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Tag: economia circolare

Con rigenerazione e riuso cambia l’approccio ai rifiuti

Attraverso la rigenerazione e il riuso dei prodotti si ottengono benefici ambientali ed economici. Ma in Italia queste attività sono ancora poco praticate, per la mancanza di regole chiare e la carenza di capacità organizzative e imprenditoriali.

Il Pnrr delude su acqua e rifiuti

Il Pnrr riconosce le carenze attuali del servizio idrico, ma stanzia risorse inferiori ai fabbisogni. Sulla gestione dei rifiuti si limita invece all’enunciazione di principi generali, senza una strategia per costruire una rete integrata di impianti.

Il Punto

L’abitudine dei governi italiani di non rispettare le regole europee sul debito è cronica. Ma stavolta mancano le attenuanti del passato e in più il governo annuncia piani che porterebbero il deficit oltre il 3 per cento. Per questo la Ue ha avviato la procedura d’infrazione, evitabile solo trattando e mettendo da parte gli slogan. Come soluzione al macigno del debito, esponenti della Lega tornano a proporre i minibot. Comunque li si rigiri, sono altro debito dello stato, contabilizzato o no. Chi li vuole li immagina come una moneta aggiuntiva all’euro. Ma – forse, chissà – meno affidabile della valuta europea e, in più, illegale. Come ha ricordato Mario Draghi nella sua conferenza stampa, a fianco di commenti ad ampio spettro sui temi caldi del momento.
Certo non è la scuola la voce di costo in cui si sprecano soldi pubblici. Come in passato anche il governo “del cambiamento” non vede l’istruzione come una priorità. Una delle poche cose fatte è la – mal pensata – abolizione del tirocinio per gli insegnanti. Mentre il federalismo differenziato aumenterebbe le disuguaglianze tra gli studenti.
C’è un aspetto del reddito di cittadinanza di cui si discute poco: aumenta in modo strutturale il tasso di disoccupazione. Perché chi ne beneficia e non ha un posto di lavoro (anche la casalinga, anche il Neet) viene classificato come disoccupato, partecipante virtuale al mercato del lavoro.
De André cantava “dal letame nascono i fior” e se non sono proprio fiori ciò che esce dal riciclaggio dei rifiuti (dai pannolini alle deiezioni animali) poco ci manca perché si producono beni utili, senza sprecare nulla. In questo settore fortemente regolato, però, serve coordinare tra loro norme Ue, italiane e regionali.

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Il Punto

Manca un mese alla Brexit. Ancora nessuno (neanche la signora May) sa se l’uscita dalla Ue sarà condivisa o senza accordo oppure se ci sarà un rinvio e – forse – un nuovo referendum. Il caos di oggi ha una causa principale: il timore degli elettori britannici di fronte a un’immigrazione vista come fuori controllo. A preoccupare non sono tanto i flussi di persone da Africa e Asia (ci sono da sempre), quanto quelli dai paesi Ue dell’Est, cresciuti del 148 per cento in 15 anni.
A impedire gli indennizzi di chi ha perso nei crac bancari non è la perfida Europa con il suo “bail-in”. Per la Ue lo stato italiano può benissimo accollarsi le “conseguenze sociali” della condotta illegittima della banca. Ma esige che il denaro pubblico vada alle vittime, non a quelli che, volendo rischiare, hanno perso. Rimane l’esigenza che i risparmiatori incauti imparino a valutare opportunità e rischi dei diversi investimenti. Con l’educazione finanziaria, di cui Consob e Banca d’Italia hanno cominciato a occuparsi.
È molto di moda parlare di economia circolare. In pratica vuol dire creare modelli di business basati su risorse facilmente riciclabili o biodegradabili, usare energia da fonti rinnovabili, progettare prodotti con una vita utile più lunga. Vediamo l’importanza che danno al tema Ocse e Commissione Ue.

Quando in Europa girerà l’economia circolare?

In un mondo in cui il consumo di risorse è sempre più insostenibile, l’economia circolare è un investimento strategico. Soprattutto per l’Europa, che importa gran parte delle materie prime e può trarne benefici non solo ambientali ma anche economici.

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