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La decarbonizzazione non arriva dai Pnrr

Quanto contribuiscono i Pnrr nazionali al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione? Poco, anche in Italia e Spagna dove le risorse destinate alla questione sono più cospicue. Ma nel lungo periodo un effetto positivo potrebbe esserci comunque.

Gli incentivi per le rinnovabili segnano il passo

L’ultimo bando del Gestore dei servizi energetici per destinare incentivi alle centrali elettriche green è andato quasi deserto. Colpa delle procedure, ancora troppo lunghe e complesse, e dei molti ostacoli istituzionali che scoraggiano gli investitori.

Il Punto

La proposta di Letta di una dote per i giovani da finanziare con un aumento delle imposte di successione riapre il dibattito sull’equità generazionale. Come scongiurare un’eccessiva concentrazione di ricchezza. Tra gli effetti del progressivo invecchiamento della popolazione c’è il anche calo dei tassi di interesse reali. Le ragioni? La crescente scarsità di forza lavoro e la maggiore propensione al risparmio. Per rimediare alla crisi dell’istruzione professionalizzante in Italia, il Pnrr si propone di investire sugli Istituti tecnici superiori. Nel Piano però manca ancora il necessario coordinamento tra Its e università.
La questione della sospensione dei brevetti sui vaccini è più complessa di quanto possa sembrare. E nella “diplomazia vaccinale” tornano ad avere un ruolo centrale le organizzazioni internazionali. Oltre a giovare all’ambiente, la transizione ecologica può trasformarsi in un’opportunità economica per molti paesi emergenti. È il caso della Cina, che sulle energie rinnovabili sta facendo passi in avanti.
Per i club secessionisti che avrebbero dato vita alla Superlega di calcio, le sanzioni minacciate dall’Uefa violerebbero la legge antitrust. Un paradosso, trattandosi di alcune delle società più potenti al mondo.

È online la decima puntata de lavoce in capitolo, il podcast de lavoce.info: “La politica monetaria che verrà”, ospiti Angelo Baglioni e Tommaso Monacelli. Venerdì parleremo di integrazione e gestione dei fenomeni migratori.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

“Il ritorno dello stato: imprese, comunità, istituzioni”. Sarà questo il tema del Festival dell’Economia 2021, in programma a Trento dal 3 al 6 giugno. Qui tutti gli eventi. Cinque i Forum organizzati da lavoce.info: salute, welfare, stato imprenditore, mobilità sostenibile e infrastrutture digitali. E i nostri redattori dialogheranno con alcuni dei ministri invitati.

La giornata della terra in sei grafici

Quando in Europa girerà l’economia circolare?

In un mondo in cui il consumo di risorse è sempre più insostenibile, l’economia circolare è un investimento strategico. Soprattutto per l’Europa, che importa gran parte delle materie prime e può trarne benefici non solo ambientali ma anche economici.

Passi falsi nel passaggio alle rinnovabili

Crescono gli investimenti nelle energie rinnovabili, ma anche le emissioni globali di gas serra. È la prova che quanto fatto finora non basta. Serve un cambio di paradigma anche in settori come trasporti, industria e agricoltura. E occorre fare in fretta.

Ricette anti-Co2: acqua, vento e sole non bastano

Uno studio spiega come si potrebbe arrivare nel 2050 a un sistema energetico mondiale basato solo su acqua, vento e sole. È uno scenario estremo, forse tecnicamente irrealizzabile. Soprattutto, non considera gli enormi costi di una simile soluzione.

Lo spreco di incentivi troppo generosi

Una politica folle

Ringraziamo i lettori per i molti commenti al nostro articolo “Primi nelle energie rinnovabili. Ma a che prezzo?”

Uno dei lettori scrive “oggi si potrebbero istallare altri 15 GWp di fotovoltaico senza incentivi”. Forse è ottimista, ma sottolinea quanto folle sia stata la politica di incentivi nel fotovoltaico: se si fosse ridotto il sostegno mentre crollava il costo dei pannelli e si fossero diluiti gli investimenti su alcuni anni avremmo potuto raggiungere la stessa potenza istallata alla metà del costo totale per sussidi. Dà fastidio che in Italia non si identifichi mai il responsabile politico degli sperperi di denaro pubblico.

Rinnovabili ed emissioni

Quanto ai benefici delle rinnovabili: come già indicato in un nostro articolo del 2014, l’incentivo medio per il fotovoltaico in Italia risultava nel 2011 pari a 367,2 euro/MWh equivalente a trentasei volte il valore delle esternalità evitate. Con la stessa cifra sarebbe stato possibile ottenere una riduzione di emissioni di gran lunga superiore a quella ottenuta intervenendo laddove il costo marginale di abbattimento è minimo. Peraltro, a livello planetario la riduzione di emissioni conseguita finora grazie alla incentivazione delle rinnovabili è del tutto irrilevante: la quota di energia prodotta da fonti non fossili è aumentata negli ultimi quindici anni di un solo punto percentuale dal 13 al 14 per cento; quella del solare nel 2015 ha rappresentato meno dello 0,5 per cento del fabbisogno mondiale.

Primi nelle energie rinnovabili. Ma a che prezzo?

L’Italia è di gran lunga prima tra i paesi europei per l’incidenza degli incentivi erogati alle rinnovabili in rapporto alla produzione totale di energia. Un primato che costa caro ai consumatori e alle imprese. Ed è frutto di politiche poco coerenti.

Energia da fonti rinnovabili: il sorpasso è storico

A giugno l’energia elettrica generata in Italia da fonti rinnovabili, idroelettrico incluso, ha superato quella da fossili. Un sorpasso ottenuto anche grazie ai bassi consumi, ma che potrebbe segnare l’inizio di una nuova epoca. Riusciremo a governare il cambiamento? E che fine ha fatto il Green act?

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