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  1. ANDREA PUGLIA Rispondi
    La premessa dell'articolo è poco chiara. Sembra attribuire alla legge 107 l'autonomia scolastica, che ha invece le sue basi in altre leggi (semmai la 107 deprime l'autonomia). Migliore è la spiegazione relativa alla struttura dell'academy, che mi sembra peggiorare la già classista scuola inglese. La chiarezza della spiegazione, in compenso, mi porta ad una considerazione: visto che cià dobbiamo combattere con la 107, speriamo che questa "inglesata" non ci tocchi mai.
  2. michele di saverio Rispondi
    Indipendenza. Ma chi tiene i cordoni della Borsa?' Sempre il Governo centrale, proprietario dei fondi. La gestione dei soldi è altra cosa dalla proprietà, secondaria se i soldi non arrivano. Il preside è scelto da un consorzio che ha fame di fondi. E' indipendente ma assume i docenti, NOMINATIVAMENTE. E volendo anche li licenzia, alla faccia della libertà costituzionale di insegnamento. La scuola forma l'idea politica e religiosa, e scelte di vita dei giovani. Difficile pensare che non si tenti un controllo dell'opinione pubblica tramite la scuola, come avviene tramite la stampa. Forse per garantire pari opportunità a tutti ( e al minimo costo possibile) dovrebbe essere il Governo centrale a provvedere ai beni di base: cancelleria, gessi, lavagne elettroniche, pulizia dei locali (carta igienica), ecc. Per questo tipo di beni di acquisto (commodities ) è risaputo che si possono ottenere drastiche riduzioni di prezzo. Buone con i consorzi, massime con la Centrale Acquisti unica della Pubblica Amministrazione: moltiplicare i centri decisionali e di spesa, serve ben a poco per la qualità del servizio.
  3. ELENA SCARDINO Rispondi
    Sono stata per 13 anni preside di scuole medie.I miei sforzi di dare vita a una scuola attenta e funzionale ai bisogni dei ragazzi sono stati spesso frustrati dagli impedimenti burocratici, in primo luogo l'impossibilità di selezionare e aggiornare il personale docente e non docente in modo efficace e regolare. L'autonomia assistita da controlli attenti e intelligenti è secondo me da realizzare.
  4. Riccardo Rispondi
    Le scuole italiane al giorno d'oggi sono talmente oberate di pratiche burocratiche che è una cosa inverosimile. Per partecipare ai famosi PON e poi successivamente alle loro rendicontazioni c'è da diventare dei matti. Per acquistare un bene è necessario fare visure alla Camera di Commercio, al Casellario Giudiziario e ad Equitalia... e forse ne dimentico qualcuna. Le segreterie ed i docenti devono attuare leggi fatte e basate su ministeri con centinaia di dipendenti. Mah...
  5. Stefano Rispondi
    Ma, di grazia, quali cambiamenti positivi ha apportato la buona scuola? L'alternanza scuola lavoro sta naufragando nel caos e nella disorganizzazione: il governo si è solo preoccupato di investire le scuole di nuove incombenze invitandole, nei fatti, ad arrangiarsi. L'organico di potenziamento (che, sia chiaro, non è stato scoperto dal senatore Renzi) invece di arricchire le proposte didattiche e formative viene utilizzato per le supplenze. L'insegnamento di materie in lingua straniera, in moltissimi casi, rasenta il ridicolo, non essendoci insegnanti formati. Il "merito" è squallidamente una mancetta i cui criteri di attribuzione sono scandalosamente discrezionali. L'unico obiettivo quasi centrato dal predetto senatore è stato l'aumento del potere discrezionale dei Dirigenti che, fortunatamente, la ministra Fedeli ha avuto il buon senso di tenere un po' a bada, Quand'è che cominceremo a non usare più questa espressione: "buona scuola" e cominceremo a parlare di scuola della Repubblica che, come tutte le repubbliche è innanzi tutto una comunità, senza capi e capetti, ma con progetti ai quali tutti, ognuno secondo le proprie competenze, lavorano?
  6. Massimo D'Ambroso Rispondi
    Interessante articolo. Mi piacerebbe capire come sono cambiati i risultati degli studenti nelle rilevazioni internazionali degli apprendimenti (es. OCSE PISA) dopo l'introduzione delle Academy.