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Perché Qe e monetizzazione del debito non sono sinonimi

Quantitative easing e monetizzazione del debito sono profondamente diversi per natura e obiettivi. E soprattutto il secondo porterebbe alla perdita di uno dei beni pubblici più importanti dell’Europa di oggi: l’indipendenza della banca centrale.

La legge di bilancio in cinque grafici

Il Punto

La collaborazione tra economisti ed epidemiologi sarebbe di grande aiuto per studiare la diffusione del virus e mettere a punto politiche di contrasto. Urge una ricerca multidisciplinare con modelli misti. Cruciali nel ridurre la pressione sugli ospedali si sono rivelate le Unità speciali di continuità assistenziale, che però non sono operative in tutte le regioni. A partire da quelle più colpite dalla seconda ondata.
Con l’acuirsi della crisi, si torna a parlare di cancellazione del debito contratto per far fronte all’emergenza. Ma si fa presto a dire “cancellare il debito”: cosa vuol dire? E quali le possibili conseguenze? Aumenta intanto il volume delle emissioni di titoli e ne vengono creati di nuovi, come i Btp Futura, rivolti ai soli risparmiatori individuali. Per ora garantisce la Bce, ma poi bisognerà ottenere la fiducia dei mercati. Proprio da uno strumento finanziario, i social impact bond, subordinati al raggiungimento di risultati prestabiliti, potrebbe arrivare un impulso alla digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche locali.
Si scrive Rcep, si legge area commerciale più grande del mondo: l’accordo siglato con 14 paesi asiatici è una rivincita di Pechino su Washington. Che ora rischia di trovarsi isolata nel Pacifico. E l’Ue?
Il 2020, complici le diverse restrizioni alla mobilità, è stato l’anno del boom definitivo dello streaming, a discapito di operatori broadcast e pay-tv classiche. E la pubblicità non può che prenderne atto.

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Il Punto

Complice la recessione figlia della pandemia, il debito pubblico italiano salirà di venti punti percentuali. Come farlo calare? Dipenderà tutto dall’uso che si farà dei fondi previsti dall’Europa. Intanto, sembra finalmente giunto il momento della tanto annunciata riforma dell’Irpef. Più che sul numero delle aliquote, però, sarebbe utile concentrarsi su una visione d’insieme coerente. Per far sì che i beneficiari del reddito di cittadinanza trovino un impiego non basta certo un’app. E se si vuole contrastare il lavoro nero, meglio la formazione obbligatoria e i lavori di pubblica utilità.
Se né Trump né Biden possono dire di essere usciti vincitori dal primo duello tv per le presidenziali Usa, uno sconfitto c’è ed è il dibattito pubblico americano, mai così aspro e polarizzato.

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Crisi, debito e crescita: la lezione del “salva Italia”*

Il decreto “salva Italia” fu varato dal governo Monti nel pieno della crisi del debito sovrano. Conteneva misure per rimuovere gli ostacoli che limitavano la concorrenza e, indirettamente, la crescita. Un insegnamento prezioso nella situazione attuale.

Torna l’inflazione?

Già provate dal lockdown, difficilmente le imprese potranno assumersi i costi aggiuntivi necessari alla riapertura e li riverseranno sui consumatori. E anche l’aumento dell’offerta monetaria potrebbe tradursi in un incremento dei prezzi. Per l’Italia potrebbe non essere un male.

Il Punto

La spesa sanitaria è un fattore determinante per rendere più sostenibile l’economia. Non a caso chi ha reagito meglio all’emergenza subirà meno gli effetti della crisi. Crisi che avrà un impatto pesante sulle fasce sociali in difficoltà, dopo un 2019 che ha visto un calo della povertà. Le politiche di contrasto ci sono, quello che manca è una valutazione di misure come il reddito di cittadinanza. Dove invece basterebbe applicare le norme già in vigore è la pubblica amministrazione, i cui adempimenti burocratici costano all’Italia circa 150 miliardi.
A comprimere le risorse disponibili per i servizi è soprattutto il costo del debito, al netto del quale la quota di spesa pubblica sul Pil non sarebbe di molto superiore alla media dell’Eurozona. Mentre sui ritardi nei lavori pubblici pesa anche l’inefficienza dei tribunali locali. A dimostrazione che una riforma organica della giustizia civile non è più prorogabile.
Sarebbe bastata un’attestazione di salute finanziaria e invece, in un momento già difficile, molte Srl dovranno nominare un revisore. Con conseguenze paradossali.

È online anche la quarta puntata del podcast del Festivaleconomia, realizzato da lavoce.info in collaborazione con l’Università di Trento. Parola chiave della settimana: Catene globali del valore, con Chiara Tomasi.

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Titoli perpetui? Ecco perché non sono una soluzione

Il debito pubblico italiano è destinato a crescere ancora per il peso delle misure dovute alla pandemia. Per farvi fronte, è stata proposta l’emissione di titoli perpetui. Ma le ragioni di chi ne sostiene l’efficacia non reggono alla prova dei fatti.

Quei debiti della Pa che pesano sull’economia

È paradossale che il governo stanzi ingenti risorse per fornire liquidità alle imprese attraverso le banche, mentre le pubbliche amministrazioni non pagano i propri debiti. Eppure, somme già stanziate in bilancio non si trasformano in pagamenti effettivi.

Dopo la tempesta, deficit programmato per i comuni

Ai comuni dovrebbe essere garantita la discrezionalità di finanza in deficit che il governo centrale si è già assicurato. L’ammontare complessivo andrebbe fissato come obbiettivo nella legge di bilancio. E andrebbe previsto un fondo straordinario verticale.

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