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Perché l’auto è oggi un’industria fragile

La produzione di auto in Europa è destinata a scendere ancora. Quali saranno le conseguenze per l’Italia? Il nostro paese è in una situazione migliore di altri per il graduale spostamento verso produzioni di fascia più alta. Ma ha anche due debolezze.

Ma Marchionne ha creato posti di lavoro?

Sergio Marchionne, l’incompreso (in Italia)

La “filosofia Marchionne” ha dato risultati evidenti in Fiat: era un’impresa sull’orlo del fallimento, è ora una solida multinazionale. L’Italia invece l’ha vista come una minaccia e l’ha rigettata. Ma così non si vincono le sfide della globalizzazione.

Il Punto

Arrivato al timone di un’impresa quasi fallita, Sergio Marchionne ha creato Fca – un’azienda oggi competitiva – con operazioni spesso impopolari. Disse no ai sussidi statali e chiuse Termini Imerese. E puntò sulla contrattazione aziendale, uscendo da Confindustria. La sua visione non ha però attecchito nel paese.
Il decreto “dignità” ha introdotto il “giustificato motivo” di assunzione a termine oltre i 12 mesi. Una manna per gli avvocati che vedranno aumentare i contenziosi. Perché la nuova norma crea più incertezza e burocratizza le scelte imprenditoriali. Eppure ci sarebbe un efficace sistema alternativo. Come si è visto, la stima degli effetti della riduzione dei tempi dei contratti a termine (8 mila occupati in meno) ha poi indotto vari membri del governo ad attaccare l’Inps. Con generiche accuse di non scientificità, senza indicare alternative.
La Ue ha inflitto la multa record di 4,3 miliardi di euro a Google per aver imposto proprie app preinstallate su smartphone e tablet funzionanti con sistema operativo Android. Secondo Bruxelles, una pressione indebita su consumatori abitudinari. Che però – ricorda la società californiana – dispongono di molte opzioni.
Tra poche settimane, si torna sui banchi. La scelta della scuola superiore è stata particolarmente importante per gli studenti usciti dalla terza media e per le loro famiglie. Che però faticano a utilizzare le classifiche serie per valutare la qualità degli istituti. E spesso le usano solo per evitare quelli più malconci.

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

Fca e Gwm, questo matrimonio non s’ha da fare

Nel processo di ricerca, da parte di Fca, di una dimensione minima di sicurezza, si affaccia un nuovo scenario. Quello di essere acquisita da Great Wall Motors, produttore cinese di auto. Evento improbabile, sia per motivi di sostenibilità economica che di politica europea.

Il Punto

La crescita del Pil nel secondo trimestre (all’1,5 per cento su base annua) è stata vista con soddisfazione perché siamo al decimo trimestre consecutivo di ripresa. Ma il passo è sempre così lento da lasciare l’Italia ancora lontana dai livelli pre-crisi. Al contrario dell’Eurozona che è tornata già da due anni al Pil del 2008. Resta da vedere cosa farà la Bce a cui va intestata buona parte del ritorno in salute dell’economia europea. Ma al tradizionale incontro dei banchieri centrali a Jackson Hole non si attendono svolte da parte di Mario Draghi.
Marchionne festeggia un bilancio coi fiocchi mentre nel risiko del mercato automobilistico mondiale appare Great wall motors, il gruppo cinese che vorrebbe comprare Fca. La casa italo-americana è al bivio tra un improbabile cambio di proprietà e un opportuno cambio della guardia al posto di comando.
Sotto l’ombrellone (ma anche in ambito governativo) si è discusso del riscatto gratuito degli anni della laurea per gli universitari. Sarebbe un regalo contributivo pieno di iniquità. Alla (giusta) domanda di sicurezza sul futuro, non si risponde con una mancetta previdenziale ma con lavoro, innovazione e welfare.
Le nuove scosse di terremoto e i morti di Ischia ci ricordano che la vulnerabilità sismica del nostro paese viene dalla mancata prevenzione e dall’abusivismo prima che della natura. Dal 2002 l’Italia ha ricevuto quasi metà dei 5 miliardi dal Fondo di solidarietà Ue per disastri naturali. Risorse sprecate, finora.
Un tetro capitolo di quest’estate riguarda gli omicidi di donne commessi da familiari o partner. In Italia, in tre casi su quattro, l’omicidio di donne è una questione di famiglia. E anche se nel nostro paese sono statisticamente meno a rischio che in altri, le donne italiane non si sentono protette.

Nelle due settimane centrali di agosto, come di consueto lavoce.info ha sospeso l’invio della newsletter. Abbiamo però aggiornato quotidianamente il sito con nuovi articoli su: Unione bancaria, tempi della giustizia, invecchiamento della popolazione, riforma contro l’abuso di mercato e misure del benessere equo e sostenibile. Nell’ultima puntata del fact checking de lavoce.info abbiamo verificato che Vittorio Sgarbi, brillante critico d’arte, è una capra (come dice lui) in economia, almeno quando parla di disoccupazione giovanile.

Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale, con una parte riservata agli affezionati amici/donatori de lavoce, si terrà la mattina di lunedì 18 settembre a Milano presso l’Università Cattolica. Parleremo di banche italiane, populismo e Brexit. E anche di una ricerca sull’identikit dei nostri finanziatori. Ecco il programma. Vi aspettiamo!

Fca: una nuova puntata della saga dieselgate?

L’Epa ha accusato Fca di aver truccato i controlli sulle emissioni di migliaia di veicoli. Se vero, la multa potrebbe arrivare a 4,6 miliardi di dollari. Un quarto del valore di mercato di Fca. Che potrebbe non mantenere la promessa di nuovi posti di lavoro negli Usa. Da vedere se Trump lo permetterà.

Il Punto

Fca rischia di pagare una multa di 4 miliardi di dollari – un quarto del suo valore di borsa – perché l’Epa (l’agenzia di protezione dell’ambiente che ha colto in castagna Volkswagen) la accusa di aver usato un software che trucca le emissioni. Ma a Washington qualcosa potrebbe cambiare con l’insediamento di Trump.
Ubi compera al prezzo di un caffè quel che rimane di Etruria, Marche e Carichieti, le tre “good bank”  (virgolette d’obbligo). Giungono così al capolinea istituti considerati pochi anni fa campioni del localismo bancario. In realtà centri di erogazione del credito secondo gli interessi dei ras locali. Al primo posto quelli delle costruzioni. Intanto arrivano i piani individuali di risparmio (Pir). Strumenti d’investimento nell’economia reale senza tasse ma con rischiosi vincoli di durata minima di cinque anni. Speriamo non si rivelino l’ennesimo regalo a banche e intermediari che per il disturbo incassano laute commissioni.
Il 2017 festeggia i 60 anni del Trattato di Roma con tanti appuntamenti elettorali nei paesi Ue: si vota in Francia (due volte), Germania, Paesi Bassi e forse in Italia. Alta probabilità che si affermino partiti anti-establishment, euroscettici e in qualche caso xenofobi. E alti rischi per l’Europa che abbiamo visto finora.
Grandi gruppi francesi comprano imprese italiane a mani basse ma quando noi proviamo a entrare nel capitalismo transalpino troviamo mille difficoltà. Non tanto per una questione di protezionismo. Piuttosto  come produttori e investitori loro sono più internazionalizzati di noi. Un protezionismo che solleva timori è invece quello annunciato da Trump. I paesi emergenti, a partire dal Brasile sono giustamente preoccupati e temono che possibili turbolenze finanziarie dirottino la liquidità da loro agli Usa.
Ha una laurea con 110 in una disciplina scientifica nel Nord Italia, un’esperienza Erasmus, va in Germania, Francia o Inghilterra per guadagnare il 36 per cento più che da noi, con prospettive di carriera molto migliori. È, secondo i dati Istat, l’identikit tipico di uno dei 14 mila giovani che emigrano ogni anno.

Una precisazione di Gabriele Toccafondi, sottosegretario al Miur, relativa all’articolo di Massimo Greco “Scuole paritarie: la sentenza che blocca i contributi statali”. E la replica dell’autore.

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La crescita nel 2017? Dipende da Trump, dalla Brexit e da Fca

Donald Trump e Theresa May sono obbligati a crescere. Per questo, nell’immediato, il maggiore interscambio dovuto alle loro politiche potrebbe favorire anche la crescita europea. Sul più lungo termine, tutto dipenderà da come reagiranno le multinazionali alla nuova situazione internazionale.

Repubblica-Stampa e Corriere: terremoto in edicola

Dopo l’uscita di Fca dai quotidiani, nasce un nuovo gruppo editoriale proprietario de La Repubblica e La Stampa. Quello dei media è però un mercato particolare. E l’analisi degli effetti su concorrenza e pluralismo dovrebbe essere svolta a livello regionale e provinciale. Le prospettive di Rcs.

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