Lavoce.info

Tag: crisi di governo

Una vittoria di Pirro per Giuseppe Conte?

Dopo la rinnovata fiducia di Camera e Senato, il governo va avanti. Il quadro politico rimane però particolarmente instabile, con una maggioranza sempre meno coesa. Per il Conte II, la fine potrebbe essere già iniziata, ma non per il Parlamento.

Vietato sprecare il dividendo dell’uscita dei no-euro

Ai mercati è bastato che i no-euro fossero messi alla porta perché calasse la percezione di rischiosità del debito pubblico italiano. Il nuovo governo deve non sprecare questo regalo, resistendo alla tentazione di fare più deficit e impostando una manovra di qualità, contenendo la spesa pubblica corrente.

A cosa serve un governo ora

Un nuovo governo in carica potrebbe predisporre una legge di bilancio nei tempi prescritti dalle regole Ue. Potrebbe valutare se disattivare gli aumenti Iva preventivati e ridurre l’incertezza nel mezzo di un periodo di instabilità internazionale.

Perché nuove elezioni non sono l’unica soluzione democratica

Quando cade un governo sono in molti a invocare nuove elezioni come unica soluzione democratica alla crisi. Ma la Costituzione prevede il voto anticipato solo come estremo rimedio. E infatti fissa in cinque anni la durata della legislatura.

Il Punto

Dal circo mediatico del Papeete è arrivata una vera crisi di governo, proprio mentre arrivano le scadenze della legge di bilancio. Servirebbe un esecutivo capace di decidere, per evitare il salasso da 23 miliardi di aumento dell’Iva e altri punti di domanda in un mosaico internazionale già incerto di suo. Un governo alternativo a quello gialloverde sarebbe peraltro del tutto legittimo, dato che la Costituzione prevede le elezioni anticipate solo come soluzione di ultima istanza. E non come unica ed esclusiva manifestazione democratica della volontà popolare.
Se effettivamente nascerà un nuovo governo (giallorosso o gialloverde), il Movimento 5 stelle ha posto tra le priorità la riduzione del numero dei parlamentari. Meno poltrone ma al rischio di minore possibilità di rappresentare gli elettori. Una proposta di compromesso vedrebbe un minore taglio degli eletti per mantenere una dimensione adeguata dei collegi. Altro tema decisamente prioritario per il nuovo esecutivo riguarda la direzione da dare alle politiche migratorie, oggetto di propaganda costante del governo uscente. Dopo gli slogan sarebbe bene ripartire da fatti e dati, come quelli riportati nel Rapporto annuale sugli stranieri nel mercato del lavoro. E sempre parlando di mercato del lavoro, l’Italia ha recuperato i 900 mila occupati persi durante la crisi iniziata nel 2008. Ma è decisamente cambiata in termini di età la composizione dei lavoratori. Ci sono molti più over 50 e meno nella fascia 15-49 anni. Perché comunque l’occupazione deve pur sempre fare i conti con la (de)crescita demografica.

Nelle scorse settimane di agosto, come di consueto, lavoce.info ha sospeso l’invio della newsletter. Abbiamo però aggiornato costantemente il sito con nuovi articoli su: divertimenti degli italiani, autonomia regionale e ambiente, razzismo, autonomia differenziata, occupazione al Sud.

Convegno annuale de lavoce.info il 16 settembre a Milano. Save the date!
“Abolire davvero la povertà” è il titolo del convegno annuale de lavoce.info che si svolgerà nel pomeriggio di lunedì 16 settembre all’Università Bocconi di Milano con speaker di eccezione. Sarà un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni). Chi vuole è ancora in tempo per fare una donazione.

Il governo e i tanti “boh” della gente comune

La crisi di governo forse non ci sarà. Di sicuro, però, c’è la sistematica tendenza del governo gialloverde a tenere nell’incertezza il futuro dell’economia. È proprio questa abitudine che dovrebbe finire, prima ancora dell’esecutivo Conte.

Due camere, due sistemi di voto: risultato incostituzionale

Se si votasse oggi Camera e Senato sarebbero eletti con due leggi molto diverse fra loro. Non solo il paese si ritroverebbe in una situazione di stallo politico e legislativo, ma un parlamento con maggioranze sistematicamente difformi presenterebbe anche serissimi indizi di incostituzionalità.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén