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Quanto potere hanno davvero le regioni

Il federalismo differenziato è indubbiamente un argomento rilevante e spigoloso. Un’attenzione particolare dovrebbe essere dedicata all’effettivo potere di cui godono le regioni e al rapporto con alcune importanti variabili economiche e sociopolitiche.

Italia, il paese più frammentato d’Europa

La crescita economica frena, uno strano federalismo si fa strada e prosegue l’emigrazione massiccia di giovani italiani. Nessuno però sembra davvero preoccuparsi del fatto che l’Italia è il paese europeo più frammentato dal punto di vista geografico.

In Abruzzo un voto dalle molte conseguenze

Nel primo test elettorale dopo le politiche 2018, la Lega trascina alla vittoria il centrodestra, il M5s perde consensi e il centrosinistra ottiene un risultato discreto. Quali saranno gli effetti del voto in Abruzzo sul governo e dentro i partiti?

Quante incertezze sulla strada del federalismo differenziato

Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna chiedono più autonomia e più risorse. Ma l’operazione è complessa, sotto il profilo politico e tecnico. E la Consulta dovrà esprimersi su moltissimi aspetti di conflitto con i principi fondamentali della Repubblica.

Il Punto

Il reddito non-di-cittadinanza uscito dal Consiglio dei ministri è una misura non universale riservata a italiani e alcuni non italiani poveri che soddisfacevano tanti requisiti. Nel tentativo di onorare una promessa elettorale del M5s, la fretta ha partorito un provvedimento confuso con costi ed effetti impossibili da valutare.
Nel Regno Unito, invece, non è stata la mancanza di tempo (ci hanno messo più di due anni!) a rendere la Brexit una frittata politica indigeribile dal Parlamento britannico. Cerchiamo di capire quali sono le possibili vie di uscita dallo stallo e quali le loro conseguenze, dall’abbandono della Ue senza un accordo (“no deal”) al “contrordine, abbiamo scherzato”. Tanto criticata dai sovranisti di tutti i paesi, l’Ue ha però – tra le altre cose – la forza di contrastare l’elusione fiscale delle multinazionali. L’ultimo caso riguarda la Nike, ma vediamo quali sono i numeri aggiornati su questo fronte.
Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna avevano raggiunto una pre-intesa con il precedente governo per una maggiore autonomia gestionale. Ora il governatore Zaia vuole trattenere in Veneto il 90 per cento delle entrate fiscali e riservarsi competenze legislative su ben 23 materie. Ma la Lega non è più la Lega Nord.
La Bce ha sollecitato le banche vigilate a rafforzare le riserve a copertura dei crediti deteriorati. Troppi Npl appesantiscono di sicuro i bilanci bancari. Ma imporre e comunicare di punto in bianco la necessità di azzerarli è una mossa controversa. E così l’intervento non è piaciuto né ai mercati né alla politica.

Un commento di Antonio Traino e Lapo Trapelicino all’articolo di Francesco Daveri “L’effetto Salvini sugli sbarchi conta metà dell’effetto Minniti”. E la replica dell’autore.

Quanta autonomia in più alle regioni?

A forza di provocazioni, veti e rinvii, l’Italia rischia di perdere una buona occasione per rendere più efficienti i servizi sul territorio. Un dibattito serio sul federalismo dovrebbe tenere conto sia degli aspetti di equità sia di quelli di efficienza.

Il Punto

Il governo ha mandato a Bruxelles un documento di bilancio 2018 ancora preliminare ma con linee guida già definite. Scende il deficit, con spese in calo più delle entrate, mentre si mette nero su bianco la riduzione del rapporto debito-Pil. Ora però, per portare in salvo una manovra poco elettorale, serve resistere agli assalti alla diligenza in un Parlamento che intanto si esprime inopinatamente sul rinnovo del mandato di Visco.
Spaventa la prospettiva della crescente disoccupazione tecnologica, dovuta alla sostituzione della macchina all’uomo, anche se gli studiosi sono discordi nel quantificarne le dimensioni. Antidoto: istruzione di qualità diffusa presso il maggior numero di individui possibile. Per dare ai disoccupati prospettive d’impiego, la formazione professionale è uno degli strumenti su cui l’Italia convoglia tanti soldi, spesso spesi male. L’analisi di due corsi nel Trentino mostra casi emblematici in cui i costi superano la somma dei benefici monetari prodotti. Sullo sfondo di questi temi, quello di nuove logiche nella determinazione delle retribuzioni, sempre meno legate a parametri oggettivi (il tipo di lavoro) e spesso insufficienti a garantire livelli di vita dignitosi.
Gli inutili e costosi referendum di Lombardia e Veneto rischiano un effetto boomerang, con il governo di Roma costretto a minimizzarli per evitare che altri governatori seguano l’esempio di Maroni e Zaia. Eppure il percorso federalista – bloccato dai tagli di bilancio degli ultimi anni – potrebbe essere utilmente riattivato, con il rilancio di investimenti infrastrutturali che in altri paesi hanno attenuto le differenze tra regioni.
A un anno dall’istituzione del registro dei lobbisti presso il ministero dello Sviluppo economico, i soggetti iscritti sono quasi 950. È l’unico elenco trasparente. Le altre istituzioni latitano, a partire dalle Camere.

Perché il nuovo Senato non è il Bundesrat

Poteri di proposta di nuove leggi e pareri sui provvedimenti approvati dall’altra camera. Si fermano qui le similitudini tra il Senato delle autonomie che esce dalla riforma costituzionale e il Bundesrat. Le differenze dovute a due diverse impostazioni: federalista in Germania, regionale in Italia.

I confini della questione settentrionale

Fare leva sui residui fiscali per sostenere la necessità del federalismo è sbagliato. Mostrano solo la redistribuzione dai territori con redditi più alti verso quelli con redditi più bassi. Come vuole la Costituzione, per garantire a tutti gli stessi diritti. Le responsabilità della politica.

Federalismo e agenzia del lavoro: non siamo all’anno zero

Due recenti interventi su La Voce hanno affrontato le incognite del futuro rapporto Stato-Regioni: Massimo Bordignon sul piano generale, Francesco Giubileo con riferimento all’attuazione del Jobs Act e alla creazione di una Agenzia Nazionale del Lavoro.

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