Confermato dal Senato con i soli voti repubblicani, Warsh promette di rivoluzionare la Fed. Ma il presidente non decide da solo. E la vera domanda non è se subirà pressioni da Trump, ma come eserciterà l’autonomia che la legge americana gli garantisce.
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Dal 2022 è cresciuto l’interesse delle famiglie italiane per i titoli di stato, grazie a offerte dedicate ai piccoli risparmiatori. Chi li ha acquistati tende a tenerli fino alla scadenza. Ricchezza e istruzione aumentano l’investimento in Btp.
L’amministrazione Usa ha messo sotto accusa la Fed, rea di non adeguarsi alle richieste di taglio dei tassi di interesse. La vicenda richiama l’attacco politico-giudiziario che colpì la Banca d’Italia di Baffi e Sarcinelli alla fine degli anni Settanta.
Scomparso da poco tempo, Riccardo De Bonis ha ricoperto ruoli dirigenziali in Banca d’Italia e svolto un’intensa attività di ricerca. Ci lascia in eredità tanti studi su temi diversi, segno di una cultura vastissima e di una curiosità inesauribile.
Da strumento per casi eccezionali, il golden power si è trasformato in un meccanismo strutturale di controllo sugli investimenti. Come si è visto nel settore bancario. Non va cancellato, ma va ridimensionato rispetto a operazioni interne alla Ue.
L’indipendenza delle autorità di regolazione è cruciale per l’efficacia e l’imparzialità della pubblica amministrazione. Spetta alla politica disegnarne i principi, così da evitare che controllore e controllato siano o appaiano troppo legati fra loro.
Mercati e famiglie Usa sembrano confidare nella capacità della Fed di resistere alle pressioni politiche. Ma le aspettative di inflazione non si risvegliano anche per la fiducia nei guadagni di produttività legati all’intelligenza artificiale.
Le garanzie statali al credito hanno svolto una funzione importante in una fase eccezionale. Oggi rischiano di comprimere la responsabilità professionale delle banche nella valutazione del rischio e di spostare un onere eccessivo sul contribuente.