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Il Punto

In anticipo sulle previsioni, la Bce ha rivisto il target di stabilità dei prezzi: un tasso di inflazione simmetrico del 2%. Quali conseguenze comporta questa strategia? E in cosa si differenzia dalla Fed?
Ora anche i 18enni potranno votare per l’elezione del Senato. Gli effetti pratici sono trascurabili ma si tratta di una misura dalla grande valenza simbolica. Quali i prossimi passi? Un quarto di secolo dopo la Dichiarazione di Pechino per il raggiungimento di una società senza discriminazioni di genere, è giunto il momento delle azioni concrete. L’agenda del Generation Equality Forum.
L’interpretazione errata di dati relativi a fenomeni di pubblico interesse può portare a opinioni scorrette, potenzialmente pericolose per tutti. Accade agli scialpinisti, così come a chi rifiuta il vaccino. E se anche per il personale scolastico, come per quello sanitario, ci fosse una legge in grado di sancire l’obbligo vaccinale? In alternativa potrebbe intervenire direttamente il ministero.
Come dimostra anche l’assegno temporaneo per le famiglie con figli, l’Isee ha un ruolo sempre più importante nella selezione dei beneficiari delle prestazioni. Come evitare storture e disparità. In Italia si continua a investire troppo poco nelle politiche attive del lavoro e in particolare nella formazione dei lavoratori, cruciale per la ripresa. La conferma dall’Employment Outlook dell’Ocse. Alla luce di quanto accaduto in passato, le risorse che il Pnrr destina agli interventi sul sistema portuale suscitano più di qualche dubbio. Serve una pianificazione selettiva, non investimenti a pioggia.
Domenica sera a Wembley per la finale dell’Europeo tra Inghilterra e Italia ci saranno 45 mila spettatori. Ma quanto pesa la presenza del pubblico sulle prestazioni degli atleti appartenenti a gruppi discriminati?

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

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Cinque anni cruciali per la parità di genere

Nel 1995 con la Dichiarazione di Pechino, la comunità internazionale si è impegnata al raggiungimento di una società senza discriminazioni contro le donne. Ora sembra arrivato il momento delle azioni concrete per realizzare una società più uguale.

Quote di genere e non solo: così migliorano i servizi pubblici*

Grazie a due riforme che intervengono sulla governance societaria, nei Cda delle società a controllo pubblico è aumentata la quota di donne e diminuita quella dei politici. E anche i risultati aziendali ne hanno tratto beneficio.

Donna e straniera: ecco chi paga la crisi da pandemia

Sono le donne straniere le più colpite dalla crisi dovuta al Covid-19. Lo confermano i dati sugli occupati nel 2020. Perché sono più spesso occupate in lavori precari. Così blocco dei licenziamenti e cassa integrazione sono stati di ben poco aiuto.

I dati sugli occupati dell’intero 2020

Le dinamiche dovute alla pandemia di Covid-19 hanno mutato fortemente il mercato del lavoro a livello mondiale, con un impatto generalmente maggiore per le categorie con condizioni di partenza più precarie o per quelle concentrate in settori particolarmente esposti alle restrizioni.

Su lavoce.info, nei mesi scorsi, sono già stati analizzati i fattori di rischio per la popolazione immigrata e i dati relativi al II trimestre 2020. Mentre, a livello mediatico, è stato ampiamente sottolineato come la crisi abbia colpito più le donne degli uomini, portando a parlare di “she-cession”.

Ora, grazie ai dati sugli occupati nel 2020, è possibile definire un bilancio più preciso, almeno per il primo anno di pandemia (si fa riferimento alla definizione di occupato utilizzata dall’Istat fino al dicembre 2020).

In tutta Europa più penalizzati gli stranieri

A livello europeo, tendenzialmente in tutti i paesi il tasso di occupazione è diminuito di più tra gli stranieri che tra gli autoctoni: nella media Ue27, ad esempio, dal 2019 al 2020 il tasso di occupazione è diminuito di 2,7 punti tra gli stranieri e di 0,6 punti tra gli autoctoni.

Per quanto riguarda gli stranieri, in alcuni paesi il tasso di occupazione è addirittura aumentato. Si tratta di Slovenia (+2,4 punti), Danimarca (+1,5), Lettonia (+1,5), Finlandia (+1,4), Malta (+1,3) e Polonia (1,1). Le diminuzioni più significative si sono registrate invece in Slovacchia (-13,1 punti), Croazia (-6,3) e Spagna (-5,4).

In Italia, il tasso di occupazione è diminuito di 3,7 punti tra gli stranieri e di 0,6 punti tra gli autoctoni. E, per la prima volta, il dato degli stranieri (57,3) scende al di sotto di quello degli italiani (58,2). Osservando la serie storica, si nota come il calo del tasso di occupazione degli stranieri nel 2020 sia stato molto più intenso rispetto a quello degli italiani.

I più colpiti per genere e provenienza

Anche per quanto riguarda il numero assoluto di occupati (15 anni e oltre), la perdita è stata molto più intensa per gli stranieri (-6,4 per cento) che per gli italiani (-1,4 per cento).

In particolare, sono le donne straniere ad aver pagato il dazio maggiore. Sul totale dei posti persi tra il 2019 e il 2020 (456 mila), oltre un terzo è da attribuirsi alla componente straniera e ben un quarto (24 per cento) alle sole donne straniere.

Tra i 159 mila posti di lavoro persi tra gli stranieri, il 69 per cento riguarda le donne (109 mila femminili e 50 mila maschili). Tra gli italiani (297 mila posti in meno), il 47 per cento riguarda le donne. Dunque, sono soprattutto le donne straniere a determinare il crollo dell’occupazione femminile complessiva, con una perdita di quasi 5 punti di tasso di occupazione. Per le italiane, esattamente come per gli uomini italiani, la perdita è stata di 0,6 punti. Tra i posti di lavoro femminili persi, la componente straniera incide per il 44 per cento.

L’impatto per settore

Nell’ultimo anno i settori più colpiti sono stati quelli legati al turismo (commercio, alberghi e ristoranti, servizi): gli stranieri nel settore “commercio e ristorazione” sono calati del -15 per cento (contro il -4,7 per cento degli italiani) e del -5,6 per cento negli “altri servizi”. Sono aumentati invece gli stranieri in agricoltura (+1,4 per cento).

Da segnalare l’aumento degli occupati italiani nel settore dell’edilizia (+2 per cento, contro il -1,3 per cento degli stranieri), probabilmente grazie al “traino” del super-ecobonus. Infatti, nell’edilizia si registra un incremento di lavoro autoctono sia di posti maschili (+1 per cento) che di posti femminili (+19 per cento), queste ultime probabilmente legate alla gestione dell’incentivo.

Nella ripartizione per tipologia di contratto, il primo dato riguarda l’incidenza degli stranieri, che rappresentano il 15,6 per cento tra i dipendenti a tempo determinato, il 10,9 per cento tra quelli a tempo indeterminato e il 5,6 per cento tra gli autonomi. In tutte e tre le categorie, la crisi ha inciso più sugli stranieri che sugli italiani.

Tra i dipendenti a tempo determinato, ad esempio, si è registrato un -12,4 per cento tra gli italiani e un -14,6 per cento tra gli stranieri. Tra i dipendenti a tempo indeterminato, invece, gli italiani sono addirittura aumentati (+1,1 per cento), mentre gli stranieri sono diminuiti (-3,4 per cento). Ancora più netta la differenza tra gli autonomi: -2,5 per cento per gli italiani, -9,2 per cento per gli stranieri.

Infine, l’approfondimento per singola professione aiuta a capire meglio alcune dinamiche.

Tra gli italiani, sono aumentati gli occupati come personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari (+12,8 per cento), professione rappresentata per oltre il 70 per cento da donne. In crescita anche artigiani e operai dell’agro-alimentare (+9 per cento) e professioni ingegneristiche (+6,9 per cento). In questo caso, si tratta di una professione prevalentemente maschile (solo 8,8 per cento donne). In forte calo, invece, gli addetti della ristorazione (-13,7 per cento), artigiani e operai nell’edilizia (-8,5 per cento) e specialisti educatori e formatori (-8,1 per cento).

Tra gli stranieri, sono aumentate (+11,1 per cento) alcune tipologie di operai specializzati (fonditori, saldatori, lattonieri, calderai), principalmente uomini (donne 1,8 per cento). In forte calo, invece, operai addetti all’assemblaggio (-28,9 per cento), esercenti delle vendite (-25,2 per cento), esercenti nella ristorazione (-22,3 per cento) e venditori ambulanti (-18,9 per cento).

Queste dinamiche non dipendono solamente dalla crisi del rispettivo settore, quanto invece dalla concentrazione di lavoratori precari (contratti a scadenza). Ciò è confermato anche dal fatto che nelle stesse professioni vi sono forti differenze tra italiani e stranieri: ad esempio, gli esercenti delle vendite italiani hanno registrato un -3,7 per cento, contro il -25,2 per cento degli stranieri.

In questo senso, il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione hanno rappresentato uno scudo molto importante per i lavoratori a tempo indeterminato, lasciando invece indifese le fasce più precarie.

Tra le politiche del lavoro in tempo di ripresa sarà opportuno pensare anche a tutele per quelle categorie.

Parità di genere, dalle parole ai fatti: se non ora, quando?

La Corte dei conti europea ha pubblicato un rapporto sull’uguaglianza di genere nel bilancio e nei programmi di spesa della Ue. I risultati sono insufficienti. Si tratta ora di dimostrare che la parità di genere conta nei fatti e non solo nei programmi.

Il Punto

Nel decreto semplificazioni in arrivo si punta a migliorare l’efficienza degli appalti pubblici e a ridurre i tempi delle gare: non c’è bisogno di sospendere il Codice ma alcune norme vanno riviste. E proprio “appalti” sarà una delle tre parole chiave dell’edizione 2021 del Festival dell’Economia, in programma a Trento dal 3 al 6 giugno.
A parole, le istituzioni europee sono impegnate nel raggiungimento della parità di genere e nell’utilizzo del gender mainstreaming. Nel concreto, però, si fa ancora troppo poco, come denuncia la Corte dei Conti Ue. Sulla finanza sostenibile, invece, il cosiddetto “effetto Bruxelles” si fa sentire. Con la speranza che, come nel caso delle normative sull’ambiente e la protezione dei dati, l’impatto superi i confini europei.
In materia di università il Pnrr traccia un quadro completo delle criticità da aggredire ma gli interventi indicati per farlo sono troppo timidi. Serve un coordinamento più stretto tra tutti i soggetti in campo. Tra i diversi enti pubblici sottoposti ai vincoli europei di contabilità ci sono ovviamente anche i comuni. Non è chiaro però quale quota di indebitamento netto della Pa venga loro riconosciuta.
Dopo il Rescue Plan e il Jobs Plan, il piano di Biden per le famiglie completa un trittico di misure ambiziose e innovative. Con un’affermazione inedita del ruolo dello stato nel promuovere crescita e giustizia sociale.

Siamo giunti al termine della terza stagione de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info. Ci potete ascoltare sul nostro sito o su tutte le app di podcast. Nel dodicesimo e ultimo episodio, “Governare i flussi migratori”, sono ospiti Tommaso Frattini, Mariapia Mendola e Chiara Tronchin.

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“Il ritorno dello stato: imprese, comunità, istituzioni”: sarà il tema del Festival dell’Economia 2021, in programma a Trento dal 3 al 6 giugno. Qui tutti gli eventi. Cinque i Forum organizzati da lavoce.info: salute, welfare, stato imprenditore, mobilità sostenibile e infrastrutture digitali. E i nostri redattori dialogheranno con alcuni dei ministri invitati.

A partire da lunedì 31 maggio il sito de lavoce.info avrà una nuova veste grafica (nel rispetto della tradizione!) e maggiori funzionalità per rispondere alla crescita dei contenuti offerti. Per motivi tecnici legati all’operazione, il sito potrebbe risultare non raggiungibile per qualche ora. Ci scusiamo in anticipo con i lettori.

Donne e lavoro all’alba della ripresa

Le proposte della Gender Equality Strategy europea e del Pnrr italiano per promuovere la parità sono perlopiù positive. Ma occorre un salto culturale per comprendere che senza la partecipazione delle donne al mondo del lavoro la società non può crescere.

Pnrr, ultima chiamata per la parità di genere

Nel Pnrr presentato dal governo Draghi sono stati stanziati 4,6 miliardi per investimenti in asili nido e scuole dell’infanzia. Una somma più elevata rispetto a quella prevista nel piano precedente di Conte. Ma sarà sufficiente per favorire la parità di genere?

Il Punto

La corporate tax annunciata da Biden rilancia il tema della cooperazione internazionale in materia fiscale, indispensabile per tassare i profitti delle multinazionali. Ma un accordo è ancora lontano. Poco coordinamento nell’operato delle singole banche centrali europee, che continuano ad adottare criteri diversi nel valutare i rischi finanziari delle stesse misure. Intanto la corsa ai vaccini ha messo a nudo tutte le fragilità dell’Ue e spinto Usa e Regno Unito ad adottare politiche protezionistiche. Con Cina e Russia abili a farne uno strumento di propaganda.
La pandemia ha visto le donne italiane più impegnate dei partner nel lavoro familiare. Con il rischio di un ulteriore aumento del divario di genere. Si può parlare in Italia di “she-cession”, ovvero di una recessione pagata soprattutto dalle donne? L’occupazione femminile non è stata più colpita di quella maschile.
Uno dei principali argomenti contro l’accoglienza dei migranti riguarda i costi che comporta. Ma i respingimenti non sono gratis. E spesso finiscono per finanziare regimi autoritari e malaffare.

È online la quinta puntata della nuova stagione de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info: “La rivoluzione dell’assegno unico”, ospiti Massimo Baldini e Francesco Figari. Venerdì parleremo di politiche per la ripresa nell’Ue e negli Usa.

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Divisione del lavoro in famiglia: la pandemia pesa sulle donne*

Nelle due ondate di coronavirus le donne italiane hanno dedicato al lavoro familiare più tempo dei loro partner. Già si partiva da una situazione di disparità. Ora la conseguenza può essere un peggioramento del divario di genere nel mercato del lavoro.

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