Lavoce.info

Tag: natalità Pagina 1 di 2

Cina senza welfare, un boomerang sulla crescita

In Cina cala la natalità e la vita si allunga: il paese dovrà presto fare i conti con l’invecchiamento rapido della popolazione. Aumenterà ancora il risparmio, già enorme, che compensa la mancanza di welfare. Quali saranno le conseguenze sulla crescita.

Quanto costa portare la spesa per famiglia e figli ai livelli Ue

Nel programma del Centrodestra, è stata inserita la proposta diadeguare la spesa pubblica italiana a sostegno della famiglia e della natalità alla media europea. Ecco quanto costerebbe.

Quando il Reddito di cittadinanza aiuta la natalità*

Il reddito di cittadinanza non produce effetti solo in ambito lavorativo. Per esempio, aumenta la probabilità di concepire un figlio tra le donne beneficiarie rispetto alle richiedenti che ne sono state escluse. Forse perché cresce la fiducia nel futuro.

Un assegno unico e universale per i figli

La misura appena approvata dal Senato si pone obiettivi ambiziosi e mobilita risorse importanti: saranno quasi otto milioni le famiglie interessate. Un provvedimento storico, non privo però di criticità. C’è tempo fino a luglio per porvi rimedio.

Il Punto

Un piano da 750 miliardi finanziati con Eurobond: al di là di tutte le criticità, l’accordo siglato a Bruxelles dà nuovo slancio al progetto europeo e prova a mettere nell’angolo i sovranisti. E nell’angolo l’Europa vorrebbe mettere una volta per tutte anche il carbone: in questo senso l’idrogeno potrebbe tornare protagonista. A patto di spendere bene i fondi Ue.
La denatalità, che nel 2019 ha fatto registrare l’ennesimo record, contribuisce ad alterare il rapporto tra popolazione attiva e non. Serve un cambio di rotta politico.
Il ritardo italiano nell’adozione delle reti a banda larga è stato sotto gli occhi di tutti durante i mesi di lockdown. Un problema di offerta, certo, ma anche di domanda. Dove le infrastrutture digitali non si sono dimostrate all’altezza è nella didattica a distanza. Che ha inciso molto sulle dinamiche di apprendimento dei bambini, a partire dai più vulnerabili. Le università italiane, intanto, continuano a scalare posizioni nei ranking mondiali. Ma, al di là di qualche eccellenza, il lavoro da fare per rendere i nostri atenei attrattivi è ancora molto.

È online anche la sesta puntata del podcast del Festivaleconomia, realizzato da lavoce.info in collaborazione con l’Università di Trento. Parola chiave della settimana: Paradisi fiscali, con Alessandro Santoro.

“Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”: lavoce.info ha lanciato un concorso di idee, aperto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. Per presentare la propria proposta c’è tempo fino al 6 settembre e l’idea vincitrice sarà premiata nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. Tutte le info sul sito.

Spargete lavoce: 5 per mille a lavoce.info
Destinate e fate destinare il 5 per mille dell’Irpef a questo sito in quanto “associazione di promozione sociale”: Associazione La Voce, Via Bellezza 15 – 20136 Milano, codice fiscale 97320670157. Grazie!

Il Punto

Manca il coordinamento nelle azioni di contrasto al coronavirus. Non solo tra stati in Europa ma anche tra regioni e governo centrale in Italia. Il risultato è quello di aumentare la confusione tra le persone. Che sarebbero rassicurate dalla definizione centrale di affidabili protocolli nazionali e locali. Nelle località colpite dall’epidemia si afferma lo smart working, il lavoro da casa. Che avviene secondo un quadro di regole appesantito da requisiti burocratici ora appropriatamente sospesi. In attesa di essere rivisti definitivamente.
I rifiuti sono tali ovunque e vanno gestiti, ma ogni regione fa a modo suo. Anche perché – solo da noi – si distingue tra gli “urbani” (da smaltire localmente) e gli “speciali”, cedibili a prezzi di mercato. Con una convenienza economica a trasformare gli urbani in speciali.
La Germania era, con l’Italia, uno dei paesi Ue con la popolazione più anziana. Negli ultimi anni però ha cambiato passo cominciando a crescere demograficamente con l’afflusso di immigrati (ora quasi 12 su 100 residenti), anche attratti dall’efficiente welfare tedesco. È un modello da imitare?

Culle piene: la ricetta tedesca

Germania e Italia condividono il primato di paesi più anziani d’Europa. Nel 2015, però, Berlino ha aperto le porte all’ingresso di profughi, spesso giovani. È una precisa scelta politica che dà vantaggi demografici, ma non è esente da problematiche.

Il Punto

Negli ultimi 12 mesi per ogni due nuovi nati ci sono stati tre cittadini deceduti, mentre 10 anni fa il rapporto era uno a uno. È ora di combattere sul serio il calo della natalità con un “family act” (promesso dalla ministra Elena Bonetti) che riordini gli aiuti alle famiglie e supporti la conciliazione vita-lavoro delle famiglie.
Dopo le elezioni dello scorso dicembre non è poi cambiato molto nel Regno Unito. “Brexit è Brexit”, ma non si sa bene con quali contenuti su Irlanda, accesso al mercato Ue e immigrazione. E anche la vittoria di Boris Johnson è stata più il risultato del sistema elettorale inglese che un trionfo di voti per i conservatori.
Mentre la Tv tradizionale continua a perdere colpi (e pubblicità) si affermano in maniera crescente i servizi di video streaming, a partire da Netflix e poi – in Italia annunciati nel 2020 – i concorrenti (Disney, Warner). Ormai davanti allo schermo della nuova Tv non ci sono più solo i millennials ma gente di tutte le fasce di età.
È apprezzata da giovani e meno giovani l’informazione sulla futura pensione (la “busta arancione”) ma dall’Inps mancano segni di interesse e impegno nell’educazione finanziaria e nello smascherare le bufale sulla previdenza. Alimentate da ignoranza e, talvolta, malafede.
È molto diffusa tra i paesi Ocse la tendenza a decentrare a governi regionali competenze e poteri fiscali, politici e amministrativi. Vediamo un interessante confronto tra Italia, Spagna, Regno Unito e Canada.

Un’alleanza per l’infanzia

Il tema dell’infanzia, del sostegno alla crescita socio-educativa dei minori e alla natalità è strategico per lo sviluppo del paese. Ignorate per molto tempo, le politiche per l’infanzia sono ora di attualità. Ma il disegno riformatore deve essere coerente.

Il Punto

Il declino demografico dell’Italia non viene dal mancato desiderio di avere figli (che c’è ancora) ma dal timore di non farcela economicamente. Ora la politica se n’è accorta. Importante che le nuove misure non siano bonus estemporanei ma trasferimenti non marginali su cui le famiglie possano fare conto.
Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha presentato una proposta articolata per completare l’Unione bancaria. La palla passa al governo italiano. Per ottenere l’assicurazione europea sui depositi servono però concessioni non indolori sulla detenzione di titoli pubblici e prestiti deteriorati negli attivi delle banche. Con le modifiche regolatorie attuate dalla Bce (tassi più negativi sulle riserve bancarie ma con esenzione sulla liquidità fino ad una certa soglia), è diventato conveniente per le banche con riserve in eccesso prestare a quelle che ne sono a corto, tra cui quelle italiane. E così il mercato monetario è ritornato a funzionare.
Oltre all’ex Ilva ci sono tante altre crisi di aziende – anche Pmi – che, da agosto 2020 in poi, saranno gestite con il nuovo codice delle crisi d’impresa. Che dovrebbe segnalare per tempo le sofferenze aziendali così da favorire il risanamento di quelle temporanee e rendere più rapida e meno costosa la soluzione di quelle irreversibili.
Mentre, una volta di più, l’Italia è flagellata da disastri “naturali”, uno studio prova a quantificare i costi delle maggiori calamità ambientali nel mondo. In netto e veloce aumento. A causa del cambiamento climatico. E di chi lo nega.
Nel nostro paese si giocano legalmente 106,7 miliardi in un anno. Cifra enorme a cui si è arrivati con una liberalizzazione che ha molto aumentato l’offerta di giochi di nuova generazione e di scommesse. I dati aiutano anche a capire qual è il profilo del giocatore. Per intervenire prima che subentrino ludopatie.

Il podcast de lavoce.info
Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Governare i cambiamenti climatici”, con Valentina Bosetti.

Pagina 1 di 2

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén