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Pesa l’eredità di Salvini sull’accoglienza degli stranieri

Un report di OpenPolis mostra che il sistema di accoglienza italiano tra il 2017 e il 2018 si stava trasformando in un modello diffuso gestito principalmente da centri di accoglienza piccoli e medi. Con il decreto “sicurezza” questa tendenza ha subito una battuta di arresto e oggi si privilegiano i grandi centri gestiti da grandi organizzazioni.

Il paradosso del voto anti-immigrati

Perché i partiti politici ostili all’immigrazione raccolgono voti soprattutto dove gli immigrati non ci sono? Molto dipende dalla concorrenza tra nativi e stranieri sul mercato del lavoro. Favorire la formazione dei lavoratori può essere una soluzione.

Dal voto regionale poche sorprese ma tante incognite

Il centrosinistra vince in Emilia-Romagna e il centrodestra in Calabria. Si confermano però anche tutti i motivi di incertezza che caratterizzano la politica italiana. E c’è da sperare che la campagna elettorale continua non influenzi l’azione del governo.

Il Punto

Il Meccanismo europeo di stabilità viene descritto dalla Lega come uno strumento che ha sempre espropriato gli italiani a vantaggio delle banche tedesche e francesi. Per 60 miliardi, dice il deputato del Carroccio Claudio Borghi. Con un po’ di calcoli si vede invece che i miliardi sono meno di tre. Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le (erronee) dichiarazioni al riguardo di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.
È bassissimo – lo dicono i test Ocse-Pisa – l’apprendimento nelle scuole italiane, con enormi differenze tra Nord e Sud. Per rimediare si può ridefinire il sistema dell’obbligo, con cinque anni di elementari e cinque di medie. E poi un triennio di superiori focalizzato su percorsi specifici e con classi organizzate per materie. Per eliminare i divari tra indirizzi scolastici, territori e generi, c’è anche da imparare dalle politiche mirate fatte da altri (Estonia, Singapore, Germania) sulla qualità degli insegnanti.
Con l’acquisto di Gedi (Repubblica, Stampa e altri media) la famiglia Agnelli – attraverso Exor – torna a investire nel difficile settore dei giornali. Dov’era rimasta solo con il 43 per cento dell’Economist: quota di maggioranza ma non di controllo perché l’indipendenza del settimanale è tutelata rispetto agli azionisti. Chissà se Exor applicherà le stesse garanzie anche alle testate di Gedi.
Nei prossimi anni il mondo avrà bisogno di sempre più energia, +1 per cento l’anno. Rinnovabili e gas copriranno buona parte della nuova domanda. Ma non basterà: carbone e petrolio continueranno a crescere e inquinare. I paesi con piani ambientali dovranno rafforzarli. Nella speranza che gli Usa tornino sui loro passi. Le borse vanno avanti a scossoni a seconda degli annunci di Donald Trump su imminenti accordi o nuove guerre commerciali Usa-Cina. Certo i due decreti a favore del movimento democratico di Hong Kong complicano le relazioni bilaterali.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Favorire l’immigrazione legale”, con Paolo Pinotti.

Dati alla mano, l’Italia ha poco da lamentarsi sui migranti

Ha ragione Salvini quando dice che gli altri stati Ue non fanno la loro parte nell’accoglienza dei rifugiati? Non proprio: se le domande d’asilo fossero ripartite in base al Pil, l’Italia dovrebbe accettarne più di quanto non abbia fatto finora.

E Salvini scivola sulla “sua” flat tax

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle dichiarazioni di Matteo Salvini sulla progressività della flat tax.

Tra Minniti e Salvini un confronto improprio?

L’effetto Salvini sugli sbarchi conta metà dell’effetto Minniti

I dati mensili dell’Onu sugli sbarchi via mare mostrano che gli accordi con la Libia del ministro Minniti hanno prodotto risultati due volte più grandi della chiusura dei porti e della guerra alle Ong del ministro Salvini.

Il Punto

Facendo da cassa di risonanza distorta a un pezzo del Wall Street Journal, una parte dei media italiani enfatizza la rilevanza dell’effetto Salvini sul calo degli sbarchi di migranti dal Mediterraneo. I dati dicono però che tale riduzione è da attribuire molto più al suo predecessore Minniti che all’attuale ministro dell’Interno.
Per gli istituti di credito il 2019 è iniziato con il botto del commissariamento di Carige da parte della Bce. Una procedura mai attuata che sfocerà nella cessione a un’altra banca italiana. Prima una ricapitalizzazione con soldi pubblici: alla faccia dell’impegno del governo di non mettere più neanche un euro nelle banche.
La flat tax per le famiglie promessa in campagna elettorale è rinviata a un futuro imprecisato. Meglio così perché l’esperienza di altri paesi mostra che una tassazione bassa con una o due aliquote è sostenibile solo in paesi con poca spesa sociale come quelli dell’Europa orientale.
Il nuovo anno doveva essere quello del ritorno dell’indicizzazione delle pensioni. Invece, con un virtuosismo contabile, dalla finanziaria arriva un taglio – nascosto – nella dinamica di oltre 5 milioni di pensioni (molte più delle 24 mila “d’oro”) per più di 3,6 miliardi in tre anni. Nella legge di bilancio niente di nuovo neanche per le politiche per la famiglia. Il governo sembra rassegnato a un rapido declino demografico dell’Italia che vanta – si fa per dire – il più basso tasso di fecondità in Europa. Eppure ci sarebbero esempi in controtendenza da cui imparare. Come la provincia di Bolzano.
Anche senza consultare l’oroscopo si può prevedere che il 2019 non sarà un anno di svolta positiva in tema di lavoro. Nel migliore dei casi la disoccupazione continuerà a scendere solo marginalmente. In calendario cambi della guardia in istituzioni e associazioni, a partire dai vertici Inps e Cgil. Intanto il mondo del lavoro globale va avanti. Proprio in questi giorni si è svolto ad Atlanta il “mercato dei PhD” dove i dottorandi in economia hanno incontrato università, banche centrali e altre istituzioni che potrebbero assumerli. Attraverso una selezione rigorosa.

Tra Natale e l’Epifania lavoce.info ha aggiornato quotidianamente il sito con nuovi articoli. Parlando di e-commerce, disinformazione, terzo settore, lotta alla povertà, lavoro via piattaforma.
Buon 2019 a lettori e autori!

Il Punto

Mentre il governo invia a Bruxelles una manovra dai contorni ancora imprecisi, è giusto chiedersi se il reddito di cittadinanza all’italiana sarà uno strumento contro la povertà o di politica per il lavoro. Il rischio è quello di usare tanti soldi pubblici per consolidare il consenso elettorale in vista del voto europeo. A proposito di povertà, a Lodi l’amministrazione leghista ha di fatto escluso dalle mense scolastiche i bambini stranieri. Sarebbe invece ora che tutti gli alunni avessero diritto, nel pacchetto istruzione, a un pranzo. Universale: tutti assieme, di qualità, gratuito. Come in tanti altri paesi, avanzati e non solo.
Chi vuole la (quasi) flat tax sui redditi personali sostiene che rilanci l’economia: meno tasse, maggiore capacità di spesa e, alla fine, recupero del gettito complessivo. Ma, conti alla mano, una ricerca dice che la riemersione della base imponibile non sarebbe sufficiente. Meglio mettere in conto altre coperture.
Domenica 21 la provincia Verbano-Cusio-Ossola vota per staccarsi dal Piemonte e annettersi alla Lombardia. È il primo referendum del genere. Nel caso – improbabile – di successo potrebbero diffondersi queste spinte federaliste. Di cui non è sempre facile vedere e misurare il tornaconto.
Il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza ridimensiona il Sistema per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), che sarà limitato solo a chi ha già protezione internazionale o ai minori soli. Tra gli effetti della misura, meno occupazione e meno reddito per gli italiani nei comuni della rete Sprar.
Un aiuto a studenti e famiglie nella scelta della scuola superiore arriva dalle classifiche degli istituti. La cui predisposizione solleva delicate questioni interpretative. Se la mobilità studentesca è limitata, la qualità misurata degli istituti spesso riflette spesso disuguaglianze di contesto sociale che complicano i confronti.

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