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Tagliare le spese, non i parlamentari

Gli stessi risparmi di spesa previsti con il taglio dei parlamentari si possono ottenere senza perdere rappresentatività parlamentare. Si potrebbe infatti intervenire sul bilancio di Camera e Senato, apportando modeste riduzioni ad alcune voci di spesa.

Il Punto

Segnali inequivocabili di ripresa per l’economia mondiale nel terzo trimestre dell’anno. Con Usa e Cina che accelerano e l’Europa – Germania a parte – che continua a faticare. Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dal Recovery Fund, le cui risorse però vanno spese bene. In questo senso l’esperienza maturata con la gestione dei fondi strutturali può aiutare.
Tra gli argomenti a favore del “sì” al referendum c’è anche quello economico. Ma gli stessi risparmi si possono ottenere intervenendo direttamente sui bilanci delle camere, senza che la rappresentatività ne risenta. Intanto, anche se il numero degli sbarchi resta contenuto, l’immigrazione torna al centro del dibattito politico. Difficile gestire il fenomeno in maniera ordinata senza una revisione del sistema di accoglienza. C’è un legame tra retorica “anti-immigrati” e comportamenti dei bambini? Uno studio mostra come in prossimità delle elezioni aumentino i casi di bullismo nei comuni in cui la Lega è più forte.
Curiosità e preoccupazione per la riapertura delle scuole, con un’attenzione particolare alle infrastrutture. Un’analisi condotta sugli edifici scolastici offre alcuni spunti utili. E l’università? Il numero di immatricolazioni ha risentito dell’effetto-Covid? Una ricerca sugli atenei piemontesi sembra escluderlo. Ma sul diritto allo studio bisogna impegnarsi di più.

Tornano le puntate de “Le parole chiave dell’economia”, il podcast de lavoce.info in collaborazione con il Festival di Trento. Da lunedì: Nudging, con Luigi Mittone.

Ultimi giorni per presentare la propria proposta nell’ambito del concorso di idee “Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”, aperto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. C’è tempo fino al 6 settembre e l’idea vincitrice sarà premiata nel corso del Festival dell’Economia di Trento. Tutte le info sul sito.

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Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Il Punto

A venti giorni dal referendum sul taglio dei parlamentari ci siamo chiesti cosa cambierebbe con la vittoria del “sì”. Davvero l’Italia avrebbe il minor numero di eletti per abitante in Europa? La qualità di una democrazia dipende soprattutto dai meccanismi di controllo e dalla disciplina dei rappresentanti. Come cambierebbero con questa riforma costituzionale?
La creazione di un’unica rete fissa ultralarga sembra la scelta più razionale. Ma l’accordo tra Tim e Cassa depositi e prestiti lascia molte questioni in sospeso. Su tutte, il ruolo dello stato. Stato che ha voce in capitolo in molte società partecipate che, nonostante numerosi tentativi di riforma, necessitano ancora di una razionalizzazione della propria governance, troppo spesso inefficiente.
Cosa fare in caso di “seconda ondata” di Covid-19? Un’analisi input-output consente di identificare le regioni e le filiere produttive più critiche e quindi i lavoratori più a rischio.

Tornano da settimana prossima le puntate de “Le parole chiave dell’economia”, il podcast de lavoce.info in collaborazione con il Festival di Trento. Da lunedì: Nudging, con Luigi Mittone.

Ultima settimana per presentare la propria proposta nell’ambito del concorso di idee “Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”, aperto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. C’è tempo fino al 6 settembre e l’idea vincitrice sarà premiata nel corso del Festival dell’Economia di Trento. Tutte le info sul sito.

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Taglio dei parlamentari: con “sì” o “no” cambia poco

Il referendum sulla riforma costituzionale accende grandi discussioni. Ma la qualità della democrazia dipende soprattutto dai meccanismi di controllo e disciplina degli eletti. Qualsiasi sia il risultato, non cambierà molto per il futuro del nostro paese.

Perché un Parlamento più piccolo funziona meglio*

Non è vero che con la vittoria del “sì” l’Italia avrebbe il minor numero di parlamentari per abitante fra i paesi europei. E se il loro numero diminuisce è più facile monitorarne attività e partecipazione alla vita della camera cui appartengono.

Il Punto

La sanatoria per gli irregolari avrebbe dovuto colpire soprattutto il caporalato ma ne hanno usufruito principalmente colf e badanti. Il problema è che si continua a gestire il fenomeno con misure emergenziali. Anche per la digitalizzazione serve un piano organico: le infrastrutture ad altissima velocità di connessione non bastano. In Italia urge un’accelerazione per non perdere il treno dell’innovazione.
Dove si è registrato il maggior aumento della mortalità dall’inizio della pandemia? Nelle zone periferiche e nei contesti socio-economici più svantaggiati. Uno studio può aiutare a individuare le aree a rischio.

Nelle scorse settimane, come di consueto ad agosto, lavoce.info ha sospeso l’invio della newsletter ma abbiamo continuato ad aggiornare il sito con nuovi articoli. Parlando di: riforma dell’Irpef, tra esigenza di garantire l’equità e rischi legati a bonus e regimi speciali; di come il lockdown abbia sortito gli effetti sperati in termini di calo della mortalità e dei ricoveri in terapia intensiva; di scuola e università, con la doppia necessità di comprendere come la pandemia abbia cambiato l’esperienza degli studenti e di far sì che i corsi di formazione degli insegnanti continuino anche online; del ruolo delle fondazioni bancarie nella crescita del territorio; e di come si stanno comportando a livello di voti e presenze i parlamentari della legislatura in corso, a poche settimane dal referendum costituzionale.

“Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”: lavoce.info ha lanciato un concorso di idee, aperto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. Per presentare la propria proposta c’è tempo fino al 6 settembre e l’idea vincitrice sarà premiata nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. Tutte le info sul sito.

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Quando la legge elettorale viola i diritti dei cittadini

In Parlamento si discutono due proposte di revisione costituzionale relative al referendum d’iniziativa popolare e alla riduzione del numero dei parlamentari. Prima, però, occorrerebbe ricondurre il modello elettorale ai requisiti democratici condivisi.

Il Punto

Con i dati di novembre arriva una gelata sulla produzione di auto in Europa. Per il cambio nelle preferenze dei consumatori e dei modelli di mobilità, per il calo dell’export verso paesi (come la Cina) divenuti produttori e poi – forse – per l’evoluzione delle guerre commerciali Usa-Cina. Brutti numeri anche per l’Italia, dove l’automotive rimane un settore di peso in termini di Pil e occupazione.
Non ci sono – nonostante allarmi bellicosi – nuove trivelle davanti alle coste italiane. Eppure lo sfruttamento degli idrocarburi ridurrebbe la nostra dipendenza energetica dall’estero e creerebbe posti di lavoro. Nel Piano per l’energia presentato alla Ue il governo ne tiene conto ma ne parla poco in pubblico.
Intanto il M5s vuole abolire il quorum – il minimo di votanti necessario per la validità di un referendum -perché distorsivo della volontà popolare. Il rischio percepito dai padri costituenti è che si lancino referendum irrilevanti usati dalle lobby per colorare di democrazia quesiti di scarso interesse generale. I numeri dicono che in passato solo una volta il quorum ha penalizzato una “quasi maggioranza”.
Per l’integrazione di studenti con disabilità, difficoltà di apprendimento e bisogni educativi speciali l’Italia è stata finora all’avanguardia. Ma nascono dubbi sull’efficacia odierna di quel modello e sulla sua sostenibilità economica. Una sperimentazione nella provincia di Trento indica una possibile alternativa.
Dall’Antitrust multa a Enel e Acea di 110 milioni complessivi per abuso di posizione dominante. Il caso nasce dalla commistione tra attività di distribuzione e di vendita di energia – separate formalmente ma non nei fatti – e da una regolazione che andrebbe rafforzata nell’interesse dei consumatori.

Referendum: se il quorum non batte più*

È colpa del quorum se negli ultimi anni molti referendum sono falliti? Al di là dell’astensionismo strategico, sono i quesiti referendari che non hanno ottenuto il consenso dei cittadini. E la soglia protegge la maggioranza dal volere di una minoranza.

Vizi e virtù della democrazia diretta

La forte perdita di fiducia dei cittadini verso le istituzioni rispecchia la profonda crisi dei sistemi rappresentativi. Per combatterla, il M5s spinge per una democrazia più partecipata proponendo l’introduzione del referendum propositivo senza quorum strutturale. Sarà la strada giusta?

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