Lavoce.info

Tag: commercio internazionale Pagina 1 di 3

Più diversificazione per battere gli shock*

Con la pandemia non c’è stato il crollo del commercio internazionale ipotizzato da molti. Per rendere i commerci meno vulnerabili alle crisi va aumentata la diversificazione dei fornitori di beni intermedi, eliminando alcune barriere non tariffarie.

Il Punto

Il Rapporto sulla finanza pubblica 2021 sottolinea il periodo di eccezionalità determinato dalla pandemia e ora destinato a prolungarsi per la guerra in Ucraina. D’altra parte, le risorse del Pnrr rappresentano un’occasione unica per tornare a crescere. Ma per il successo del Piano sono necessarie riforme che non sembrano avere il consenso dei cittadini. Un progetto di direttiva europea indica un nuovo obiettivo verso la parità di genere: entro il 2027 dovrà essere donna almeno il 40 per cento degli amministratori di società senza incarichi esecutivi. Ma qual è la situazione nel nostro paese oggi? Ci sono stati innegabili progressi sulla presenza femminile nei consigli di amministrazione, ma rimangono molte disparità, anche territoriali. Il commercio internazionale non è crollato con la pandemia, come molti pensavano: le reti di produzione globali si sono adattate rapidamente alla crisi. La risposta agli shock sembra dunque da cercare non in una riduzione, ma in una crescita delle relazioni commerciali, diversificando i paesi fornitori di beni intermedi. Il 2021 è stato l’anno delle “grandi dimissioni”, anche in Italia. L’analisi delle comunicazioni obbligatorie indica che il nostro mercato del lavoro è diventato più dinamico: i lavoratori che si dimettono volontariamente aumentano e rispetto al passato ritrovano lavoro più rapidamente e più spesso si spostano in un settore o in una professione diversi da quelli di provenienza. La riforma agraria del 1950 non è stata solo la più imponente ridistribuzione di ricchezza della storia italiana. Ha anche creato un diffuso sistema clientelare, che per anni ha rafforzato il consenso elettorale verso il partito di governo, la Democrazia cristiana.

È online il programma del Festival internazionale dell’economia, che si terrà a Torino tra il 31 maggio e il 4 giugno. All’interno del festival, si terrà il 1° giugno il Convegno annuale de lavoce, che nel 2022 compie 20 anni.

Venerdì 6 maggio si svolgerà a Piacenza un convegno a ricordo di Francesco Daveri, che è stato managing editor, redattore e membro del Comitato di redazione de lavoce.info. La locandina dell’evento è disponibile qui.

Il Punto

Il lavoro su piattaforma è un fenomeno in crescita. Un’analisi ne rivela la complessità e mette in luce la necessità di una regolamentazione, anche per scongiurare forme di “caporalato digitale”. La diffusione di Internet influisce sul mondo del lavoro, ma anche sulla partecipazione civica e politica che, come mostra una ricerca realizzata nel Regno Unito, diminuisce. In Italia, alcune cooperative di lavoratori nate per salvare aziende in crisi hanno garantito occupazione e reddito e aumentato la coesione sociale. Ne hanno tratto vantaggio pure i conti dello stato. Nella guerra dei dazi lanciata dagli Usa contro la Cina hanno perso soprattutto i consumatori americani: una lezione da tenere a mente quando si progettano nuove sanzioni. L’incomprensibile divieto di eseguire tamponi Covid nelle parafarmacie ha il merito di aver riaperto la questione della liberalizzazione della professione dei farmacisti.

Sono online i cinque episodi de L’anno che verrà, il nuovo podcast de lavoce che racconta i temi più importanti tra quelli trattati dalla legge di bilancio 2022. Potete ascoltarli sul nostro sito e sulle principali app di podcast.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

L’accesso ai contenuti de lavoce è libero e gratuito ma, per poter continuare ad assicurare un lavoro di qualità, abbiamo bisogno del contributo di tutti. Sostienici con una donazione, anche piccola!

Chi vince e chi perde nella guerra commerciale Usa-Cina

I dazi Usa contro la Cina hanno danneggiato soprattutto i consumatori americani, mentre aumentano commercio internazionale ed esportazioni di altri paesi. Sono effetti da valutare con attenzione prima di avviare nuove crociate.

Airbus-Boeing: tra i due litiganti, i terzi ne fanno le spese

Termina dopo 17 anni la guerra dei cieli tra Usa e Ue. Una guerra che via via si è allargata ad altri comparti ed è costata più di 3 miliardi di dollari in dazi aggiuntivi. Ora le due sponde dell’Atlantico fanno fronte comune di fronte alla minaccia cinese.

Investimenti del Pnrr in cerca di un porto efficiente

Il Pnrr destina 3,84 miliardi a interventi sul sistema portuale. Sono soldi ben spesi, vista l’importanza del commercio marittimo per il nostro Pil? Uno sguardo a quanto accaduto in passato solleva più di un dubbio. Serve una pianificazione selettiva.

Ricerca e diplomazia: i vaccini nel segno della complessità

La questione della sospensione dei brevetti sui vaccini è molto complessa. E la proposta di India e Sudafrica non ne risolverebbe tutte le implicazioni. Ma le organizzazioni internazionali tornano ad avere un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni.

La Cina è vicina, gli uiguri meno

I rapporti diplomatici tra Unione europea e Cina sono tesi. Ma le relazioni economiche e commerciali continuano a crescere, anche in virtù della posizione della Germania sul mercato cinese. E della questione dei diritti umani si fa un uso strumentale.

Tutta colpa della Brexit

Le esportazioni del Regno Unito verso l’Unione europea sono scese in modo netto. Pur tra mille cautele, il motivo sembra essere la Brexit. Per le importazioni dalla Ue, il calo è minore grazie al regime speciale in vigore fino a luglio. Ma dopo?

Il commercio internazionale in sei grafici

Pagina 1 di 3

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén