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Semplificazione, il costo della deresponsabilizzazione

Nel tentativo di superare l’impasse derivante dal timore dei funzionari pubblici di incorrere in responsabilità per danno erariale, il dl “semplificazione” liberalizza molti comportamenti negligenti. Ma il rischio è di favorire ulteriori sprechi e inefficienze.

Per una nuova stagione di riforme amministrative

Le riforme nella pubblica amministrazione dovrebbero partire dalla consapevolezza che la Pa progetta, attua e valuta politiche pubbliche. È dunque centrale la capacità di gestione di questo ciclo, all’interno di un progetto di espansione della democrazia.

Al decreto semplificazioni manca la semplicità

Il decreto legge sulle semplificazioni manca di un disegno complessivo chiaro, coerente e completo. Le materie regolate sono troppe e le misure di semplificazione si mescolano con quelle di emergenza. Cambia il procedimento, ma non l’organizzazione.

Il Punto

La concentrazione di potere nelle mani dei colossi del web non chiama in causa solo l’antitrust ma i nostri stessi equilibri politici e sociali. E le risposte sono più complesse di quanto si creda. Dove finora si sono fatti pochi progressi è nell’attuazione dell’Agenda 2030 per uno sviluppo più sostenibile, a tutti i livelli. E ora il Covid-19 rischia di bloccare tutto. Sono quasi 23 i miliardi stanziati per l’immigrazione dal nuovo bilancio europeo. Ma si tratta di fondi destinati più alla gestione delle frontiere che all’integrazione. Un’occasione persa?
Troppo spesso oggi svolgono un ruolo di vigilanza ma i centri per l’impiego dovrebbero fornire servizi integrati al passo con le diverse esigenze dettate dalla discontinuità lavorativa. La ripresa dei lavori pubblici sarebbe dovuta passare anche dal decreto semplificazione che però ha più l’aspetto di una lista di interventi emergenziali che di una riforma strutturale.

Come sempre, la newsletter de lavoce.info va in vacanza per una ventina di giorni: tornerà il 25 agosto. Il sito continuerà comunque a essere aggiornato con nuovi articoli. Il podcast del Festival dell’Economia invece torna a settembre, ma nel frattempo potete riascoltare tutte le puntate qui. Buon agosto a tutti!

“Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”: lavoce.info ha lanciato un concorso di idee, aperto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. Per presentare la propria proposta c’è tempo fino al 6 settembre e l’idea vincitrice sarà premiata nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento Tutte le info sul sito.

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I lavori pubblici tra Covid e decreto semplificazione

Il dl semplificazione ha l’obiettivo di sostenere la domanda aggregata attraverso la ripresa degli investimenti. Ma nel settore dei lavori pubblici, nonostante alcune misure di grande impatto, si tratta più di interventi emergenziali che di una riforma strutturale.

Il Punto

La spesa sanitaria è un fattore determinante per rendere più sostenibile l’economia. Non a caso chi ha reagito meglio all’emergenza subirà meno gli effetti della crisi. Crisi che avrà un impatto pesante sulle fasce sociali in difficoltà, dopo un 2019 che ha visto un calo della povertà. Le politiche di contrasto ci sono, quello che manca è una valutazione di misure come il reddito di cittadinanza. Dove invece basterebbe applicare le norme già in vigore è la pubblica amministrazione, i cui adempimenti burocratici costano all’Italia circa 150 miliardi.
A comprimere le risorse disponibili per i servizi è soprattutto il costo del debito, al netto del quale la quota di spesa pubblica sul Pil non sarebbe di molto superiore alla media dell’Eurozona. Mentre sui ritardi nei lavori pubblici pesa anche l’inefficienza dei tribunali locali. A dimostrazione che una riforma organica della giustizia civile non è più prorogabile.
Sarebbe bastata un’attestazione di salute finanziaria e invece, in un momento già difficile, molte Srl dovranno nominare un revisore. Con conseguenze paradossali.

È online anche la quarta puntata del podcast del Festivaleconomia, realizzato da lavoce.info in collaborazione con l’Università di Trento. Parola chiave della settimana: Catene globali del valore, con Chiara Tomasi.

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Semplificazione: le regole ci sono, basta applicarle

Gli adempimenti burocratici costano al sistema produttivo e alla finanza pubblica circa 150 miliardi. Non servono nuove leggi, già solo la “semplice” applicazione di quelle vigenti renderebbe il sistema amministrativo molto più efficiente e competitivo.

Infrastrutture: costruirle è un percorso a ostacoli

Siamo in una fase di emergenza economica, caratterizzata dall’esigenza di dare liquidità al sistema produttivo. Ma non si riescono a spendere 220 miliardi già stanziati per infrastrutture, che potrebbero rappresentare un fattore trainante della ripresa.

Al digitale italiano serve un “piano Marshall”

Diego Piacentini lascia la carica di commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda digitale. In due anni di attività ha avviato processi importanti. Da non abbandonare, perché sono indispensabili per la crescita economica e sociale del paese.

Il Punto

In tempi di crisi la politica tende a spargere populismo a piene mani per ottenere consenso. In economia significa promettere soluzioni win-win, sempre vincenti. Esempio: tagli di tasse ma non di spesa pubblica. Alla fine, però, il salato conto da pagare è l’aumento del debito pubblico.
Mostra un vero scalino all’insù la curva dell’occupazione disegnata sui dati Istat di gennaio. Conferma trend molto netti: marcata crescita tendenziale dalla fine del 2015 dei contratti a tempo indeterminato, al palo quelli a termine, in declino il lavoro indipendente. Il rischio è che senza la molla degli incentivi la corsa si fermi.
Come vincere la forte instabilità che stanno vivendo le banche europee e il mercato finanziario? Tocca ai governi fornire garanzie sulle banche e restituire loro affidabilità. Ma non si tratta di affossare le regole europee perché i trattati consentono gli aiuti di stato in caso di emergenza.
Anche se la sua efficacia è poco percepita, il bilancio della lotta alla corruzione nei due anni di governo Renzi presenta una serie di iniziative significative: dall’affidamento di un’Anac rafforzata a Raffaele Cantone all’inasprimento delle pene. Ci sono però occasioni mancate e misure rinviate che rischiano l’insabbiamento. O anche provvedimenti pasticciati, come il ripristino del reato di falso in bilancio (praticamente depenalizzato nell’era Berlusconi). La nuova norma è così ambigua – nel non condannare le “valutazioni” ma solo i “fatti materiali” non veritieri – che dalle corti di giustizia arrivano sentenze contraddittorie. D’altra parte la confusione nei testi normativi è diventato un vizio difficile da estirpare. Si legifera sempre più per decreti, scritti male e infarciti di disposizioni incongrue con la materia. Nella riforma costituzionale ci sono tentativi di porre paletti al loro abuso. Speriamo abbia successo.

Nel momento della scomparsa di Marcello de Cecco, brillante economista e opinionista, la redazione de lavoce.info ne ricorda l’alto impegno scientifico, didattico e civile. 

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