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Migranti: aria nuova da Washington

Joe Biden ha iniziato la sua presidenza con un pacchetto di ordini esecutivi che riguardano anche le politiche migratorie. Non si limitano a cancellare le misure più odiose dell’amministrazione Trump, ma prefigurano un ambizioso disegno riformatore.

Alto rischio disoccupazione per i lavoratori migranti

In Europa e Gran Bretagna la crisi da pandemia mette ad alto rischio di disoccupazione più di 9 milioni di lavoratori migranti. In Italia la situazione è particolarmente grave per le caratteristiche della nostra industria. Le previsioni.

Il Punto

Se la crisi politica italiana non dovesse rientrare, il nostro paese potrebbe tornare a essere esposto ad attacchi speculativi. E la Bce non potrà fare da argine: gli acquisti dei titoli pubblici sono proporzionali alla dimensione dei paesi, non a quella dei loro debiti. Intanto la crisi da Covid rischia di portare alla disoccupazione 9 milioni di lavoratori migranti tra Europa e Gran Bretagna. Con l’Italia potenziale maglia nera per le caratteristiche della nostra economia.
Una delle sfide che abbiamo di fronte è di passare da mercato di consumo a vera e propria fabbrica di soluzioni “verdi” e digitali, a uso interno e per l’export. Di tutto ciò nel Pnrr non c’è traccia. Con i certificati di riciclo si estenderebbero anche ai rifiuti i meccanismi di incentivo già previsti in campo energetico. Consentendo così di realizzare nuovi impianti e di avvicinarsi agli obiettivi Ue.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Oggi anche uno slideshow sulle rimesse dei migranti in uscita dall’Italia.

Il Punto

Come migliorare l’attuale impostazione del reddito di cittadinanza? Raggiungendo chi è realmente sotto la soglia di povertà e incentivando ricerca di lavoro ed emersione del nero. Una proposta di riforma. In tempo di pandemia, anche i servizi per l’impiego fanno i conti con la modalità da remoto. Ma l’Italia continua a pagare un gap organizzativo e di risorse, a partire dallo scoglio del digital divide. Come si temeva, la crisi da Covid non risparmia nemmeno le rimesse dei migranti, fonte di reddito fondamentale per i paesi in via di sviluppo. Che ora rischiano di pagare un prezzo molto salato.
Estesa dal decreto “Rilancio”, la negoziabilità dei crediti fiscali sui lavori di ristrutturazione edilizia solleva diverse questioni: dai conti pubblici agli effetti macroeconomici, fino alla creazione di moneta. Intanto, l’app Immuni si rivela un esempio da manuale di fallimento di mercato. Urge ragionare a fondo su come sfruttare per il bene della collettività l’enorme mole di dati raccolta ogni giorno dai nostri dispositivi.
Timidi segnali positivi giungono dal Rapporto sull’efficienza e qualità della giustizia in Europa. Dell’Italia, oltre all’atavica lentezza dei processi, preoccupa la sfiducia nell’indipendenza della magistratura. In Europa come in Italia, i territori più inclusivi sono anche quelli più ricchi. Lo conferma uno studio sui sistemi locali del lavoro. Un elemento in più per valutare il ddl Zan contro l’omotransfobia.

Save the date! Convegno annuale de lavoce.info
Giovedì 17 dicembre dalle 17 alle 19.30 si svolgerà, in diretta Zoom, il convegno annuale de lavoce.info: si parlerà di economia e ricerca alla sfida del Covid. A breve tutti i dettagli.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Oggi anche uno slideshow sulla crisi del traffico aereo.
Continua la nostra collaborazione con Economia24, la trasmissione economica di RaiNews24: ogni venerdì alle 11.40 un nostro redattore sarà ospite del programma.

Il Covid colpisce anche le rimesse degli immigrati

Le rimesse dei migranti rappresentano una fonte di reddito fondamentale per i paesi in via di sviluppo. Con la crisi sanitaria, però, hanno subito un crollo che potrebbe avere gravi conseguenze, in particolare per le fasce di popolazione più povere.

Il governo ha davvero abolito i “decreti sicurezza”?

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Nicola Zingaretti: davvero il governo ha cancellato i “decreti sicurezza” approvati nel 2018?

Il Punto

Ingenti trasferimenti monetari agli stati ma meno spese per i beni pubblici europei: il compromesso raggiunto sui fondi NextGen rischia di segnare un passo indietro nell’integrazione? Dove non sembrano esserci stati passi in avanti è nel Patto per le migrazioni della Commissione europea, ancora legato a una visione dei migranti e dei rifugiati come costo e non come risorsa. Intanto, le decisioni della Federal Reserve rendono ormai inevitabile una svolta espansiva anche da parte della Banca centrale europea. Che potrebbe però richiedere una revisione dei trattati.
L’interconnessione tra Usa e Cina va ben oltre le semplici relazioni commerciali. Ma è difficile pensare a un futuro per il multilateralismo in questo periodo di guerra fredda.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici“. Da oggi questa e altre rubriche saranno incluse direttamente nella newsletter, che ha una veste grafica rinnovata.

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Al Patto per le migrazioni manca il “nuovo inizio”

Il Patto per le migrazioni della Commissione europea non è un nuovo inizio perché non risolve i nodi centrali della questione. E resta ancorato alla visione di migranti e rifugiati come un costo per la società e non come una risorsa su cui investire.

Il Punto

L’annuncio di voler superare il sistema di Dublino per ora s’è tradotto in generici richiami ai principi di solidarietà. Mentre sarebbe da rivedere l’intero sistema europeo d’asilo.
E se il taglio dei parlamentari fosse l’occasione per una riforma del bicameralismo? Con un Senato delle autonomie e una legge elettorale ispirata al Mattarellum.
Il nuovo contratto dei rider è un buon punto di partenza: per regolare il lavoro nelle piattaforme digitali l’unica via è quella sperimentale. Sempre in una logica negoziale pluralista. Anche quando la donna lavora a tempo pieno, il divario di genere nella suddivisione del lavoro domestico resta alto. E la pandemia potrebbe aver rallentato il cammino verso l’uguaglianza.
In Italia si evade circa un quarto dell’Iva dovuta: è quanto emerge da un rapporto della Commissione europea. Le cause sono note, i progressi ancora troppo pochi. A dimostrazione della dipendenza dell’industria italiana dalle importazioni dalla Cina, le conseguenze sulla nostra produzione del lockdown imposto da Pechino a inizio 2020 sono state immediate.

Sabato 26 settembre nell’ambito del Festival dell’Economia, in corso a Trento, sarà premiata la proposta vincitrice del concorso di idee “Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”, rivolto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. Sul nostro sito sarà possibile seguire in diretta alcuni degli eventi del Festival.

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Il Punto

Del Vecchio scala Mediobanca ma punta all’egemonia nelle Generali. E c’è da scommettere che metterà mano alla strategia della compagnia, oggi poco redditizia per i suoi azionisti.
Politici populisti e autoritari, ovunque nel mondo, hanno minimizzato il Covid-19. Ma i cittadini, in maggioranza, hanno apprezzato gli interventi dei governi che si sono invece mossi con rigore e tempestività. Nell’Eurozona, l’Italia ha stanziato più risorse per contrastare la recessione figlia della pandemia. Su tempistiche e burocrazia, però, siamo maglia nera. La ripresa passa anche dalla mobilità. E, a giudicare dai chilometraggi rilevati con scatole nere e telepass, la voglia di lasciarsi alle spalle i mesi di lockdown sembra forte.
Quote e doppia preferenza di genere non bastano: nonostante la rappresentanza femminile in politica sia in aumento, le donne continuano ad avere difficoltà a ottenere ruoli apicali. Più incoraggiante il mondo delle imprese individuali: qui la percentuale di donne è in crescita e aumentano di pari passo anche le imprenditrici immigrate. Un sistema industriale, quello italiano, che si basa ancora molto sulla proprietà familiare e che stenta a farsi trovare pronto di fronte alle sfide dell’economia globale.

È online il podcast del Festivaleconomia, realizzato da lavoce.info in collaborazione con l’Università di Trento. Prima puntata delle “Parole chiave dell’economia”: Ripartenza, con Francesco Daveri.

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