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Parità di genere, dalle parole ai fatti: se non ora, quando?

La Corte dei conti europea ha pubblicato un rapporto sull’uguaglianza di genere nel bilancio e nei programmi di spesa della Ue. I risultati sono insufficienti. Si tratta ora di dimostrare che la parità di genere conta nei fatti e non solo nei programmi.

Il Punto

Nel decreto semplificazioni in arrivo si punta a migliorare l’efficienza degli appalti pubblici e a ridurre i tempi delle gare: non c’è bisogno di sospendere il Codice ma alcune norme vanno riviste. E proprio “appalti” sarà una delle tre parole chiave dell’edizione 2021 del Festival dell’Economia, in programma a Trento dal 3 al 6 giugno.
A parole, le istituzioni europee sono impegnate nel raggiungimento della parità di genere e nell’utilizzo del gender mainstreaming. Nel concreto, però, si fa ancora troppo poco, come denuncia la Corte dei Conti Ue. Sulla finanza sostenibile, invece, il cosiddetto “effetto Bruxelles” si fa sentire. Con la speranza che, come nel caso delle normative sull’ambiente e la protezione dei dati, l’impatto superi i confini europei.
In materia di università il Pnrr traccia un quadro completo delle criticità da aggredire ma gli interventi indicati per farlo sono troppo timidi. Serve un coordinamento più stretto tra tutti i soggetti in campo. Tra i diversi enti pubblici sottoposti ai vincoli europei di contabilità ci sono ovviamente anche i comuni. Non è chiaro però quale quota di indebitamento netto della Pa venga loro riconosciuta.
Dopo il Rescue Plan e il Jobs Plan, il piano di Biden per le famiglie completa un trittico di misure ambiziose e innovative. Con un’affermazione inedita del ruolo dello stato nel promuovere crescita e giustizia sociale.

Siamo giunti al termine della terza stagione de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Ci potete ascoltare sul nostro sito o su tutte le app di podcast. Nel dodicesimo e ultimo episodio, “Governare i flussi migratori”, sono ospiti Tommaso Frattini, Mariapia Mendola e Chiara Tronchin.

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“Il ritorno dello stato: imprese, comunità, istituzioni”: sarà il tema del Festival dell’Economia 2021, in programma a Trento dal 3 al 6 giugno. Qui tutti gli eventi. Cinque i Forum organizzati da lavoce.info: salute, welfare, stato imprenditore, mobilità sostenibile e infrastrutture digitali. E i nostri redattori dialogheranno con alcuni dei ministri invitati.

A partire da lunedì 31 maggio il sito de lavoce.info avrà una nuova veste grafica (nel rispetto della tradizione!) e maggiori funzionalità per rispondere alla crescita dei contenuti offerti. Per motivi tecnici legati all’operazione, il sito potrebbe risultare non raggiungibile per qualche ora. Ci scusiamo in anticipo con i lettori.

Donne e lavoro all’alba della ripresa

Le proposte della Gender Equality Strategy europea e del Pnrr italiano per promuovere la parità sono perlopiù positive. Ma occorre un salto culturale per comprendere che senza la partecipazione delle donne al mondo del lavoro la società non può crescere.

Pnrr, ultima chiamata per la parità di genere

Nel Pnrr presentato dal governo Draghi sono stati stanziati 4,6 miliardi per investimenti in asili nido e scuole dell’infanzia. Una somma più elevata rispetto a quella prevista nel piano precedente di Conte. Ma sarà sufficiente per favorire la parità di genere?

Il Punto

La corporate tax annunciata da Biden rilancia il tema della cooperazione internazionale in materia fiscale, indispensabile per tassare i profitti delle multinazionali. Ma un accordo è ancora lontano. Poco coordinamento nell’operato delle singole banche centrali europee, che continuano ad adottare criteri diversi nel valutare i rischi finanziari delle stesse misure. Intanto la corsa ai vaccini ha messo a nudo tutte le fragilità dell’Ue e spinto Usa e Regno Unito ad adottare politiche protezionistiche. Con Cina e Russia abili a farne uno strumento di propaganda.
La pandemia ha visto le donne italiane più impegnate dei partner nel lavoro familiare. Con il rischio di un ulteriore aumento del divario di genere. Si può parlare in Italia di “she-cession”, ovvero di una recessione pagata soprattutto dalle donne? L’occupazione femminile non è stata più colpita di quella maschile.
Uno dei principali argomenti contro l’accoglienza dei migranti riguarda i costi che comporta. Ma i respingimenti non sono gratis. E spesso finiscono per finanziare regimi autoritari e malaffare.

È online la quinta puntata della nuova stagione de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info: “La rivoluzione dell’assegno unico”, ospiti Massimo Baldini e Francesco Figari. Venerdì parleremo di politiche per la ripresa nell’Ue e negli Usa.

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Divisione del lavoro in famiglia: la pandemia pesa sulle donne*

Nelle due ondate di coronavirus le donne italiane hanno dedicato al lavoro familiare più tempo dei loro partner. Già si partiva da una situazione di disparità. Ora la conseguenza può essere un peggioramento del divario di genere nel mercato del lavoro.

Non solo le donne perdono il lavoro

Lo svantaggio lavorativo delle donne registrato in vari paesi durante la pandemia ha portato molti a parlare di “she-cession”: una recessione che, in campo lavorativo, ha colpito soprattutto le donne. Ma in Italia i numeri dicono qualcosa di diverso.

Il Punto

Tra le questioni più spinose al centro dei colloqui tra Ue e Turchia c’è sempre il capitolo migranti. A oggi Ankara ospita quasi 6 milioni di profughi: un numero che Erdogan è intenzionato a far pesare nei negoziati.
La difficoltà nel reperire i vaccini in Europa porta a chiedersi quale sia l’effettiva capacità produttiva dell’Ue. Manca un’istituzione in grado di garantire il tempestivo ampliamento di una filiera complessa. Intanto la pronuncia della Corte costituzionale tedesca sul Recovery Plan rischia di ridare slancio alle posizioni più rigoriste. Per evitare nuovi stalli giuridici, occorre una revisione dei Trattati.
Anche l’Italia entra nel mercato del debito sovrano collegato alla finanza sostenibile. A giudicare dall’interesse degli operatori, è una buona mossa, in grado migliorare la sostenibilità del debito. Le amministrazioni comunali saranno in grado di gestire gli ingenti fondi messi in campo dal Pnrr? Il rischio è che le decisioni siano influenzate in maniera eccessiva dagli interessi elettorali.
Per colmare il divario di genere nel mondo serviranno 135,6 anni. È la stima del Global Gender Gap Report 2021, che certifica come la crisi pandemica abbia rallentato o interrotto i progressi. L’Italia è al 114° posto su 156 per divari di genere nella partecipazione economica.

Prosegue la terza stagione de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Ci potete ascoltare ogni venerdì sul nostro sito e su tutte le app di podcast. Nel quinto episodio “La rivoluzione dell’assegno unico“, ospiti Massimo Baldini e Francesco Figari.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”. Come stanno reagendo le nostre imprese alla crisi da Covid? Uno slideshow sulla competitività dei settori produttivi.

Le quattro facce del gender gap

Secondo il Global Gender Gap Report 2021, per colmare il divario di genere nel mondo saranno necessari 135,6 anni. E nel 2020 la crisi pandemica ha rallentato o interrotto i progressi verso la parità di genere in molti paesi, portando in alcuni casi anche a un peggioramento.

Il Punto

La sospensione del vaccino AstraZeneca rischia di alimentare lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni. Spetta alle autorità sanitarie ristabilire in tempi rapidi la fiducia dei cittadini, con il contributo fondamentale dei media. Vaccini che intanto stanno contribuendo ad abbassare il rapporto tra ricoveri in terapia intensiva e decessi: grazie ai dati sugli ingressi giornalieri in rianimazione è più facile infatti seguire il decorso dei contagiati.
L’entità delle risorse previste dal Recovery Plan è senza precedenti. Ma, come ha ricordato il ministro dell’Economia Franco, il vero valore starà nella capacità di ben progettare, valutare e realizzare. Tra gli interventi previsti dal Pnrr, quelli infrastrutturali richiedono una revisione della cornice giuridica per gli appalti pubblici. Tre gli approcci possibili, all’insegna della semplificazione normativa.
Lo smart working può aiutare a conciliare tempi di lavoro e tempi di vita. Ma solo se la suddivisione dei compiti domestici e di cura è equilibrata: altrimenti le donne rischiano di essere ancora più svantaggiate. Aumenta con la pandemia il numero delle famiglie in povertà assoluta, condizione che però – va ricordato – viene misurata sui consumi. E in tempi eccezionali spendere poco può anche essere una scelta. La crisi da Covid ha colpito l’intera economia mondiale ma non tutti i settori hanno subito le stesse perdite. Ora la sfida è riadattare la produzione economica e il mercato del lavoro alle nuove condizioni.
La sentenza della Corte di giustizia europea sulla questione banca Tercas amplia il ventaglio degli strumenti con cui gestire le crisi bancarie all’interno dell’Ue. Ma per l’Italia rischia di essere una vittoria a metà.

È online la seconda puntata della terza stagione de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info: “Vaccini, una sfida per l’Europa”, ospiti Michele Cozzio, Alessia Lo Turco e Gilberto Turati. Venerdì prossimo parleremo di blocco dei licenziamenti e prospettive future del mercato del lavoro.

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