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Perché la questione climatica resta in primo piano

I cambiamenti climatici non si sono fermati con la pandemia. E dunque anche in una situazione economica molto difficile il problema non può essere ignorato. L’Europa ne è consapevole e con il Next Generation EU apre grandi opportunità di rinnovamento.  

Il Punto

Il rapporto debito-Pil italiano si attesta ormai tra il 160 e il 170 per cento. E non basteranno i bassi tassi di interesse a salvarci. Sono sempre di più gli enti locali interessati da dissesto finanziario. Un fenomeno che si può prevedere, e quindi prevenire, integrando l’enorme quantità di dati a disposizione con l’intelligenza artificiale.
Con i cambiamenti climatici che non accennano a fermarsi, il tema della tutele ambientale e della transizione energetica non è più rimandabile. Il Next Generation EU come ultima occasione. Quale rapporto c’è tra crisi dei rifugiati e consenso alle forze populiste? Dipende molto dalla dimensione dei comuni: quelli più piccoli si dimostrano in media meno tolleranti nei confronti dei centri di accoglienza.
Oltre alle perplessità sul ruolo dei social newtwork, la vicenda GameStop pone interrogativi cruciali per le autorità di vigilanza finanziaria: chi non ha strumenti per difendersi sui mercati va tutelato.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

Il Punto

Nel 2021 torneranno a crescere le emissioni di CO2. Ma gli Usa si apprestano a rientrare nell’accordo di Parigi e aumentano i paesi che sottoscrivono l’impegno per la neutralità carbonica.
Nella legge di bilancio qualcosa si muove in materia di sostegno all’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Ma l’emergenza è drammatica e la macchina rischia di essersi messa in moto troppo tardi. Legge di bilancio che fa segnare un passo indietro preoccupante invece per quanto riguarda l’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti, i più colpiti dal Covid ora dimenticati anche dalla politica.
Adesso che l’Ue ha garantito a tutti gli stati membri dosi di vaccino contro il Covid-19, la palla passa ai singoli paesi. Servono capacità organizzative coordinate, a livello nazionale e regionale. Ancora irrisolto il nodo del fabbisogno di personale sanitario. Urge una metodologia in grado di determinare quante assunzioni sono necessarie, con quali specializzazioni e in quali aree del paese.

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Come sarà il 2021 del clima

Calate per effetto dei lockdown, nel 2021 le emissioni torneranno a crescere. C’è però una buona notizia: gli Usa di Biden rientreranno nell’accordo di Parigi. Mentre aumenta il numero di paesi che sottoscrivono l’impegno per la neutralità carbonica.

Clima: in Europa uno scontro a colpi di target

L’Unione europea vuole ridurre a zero le proprie emissioni entro il 2050. Per arrivarci è necessario fissare un obiettivo al 2030. La Commissione indica il 55 per cento, il Parlamento risponde con il 60 per cento e il Consiglio rimanda la decisione.

Il Punto

I mesi di lockdown hanno riportato alla luce la questione dell’edilizia popolare: anche grazie ai bassi tassi d’interesse, un piano da centomila abitazioni non è utopia. È in casa che si è ulteriormente accentuato il divario di genere nei carichi familiari, come dimostrano i dati sull’uso del tempo di bambini e genitori durante la quarantena. Non l’unico divario che rischia di allargarsi: senza formazione degli insegnanti e infrastrutture tecnologiche all’altezza, la didattica digitale finirà per aumentare le disuguaglianze educative.
Al contrario di quanto si possa pensare, i lavoratori a tempo determinato vengono pagati di più al momento dell’assunzione: i vantaggi maggiori per giovani e donne. Intanto, tra i costi aggiuntivi della riapertura e aumento dell’offerta monetaria, potrebbe ripartire l’inflazione. Ma per l’Italia non è necessariamente una cattiva notizia.
I conflitti di competenze sollevati dalla gestione della pandemia impongono una riflessione sul nostro sistema istituzionale: troppi e troppo dispendiosi i livelli di governo. Sul fronte del cambiamento climatico, invece, gli italiani – fotografa l’Istat – non fanno ancora abbastanza a livello individuale. Serve un cambio di mentalità.

Continuano le puntate del podcast del Festivaleconomia, realizzato da lavoce.info in collaborazione con l’Università di Trento. Parola chiave della settimana: Gender gap, con Alessandra Casarico. Da lunedì: Smart working, con Andrea Garnero.

Come convertire il settore pubblico in un acceleratore di sviluppo? Lavoce.info è lieta di lanciare un concorso di idee sul tema, aperto a tutti gli studenti universitari e di dottorato. Per presentare la propria proposta c’è tempo fino al 6 settembre e l’idea vincitrice sarà premiata nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. Tutte le info sul sito.

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Il cambiamento climatico? Non è un problema degli italiani

Il Rapporto annuale Istat si occupa anche delle azioni intraprese a livello individuale dagli italiani per far fronte al cambiamento climatico. Ne emerge un quadro che lascia ampi margini di miglioramento. Ma prima è necessario un cambio di mentalità.

Ambiente, destino segnato per il piano Colao?

Il piano Colao contiene proposte stimolanti in tema di politica ambientale, carbon tax compresa. A finanziare gli interventi potrebbero essere le risorse europee. Eppure, il governo non sembra molto interessato ad accoglierne i suggerimenti.

Rischi per il clima dal prezzo del petrolio a picco

Il prezzo mondiale del petrolio è più che dimezzato rispetto all’anno scorso. Se la situazione durasse a lungo potrebbe ostacolare la transizione del sistema energetico verso la sostenibilità. Per questo il prezzo dei combustibili non dovrebbe scendere troppo.

Per il clima appuntamento rimandato a Glasgow

La Cop25 di Madrid non passerà certo alla storia. È stata solo una conferenza-ponte verso la Cop26 dell’anno prossimo. Lì i paesi dovranno svelare le loro vere intenzioni sui piani di riduzione delle emissioni, parti integranti dell’Accordo di Parigi.

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