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  1. Aldo Mariconda Rispondi
    Creare sviluppo implica investimenti. Il debito pubblico impedisce un "deficit spending". Il privato investe se vi è un ritorno. Se i governi non fanno riforme adeguate (fisco su imprese, burocrazia, giustizia, corruzione, taglio spese superflue (V. Cottarelli e Perotti), ecc.) continueremo in stagnazione
  2. fatti neri Rispondi
    non è un mercato del lavoro neanche per i meno giovani specie se si chiamano partita iva! la cecità della politica che vede da decenni solo i votanti del periodo in corso ha occluso la strada a chiunque tartassando chi sta in attività a beneficio degli statali e pensionati con il risultato che i primi sono risultati una classe demotivata piena di assenteisti e per garantire i diritti ai secondi hanno dovuto toglierli ai pensionandi di domani. la realtà è leggibile dai dati che ci evidenzia un aumento delle tasse, come l'iva, per supportare il sistema malato, che sta portando alla desertificazione aziendale salvo i grandi gruppi sovvenzionati. una europa senza sistema fiscale comune con libero accesso delle merci è la morte con lenta agonia dei nostri posti di lavoro e no solo, l'esempio del settore bancario morente per bassi tassi dovrebbe aprire la mente per indirizzarci verso quella che è l'unica strada: espansione. i paesi asiatici lo fanno,, per loro la decrescita è tabù!
  3. Marco Rispondi
    Articolo e analisi interessante. In sintesi nel merito la conclusione è che non possiamo essere positivi almeno sul breve-medio periodo. Troppi gli interventi strutturali urgenti da adottare, ma che non vengono adottati, ancora debole un approccio culturale da parte di imprese, sindacati e della popolazione. Se mai c'è una via di uscita da questo tunnel, occorrono ancora moltissimi anni, a mio modestissimo parere,