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Robert Mundell, un “re” dell’economia

Ci ha lasciati Robert Mundell, il cui modello ha formato intere generazioni di economisti. Sostenitore della moneta unica, ha unito l’analisi rigorosa di finanza internazionale e tassi di cambio con quella del mercato dei beni. Un ricordo della sua eredità.

Euro digitale, pro e contro

Per ora si tratta solo di un’opzione al vaglio della Bce ma la prospettiva di una terza forma di moneta, a metà fra contante e riserve digitali, solleva già interrogativi. Perché in gioco, al di là del progresso tecnico, c’è l’intera politica monetaria.

Il Punto

In un paese eterogeneo come l’Italia, i fondi NextGen dovrebbero valorizzare i diversi motori di sviluppo locale. Il modello possono essere le Comunità di conoscenza e innovazione. Intanto, mentre molte banche centrali guardano con attenzione al mercato privato dei pagamenti elettronici, la Bce procede con prudenza. Anche perché l’uso del contante è ancora preponderante.
Pur in piena crisi, nell’ultimo decennio il deficit della sanità italiana si è ridotto di molto. Ora la sfida è spendere bene i fondi del Recovery Fund, non pensando solo all’immediato. Gestione più oculata che sarebbe utile anche in materia di superbonus edilizi: perché non indirizzare le detrazioni fiscali alla rigenerazione urbana e alla riqualificazione delle periferie? Sui problemi del Mezzogiorno è tornato il governatore di Bankitalia durante il suo intervento al Festival dell’Economia. I dati che ha fornito tracciano un quadro della situazione.

Luigi Boggian (Università Cattolica di Lovanio) e Giovanni Righetti (Università di Verona) sono stati premiati nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento (di cui sul nostro sito trovate tutte le riprese) per la loro proposta vincitrice del concorso di idee “Un settore pubblico acceleratore di sviluppo”, rivolto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. La proposta verrà pubblicata a breve, insieme alle altre tre più meritevoli.

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Politica monetaria: il tabù del tasso di cambio

Le banche centrali restano riluttanti a controllare i tassi di cambio. Come dimostra l’ultima decisione della Bce. Ma il persistere della trappola della liquidità renderà comunque inevitabile la cooperazione internazionale nella politica monetaria.

Le parole che avremmo voluto ascoltare da Lagarde

I mercati hanno reagito in modo molto negativo alle parole di Christine Lagarde sullo spread dei titoli sovrani. Invece proprio questo sarebbe il momento di mostrare che anche nella zona euro la cooperazione tra politica monetaria e fiscale non è un tabù.

Gran finale di Draghi a colpi di bazooka

Mario Draghi lascia in eredità a Christine Lagarde una politica monetaria ultra-espansiva. Ha fatto tutto quello che poteva per sostenere l’economia dell’area-euro. Adesso tocca alla politica fiscale. E la Germania dovrebbe fare da apripista.

Euro, l’alibi perfetto dei governi nazionali

L’incompletezza dell’unione monetaria dà un pericoloso alibi ai governi nazionali, soprattutto quando non sanno proporre un disegno coerente per il futuro del loro paese. La risposta è una struttura istituzionale europea che punti a una maggiore equità.

Scenari di una crisi che si può evitare

Una eventuale crisi italiana sarebbe diversa da quelle di Turchia e Argentina? Le cause profonde sarebbero simili: debito altissimo e sfiducia dei mercati. La differenza sostanziale è che all’Italia basta rispettare le regole per scongiurare il peggio.

Il Punto

Virando su una soft Brexit, la signora May rimpiazza in fretta con persone più moderate i ministri Davis e Johnson – difensori della linea dura. In effetti, uscire dalla Ue per cambiare poco porterebbe il Regno Unito ad accettare regole decise dagli altri 27 paesi, alimentando l’anti-europeismo. Meglio un nuovo referendum. Che i deliri sovranisti producano pessimi risultati lo si vedrà presto anche con la guerra tariffaria Usa-Cina. Si rischia un’escalation senza vincitori con impatto economico difficile da valutare sulla riorganizzazione internazionale delle filiere e sui prezzi.
È arrivato il Rei, il reddito d’inclusione, il primo tentativo di assistenza universale ai poveri del nostro paese. Dati ufficiosi sulle domande accettate e respinte danno un quadro dell’indigenza con varie conferme e punti interrogativi. Molte domande rifiutate, specie al Nord, forse anche per requisiti troppo severi.
Secondo le regole di Dublino la gestione dei richiedenti asilo spetta al paese di prima accoglienza. Salvo che poi in Europa è anche in vigore – per ora – il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone. Con regole contraddittorie non è un caso che i singoli paesi si muovano in ordine sparso.
Per sottoscrivere i titoli del nostro debito, gli investitori internazionali dispongono di clausole contrattuali contro conversioni forzose da euro in altra valuta. Il che aggiungerebbe rilevanti costi di contenzioso per un’eventuale Italexit.
Nel primo campionato di calcio italiano con il Var (la tecnologia per chiarire le azioni controverse) ci sono stati 2023 controlli – in media 5,1 a partita – che hanno portato a 117 cambi di decisione. Il dettaglio dei dati dice che – con il nuovo strumento – il vantaggio di giocare in casa si riduce significativamente.

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

Debito in lire? Ci sarebbe da pagare un conto salato

Tra i tanti problemi che nascerebbero dall’uscita dell’Italia dall’euro, si dovrebbe tener conto anche degli eventuali risarcimenti dovuti per inadempimento di talune clausole contrattuali che da tempo i creditori “impongono” agli stati debitori.

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