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Tag: porti

Sull’accoglienza dei migranti qualcosa è cambiato. Ma poco

Il tacito rinnovo del memorandum Italia-Libia conferma la sostanziale continuità del governo giallorosso con quello gialloverde sulle politiche migratorie. Apertura dei porti ad alcune navi delle Ong, redistribuzione degli sbarcati in Europa e assenza di proclami sono le uniche buone notizie.

Il Punto

Cosa dovrebbe fare un governo che si ritrova consumatori sfiduciati, produzione industriale in lieve aumento, fatturati e ordinativi in calo per deflazione? Due cose, prima di tutto. Riavviare la macchina delle riforme, completando la riforma della Pa. E favorire una più rapida ripresa dei redditi netti, tagliando le tasse sulle persone e non l’Ires. Tenendo conto che arriverà l’effetto Brexit. Che per ora pesa anzitutto nel Regno Unito dove, malgrado la tenuta della borsa, la sterlina si deprezza. Con una classe politica inadeguata a traghettare il paese verso una svolta epocale.
Torniamo a parlare di imprese familiari. È giusto esentare gli eredi dalla tassa di successione per favorire la continuità alla guida dell’azienda? Una via di mezzo è quella di riservare gli incentivi fiscali alle imprese di più piccole dimensioni (per favorirne la crescita) e a quelle con una governance più strutturata.
L’evoluzione del mercato della musica verso piattaforme come iTunes o Google play e con l’uso sempre più frequente di servizi di streaming (Spotify, Deezer) ha indotto la Ue a liberalizzare il sistema dei diritti d’autore. Tocca al Parlamento italiano smantellare il monopolio della Siae dove non serve.
Salpa la riforma del sistema portuale con 15 autorità territoriali. È il punto di partenza per nuovi investimenti con risorse proprie o finanziamenti bancari semi-pubblici. Ma le autorità più piccole rischiano di non farcela da sole. Mentre sono all’orizzonte nuove norme Ue che rimetteranno tutto in discussione.
È tutta un paradosso la giustizia tributaria: è amministrata da giudici onorari scelti senza verifica delle competenze e per compensi irrisori. Ciò nonostante, il processo è mediamente più veloce di quello civile e la corruzione un’eccezione. Riesce dunque a funzionare. Ma per quanto tempo ancora?

Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale riservato agli amici de lavoce avrà come titolo “Le riforme fatte e quelle da fare“. Si terrà la mattina di mercoledì 14 settembre all’Università Bocconi di Milano. Vi aspettiamo per incontrarvi di persona, dopo tante interazioni digitali!
La prima parte dell’incontro è riservata alla redazione de lavoce e ai nostri sostenitori più affezionati, chi ci ha finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni (chi non l’ha fatto, è ancora in tempo per compiere la donazione).

 

Così cambia il sistema dei porti italiani*

Le autorità di sistema portuale sostituiscono le autorità portuali, riducendosi di numero. Problemi di capitalizzazione per alcune, mentre cinque hanno un volume di traffico basso, che non le farebbe rientrare nelle reti europee Ten-t. La riforma arriva alla vigilia di una nuova direttiva Ue.

Ma nei porti il container non è tutto

I porti italiani puntano tutto sul traffico container. Si tratta di un atteggiamento sbagliato: la crescita media annua dei contenitori non è molto elevata, mentre l’ammodernamento continuo delle infrastrutture richiede ingenti risorse. E non è così che si aiutano le esportazioni.

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