La Camera ha approvato la legge elettorale, con sostanziali differenze rispetto a quella presentata pochi mesi fa in Parlamento. L’iter prosegue ora in Senato: entro l’anno potremmo avere un nuovo sistema da applicare nelle elezioni politiche del 2027.
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Una legge elettorale con premio di maggioranza non garantisce la governabilità. Anzi, crea i presupposti per renderla impossibile, perché porta alla creazione di coalizioni disomogenee e alla sovrarappresentazione delle posizioni più estreme.
I leader populisti di tutto il mondo promettono di liberarsi dei burocrati “non eletti”. Ma una pubblica amministrazione professionale e indipendente può proteggere l’economia dall’instabilità e dalle conseguenze più dannose delle loro scelte.
I partenariati speciali pubblico-privati sono uno strumento amministrativo innovativo utile ad affrontare complessi processi di sviluppo territoriale, oltre al recupero e alla valorizzazione di beni culturali. Potrebbero estendersi anche ad altri ambiti.
Le intese preliminari tra governo e Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sull’autonomia differenziata sono all’esame del Parlamento. Sollevano importanti questioni generali. Sotto i profili di finanza pubblica sembrano destinate a generare nuove spese.
Il welfare sociale territoriale per le persone non autosufficienti dipende dalle scelte di regioni e comuni. Le differenze tra territori sono forti e neanche la definizione dei Leps riesce a superarle. Le carenze nei servizi per gli anziani.
Il 24 e 25 maggio si terrà un’importante tornata di elezioni amministrative. Con un caso curioso, quello di Colico. I cittadini del paese lombardo saranno chiamati a decidere se restare nella provincia di Lecco oppure se passare a quella di Sondrio.
Il quorum del 50 per cento dei votanti per la validità dei referendum abrogativi comporta varie problematiche. La soluzione non è abolire la soglia, ma sostituirla con una di approvazione. È una riforma possibile, purché si converga su una proposta precisa.
Nei territori colpiti da un terremoto, la continuità dei dipendenti pubblici può fare la differenza. Dove il turnover è più basso, il tessuto economico locale tende a perdere meno imprese e posti di lavoro e riesce a riprendersi più rapidamente.