amministratori locali (sindaci, assessori, e consiglieri) della provincia stessa, e uno dei risultati piu' importanti era proprio l'emergere della figura del politico-commercialista (qui estremizzo); cioe' del commercialista che, nel piccolo comune, si mette a fare politica, fatto che ha ovvie connessioni con il suo ruolo professionale. E, ovviamente, in provincia di Bologna gli amministratori non erano in maggior parte leghisti.

  3. giannim Rispondi

    Un giorno o l'altro gradirei che qualcuno mi spiegasse perchè uno con più anni di studio (o anche diverse lauree) debba avere per ciò stesso più cultura. Conosco plurilaureati assolutamente ignoranti (anche nel senso che non sanno parlare correttamente l'italiano, tipo Calderoli)! Andrei chiaramente troppo oltre l'argomento se mettessi in dubbio il livello di istruzione che la scuola italiana oggi fornisce!

  4. FabrizioF Rispondi
    Come spunto, direi molto interessante, sicuramente da approfondire. Con alcuni accorgimenti: i dati sui Bilanci potrebbero essere influenzati dalla classe demografica dei comuni, o dalla loro posizione geografica (regioni a statuto speciale?); i dati delle migliaia di comunelli dovrebbero essere esclusi dai calcoli (tra gli 'altri' viene conteggiato anche il sindaco del comune di 500 anime, che spesso non ha tessera di partito?). Perchè non usate una parte dei ricavi del 5 per mille che ottenete da noi lettori per una borsa di studio "LaVoce.info" a un giovane ricercatore che approfondisca il tema? Saluti.
  5. Andrea Passantino Rispondi

    Nell'articolo in oggetto si afferma che le differenze di età, sesso e livello d'istruzione sono significative da un punto di vista statistico. Un test statistico è necessario quando si confrontano dei campioni, ma nel caso in oggetto mi sembra che siano state confrontate le "popolazioni reali" quindi la differenza riscontrata è reale e non stimata, per cui non ha bisogno di convalida statistica (necessari solo se si fosse estatto un campione di sindaci, nel tal caso sarebbe stato opportuno specificare la tecnica di campionamento). Cordiali Saluti.

  6. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Il popolo Italiano è frastornato tra politica, antipolitica e demagogia: la politica tradizionale è destinata a soccombere, l'antipolitica non prevarrà a livello nazionale; domina solo la demagogia ed i poveri sono sempre più poveri. Conclusione amara, ma drammaticamente realistica per chi ha a cuore le sorti della nostra società. La Lega avrà sicuramente buoni amministratori, più concreti ed onesti perchè legati al territorio, ma resta, comunque, come il partito di Grillo e di Di Pietro, un movimento con il concetto dell'antipolitica. I Partiti politici tradizionali (PDL compreso) non hanno scampo e non andranno molto lontano: è questione di tempo! La demagogia del Premier, molto bravo nella comunicazione ingannevole, avrà ugualmente termine: non può vivere per sempre di paraventi! Il Popolo sovrano deve fare il suo corso di coscienza, di consapevolezza della povertà, della dilagante immoralità e deve per il suo futuro augurarsi l'apparire sulla scena politica non di un' altro messia, ma di uomini di buona volontà, normali, onesti e con il concetto del bene comune nazionale e non territoriale. Chi ci governa ha il dovere morale di essere più attento alla povertà che alle riforme istituzionali.

  7. Ros Rispondi

    Nell'articolo si fa riferimento al costo opportunità maggiore di ricoprire un incarico politico da parte degli imprenditori. Mi sembra abbastanza opinabile questa affermazione, esistono studi empirici su questo tema, in Italia? Se si, mi interesserebbe conoscerli.

  8. Ajna Rispondi

    Ma i dati tengono conto pure del fatto che mediamente al nord il livello d'istruzione è più alto? Avrei da ridire pure sul costo opportunità dell'ingresso in politica, dato che conosco diversi avvocati e medici che han deciso di darsi alle urne: quasi tutti professionisti meno che mediocri e quindi ben motivati a spendere altrove il blasone di un titolo che altrimenti fruttava ben poco.

  9. aldo lanfranconi Rispondi

    La Lega è " radicata sul territorio" , la Lega ha "trionfato" Non se ne puo più : Quanto al radicamento ho elaborato i dati dei 12 comuni lombardi con piu' di 30 sezioni elettorali in cui si è votato per il comune paragonando i dati delle Comunali ha quelli delle regionali , ebbene : Lega reg 48374 voti com 41174 voti -14,9% PdL reg 81609 voti com 70221 voti -14,0% PD reg 61054 voti com 58354 voti -4,5% Credevo che un partito radicato sul territorio avesse performances migliori negli enti più piccoli ( comune ) : credevo male, forse. Quanto al trionfo in Lombardia la LEGA e' passata da 1.221.087 voti a delle ultime EUROPEE a 1.117.227 delle regionali perdendo un elettore su 12 : in provincia di Sondrio ne ha persi 1 su 4 , 1 su 6 a Brescia ( effetto "trota" ?) e Mantova. In Piemonte ha perso 1 elettore su 6 ed in Liguria 1 su 10. In Veneto nonostante il traino di un ministro popolarissimo candidato alla presidenza aumenta di 22000 su 2,3 milioni di voti validi. Infine nel quadrilatero rosso ( Emilia - Toscana - Marche ed Umbria) realizza un aumento (sempre rispetto alle ultime EUROPEE ) di 16000 voti su 4,8 milioni di voti validi.

  10. silver Rispondi

    L'articolo che ha scritto Diamanti su Repubblica come sempre descrive l'indescrivibile o giù di lì. Sinistra elitaria, chiusa nei loft&palazzi e troppo colta, e destra che invece fa incetta di voti nonostante il suo carattere "ruspante"= due mondi che non comunicano. Di cui ormai il mondo reale farebbe volentieri a meno, sopratutto di chi non ha voluto offrire alternative concrete e praticabili Questo paese qui mi sembra capovolto ormai, così come è diventato non se lo meritano in molti. Mi ha messo un pò tristezza anche leggere l'articolo sul Corriere che bacchetta in parte giustamente il prof. Tito Boeri.... comunque troppe persone ormai pensano che la "sinistra" sia uno spazio culturale e non più un'offerta politica. Imprenditori che non ce la fanno più, che si suicidano, isole occupate da cassaintegrati, maestre e prof in bilico, o buttati fuori dalla scuola, adesso anche la Bialetti che chiude qui in Piemonte, è veramente una lista nera! E dire che di ricette ne abbiamo lette tante... buon lavoro.

  11. Febo83 Rispondi

    Carissimo professore, essendo il solito meridionale trapiantato al nord che ama seguire la politica locale del proprio comune d'origine e avendo riscontrato enormi difficoltà nel reperire informazioni on line sulla salute dei conti pubblici comunali, potrei sapere dove sia possibile leggere qualche dato un pò più approfondito riguardante un comune siciliano inferiore a 5mila abitanti, per la precisione San Marco d'Alunzio, in provincia di Messina. Esiste un sito dove poter trovare questi dati?

  12. emanuele Rispondi

    Prosperini non è della lega ed e un ex AN.2. Calderoli sarà rozzo e diretto nel parlare ma dato che lo conosco personalmente vi informo che ha due lauree.

  13. luca Rispondi
    Era leghista nei primi tempi, ma mi risulta sia in quota AN da parecchio tempo.
  14. lonfo Rispondi

    Ottima analisi. Aggiugerei una questione forse difficile da indurre dai dati. Se i migranti che abitano e lavorano in gran numero i municipi a cui fa riferimento l'analisi potessero votare, Il numero di sindaci leghisti vittoriosi, diminuirebbe sicuramente. Parte del loro successo è da attribuirsi alla figura di "baluardo della conservazione dei valori padani/italiani etc" che spesso i sindaci leghisti rappresentano. Sono del parere che, le capacità e le caratteristiche di questi amministratori (anche se misurate sulle caratteristiche dei loro controfattuali) spiegano solo in parte il successo della lega Se la "popolazione reale" dei vari municipi del Nord avesse diritto a votare le fortune di questi amministratori sarebbero minori.

  15. roberto fiacchi Rispondi

    Non mi stupiscono i dati che emergono nell'articolo, d' altra parte i risultati significativi ottenuti dalla Lega nel corso degli anni hanno basi solide di cui il buon livello dei suoi rappresentanti è sicuramente elemento rilevante. Altro aspetto fondamentale è rappresentato dall'avere la Lega un vero leader e un " esercito" ben strutturato, rispettoso delle regole e strettamente organizzato sul territorio. Come facevano i Deputati della DC, mi sembra che facciano anche i rappresentanti della Lega e ho l'impressione che, se non lo fanno, vengano estromessi. Penso che non si tratti di copiare nulla, ma i partiti che vorranno realmente costruire un futuro decente per il nostro Paese devono riuscire a porre al centro della loro azione l'obiettivo di dare risposta alle esigenze dei cittadini e tradurle in sintesi decisionali. Per il momento credo sia normale riconoscere alla Lega i meriti che ha. In quanto alla soluzione dei problemi di fondo, per migliorare l'Italia certo occorre molto altro e cambiamenti sostanziali.

  16. loremaf Rispondi

    E' certo vero che gran parte degli amministratori della lega ha un livello medio di istruzione superiore nei confronti forse di altri, ma è pur vero che nelle liste della lega fanno sempre più capolino presenze come quella del figlio del capo (la c.d. trota) che quanto a qualità, competenza e merito lascia più di qualche dubbio. Anche da quelle parti funzionari del partito e/o del sindacato padano ricoprono posizioni non certo secondarie come la vicepresindenza del Senato. Quindi farei una certa attenzione perchè la strada mi sembra per certi versi simile alle truppe mastellate che si dibattevano tra cognati e mogli candidate.

  17. WPaul63 Rispondi

    E si riassumono in due cognomi "eccellenti" (è un eufemismo): Prosperini & Calderoli. Come dicono a Londra... 'nuff said Paul