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Piattaforme digitali e libertà di espressione: l’ora zero

Europa e Usa hanno finora affrontato con approcci opposti il tema della libertà di espressione sulle piattaforme digitali, non senza contraddizioni interne. Ora però è il momento di trovare un linguaggio comune nei meccanismi procedurali.

Il Punto

L’esclusione di Trump da alcuni social network ha riportato alla luce il tema della libertà di espressione sulle piattaforme digitali: è il momento di trovare un linguaggio comune e delle procedure univoche. I tumulti di Washington hanno anche acceso i fari sul fragile rapporto tra disuguaglianze e democrazia. Riconoscere le cause del malcontento può evitare rischi maggiori per le nostre istituzioni.
Chiarezza, velocità e competizione: su queste basi vanno definite le politiche di promozione e sostegno all’innovazione delle imprese. Solo così si possono garantire crescita e sviluppo del paese. I tagli alla spesa scolastica incidono pesantemente sulle abilità cognitive degli studenti, accentuando divari già gravi. Serve investire in scuole digitalizzate, moderne e ben equipaggiate. Tra le diverse ripercussioni della pandemia e delle misure di lockdown, non vanno sottovalutate quelle sulla salute mentale della popolazione. Una ricerca mostra i primi risultati per l’Italia.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

Anziani e social, non si finisce mai di imparare

A qualsiasi età si può imparare qualcosa di nuovo. Lo dimostra il gruppo di persone di più di 80 anni che nel 2019 ha seguito un corso sull’uso dei social media. E con le nuove conoscenze hanno affrontato meglio l’isolamento sociale durante il lockdown.

Il Punto

Continuiamo a raccontare e a proporvi riflessioni e calcoli sul coronavirus. Lombardia e Veneto, due strategie diverse nel gestire l’emergenza. Esaminiamole per imparare. Una app può essere l’alternativa al coprifuoco perché traccia chi ha il virus e con chi entra in contatto. E poi cerchiamo di capire perché da noi ci sono pochi posti letto ospedalieri. Rispetto a Germania e Francia costano di più. Intanto i dati ci parlano dell’impatto devastante del Covid-19 sul mercato del lavoro, in America e in Europa. La pandemia – con similarità e differenze – si aggiunge al cambiamento climatico per sconvolgere il mondo.
È controverso e potrà causare problemi l’invito della Bce a congelare i dividendi delle banche. Di cosa hanno bisogno i lavoratori autonomi, tra i più vulnerabili davanti allo shock del coronavirus.
Cerchiamo di capire perché i decessi calcolati dall’Istat non coincidono con le comunicazioni del governo. E anche quali sono i motivi dell’altissima mortalità in Lombardia.
Dalla diffusione virale dei messaggi sui social network, lezioni utili per contenere le epidemie dei veri virus. Per il dopo-pandemia, sul fronte finanziario non ripetiamo gli errori fatti dopo la crisi del 2008.
L’emergenza fa scoprire a tutti che i nostri destini di abitanti del pianeta sono strettamente intrecciati. Perché la Ue non diventi una vittima del coronavirus, le risposte vanno date a livello comunitario.
Resta molto da fare per rendere disponibili alla comunità scientifica i dati necessari per combattere la pandemia.

In questa home page abbiamo creato un Dossier “Emergenza Covid: tutti gli articoli”, aggiornato quotidianamente e organizzato per argomenti, con i contributi sulla pandemia pubblicati da lavoce.info.

Continuano le puntate de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Ci potete ascoltare ogni mercoledì su tutte le app per i podcast e su questo sito. Questa settimana: Coronavirus: lEuropa al bivio” con Angelo Baglioni

Se i social network aiutano a capire l’epidemia

I virus si diffondono attraverso reti sociali. Studiando questi processi possiamo mettere a punto strumenti di contrasto al contagio complementari a quelli sanitari. Per esempio una app che sia una sorta di radar delle infezioni.

Rischio esclusione sociale per gli anziani senza rete

In Italia sono pochi gli anziani che utilizzano pc, Internet e social network. Una fascia particolarmente fragile di popolazione si trova così a rischio di esclusione sociale. Le istituzioni dovrebbero favorire la loro alfabetizzazione informatica.

Il Punto

Mentre il ministro “degli Esteri” Luigi Di Maio attacca le aperture domenicali e raccoglie il frutto delle sue scelte passate sul caso Ilva, la maggioranza litiga su una legge di bilancio priva di vere coperture anche a causa di un Pil essenzialmente piatto da sette trimestri, con uno zero virgola atteso anche per il 2020. Nonostante tutto, l’industria italiana prova a guardare avanti con l’annunciata fusione tra Fca e Psa. A guadagnarci saranno di certo gli azionisti. Se andrà bene anche agli “altri”:  lavoratori, progettisti, fornitori, rete distributiva e attività post-vendita. Dipenderà dal non scontato successo operativo dell’aggregazione.
Fa discutere la proposta di subordinare l’iscrizione ai social network alla presentazione di un documento d’identità. L’obbligo sarebbe aggirabile e si rischia di trasformare le buone intenzioni di partenza in vincoli alla libertà di espressione. Ma c’è un’alternativa: l’identità digitale protetta. Che ha più senso se introdotta nella Ue e non solo in Italia.
Il rinnovo del memorandum Italia-Libia del 2017 conferma l’intenzione del governo Conte 2 di impedire gli arrivi di profughi attraverso l’azione poco umanitaria di un “paese” nel caos. Ai (pochi) passi avanti nella redistribuzione dei migranti in Ue non è seguita la revisione degli accordi di Dublino. Forse ne manca la volontà da parte della componente M5s del governo.
Il Cile sembrava un’isola felice in America Latina, con alta crescita, bassa inflazione e poco debito. E invece è piombato nello scontro violento tra piazza ed esercito. Sullo sfondo rimane un’economia modernizzata ma ancora dipendente dall’export di rame e piena di disuguaglianze ignorate per troppi anni.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Progettare il salario minimo”, con Andrea Garnero.

Per un web migliore la carta di identità non basta

La diffusione dei social network solleva il problema di bilanciare la protezione della libertà di espressione con l’esigenza di perseguire i reati. L’obbligo di inviare una copia della carta di identità non è probabilmente la soluzione. Meglio una terza via.

Il confine tra cyberbullismo e libertà di espressione

Giusto fermare il cyberbullismo. Ma se è mal congegnata, la tutela di un diritto rischia di danneggiarne altri. Ed è quello che si prefigura con il disegno di legge approvato alla Camera. Le sanzioni potrebbero portare a forme di censura preventiva. Compiti e risorse del Garante per la privacy.

Il Punto

Dall’Expo al Mose, all’affaire Grandi opere, la corruzione fiorisce ovunque. Se non bastano le (troppe) cautele previste dalle norme sugli appalti pubblici, bisognerà dare all’Anac -l’autorità anti corruzione- il controllo preventivo sui progetti a rischio. L’allungamento dei tempi potrebbe essere gestito programmando meglio gli interventi. Un articolo e un Dossier con gli interventi pubblicati su lavoce.info.
Buona notizia: nel 2014 le emissioni di CO2 hanno smesso di crescere. Presto per dire se si tratta di uno stop permanente o transitorio. Ma i grandi inquinatori (Cina e Usa) stanno imparando a crescere con meno carbonio e migliorando l’efficienza energetica.
Con il disegno di legge “La buona scuola” tutto il potere va ai presidi, si dice. Rimangono però nel vago i criteri con cui i dirigenti scolastici saranno valutati. E non si capisce cosa accadrà agli insegnanti la cui performance deluda i loro capi istituto. Va bene che il ministero dia indirizzi all’autonomia scolastica, ma deve dire come.
Da quando ne ha parlato l’ex rettore di Harvard Larry Summers, tanti si sono chiesti come evitare il rischio di una stagnazione secolare causata dalla paura e dal troppo risparmio. Se davvero la crescita se ne è andata per sempre, una minor spesa statale potrebbe essere solo una prudente strategia di sopravvivenza.
L’idea di formare il Cda della Rai per sorteggio -come proposto dal M5s- non è così strana. La logica suggerisce che affidarsi all’estrazione a sorte cioè alla cieca fortuna ha un senso se è difficile valutare oggettivamente le alternative. Oppure se c’è un decisore astuto che ci vede troppo bene.
Sono in ritardo le banche italiane nell’utilizzo dei social network. Che rappresentano una miniera d’oro a cielo aperto se usati per sviluppare i servizi di home e mobile banking.

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