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Tag: contrattazione collettiva

Rider: quando il contratto è con un solo sindacato

Il Tribunale di Bologna ha messo fuori legge il contratto collettivo Assodelivery per i ciclofattorini perché stipulato con la sola Ugl Rider. Ma non c’è stata alcuna verifica della sua rappresentatività effettiva, né di quella dei sindacati confederali.

Salario minimo: la direttiva non chiude il discorso

La proposta di direttiva europea sul salario minimo adeguato riconosce il ruolo cruciale della contrattazione collettiva. Sotto questo profilo l’Italia è in regola. Ma restano aperte alcune questioni rilevanti, che richiedono un riordino della normativa.

Com’è bella la città, ma lavorarci non conviene*

In Italia l’elevata diffusione della contrattazione collettiva nazionale tende a rendere i salari omogeni sul territorio. Ma il costo della vita varia da luogo a luogo. E lavorare nelle città può comportare una penalizzazione salariale in termini reali.

Il Punto

La presenza di contratti collettivi di lavoro riduce le differenze salariali tra le province italiane ma offusca la relazione produttività-remunerazioni mentre in Germania il legame tra salari e produttività locale è più stretto. Importando il sistema tedesco, nel Sud Italia avremmo occupazione più elevata, salari un po’ più bassi.
Al ministro dell’Economia Giovanni Tria (ma non alla sua maggioranza) piace l’idea di combinare un taglio dell’Irpef con l’aumento dell’Iva che però – dicono i dati degli ultimi anni – è l’imposta più evasa. Per non parlare della maggiore iniquità fiscale del cocktail di flat tax e maggiori imposte indirette.
Va data fiducia alle buone ragioni – istituzionali ed economiche – del federalismo differenziato che non toglierebbe niente a nessuno? O sono fondati i timori che l’ampliamento di poteri e competenze alle tre regioni che lo vogliono sia eccessivo e mini l’unità nazionale? Proseguiamo il confronto.
A parte il tornaconto elettorale, non si capisce il senso di rendere lunga e difficile la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati che studiano da noi (826 mila iscritti a scuola, 30 mila negli atenei) e parlano correntemente la nostra lingua. Perché far imparare loro la Costituzione di un paese che li respinge come cittadini?
L’Italia è agli ultimi posti in Europa nello sviluppo della banda ultralarga. Causa litigi tra privato e pubblico, contrapposte strategie di investimento e fantasiosi modelli di governance. Una spinta può arrivare partendo dalle nuove regole Ue per promuovere la connettività e l’accesso alle reti ad altissima capacità.

Chi ha paura del salario minimo?*

Con la campagna elettorale si torna a parlare di salario minimo. Vale la pena allora discutere alcune obiezioni che vengono spesso sollevate contro la misura. Dal rischio di cancellare la contrattazione collettiva al livello ideale al quale fissarlo.

Relazioni industriali, migliorarle per superare la crisi*

Il sistema delle relazioni industriali in Italia è percepito come eccessivamente conflittuale. Mentre invece il coinvolgimento delle parti sociali nelle decisioni più importanti può contribuire ad aumentare la consapevolezza di sfide e obiettivi comuni.

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