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La via inglese al reddito di cittadinanza

I fenomeni opportunistici da parte di chi percepisce sussidi non sono un problema solo italiano. Il Regno Unito ha così costruito un sistema di welfare-to-work. Se ne potrebbero riprendere alcune caratteristiche, per comporre un meccanismo equilibrato.

Il Punto

Dai dati resi noti da ministero e Bankitalia giungono segnali positivi per il mercato del lavoro nel 2021. Ma, al di là degli interrogativi sul possibile riacutizzarsi della pandemia, alcuni settori restano in grande difficoltà. Sono 11 mila i nuovi operatori assunti dai centri per l’impiego: hanno competenze adeguate? Il rischio, in caso contrario, è di ampliare ulteriormente il divario con le agenzie private del lavoro. Molti comuni, soprattutto del Nord-Ovest, hanno deciso di rinunciare ai fondi stanziati per i centri estivi. Perché? Una possibile spiegazione viene dalla distribuzione dei minori nelle varie regioni.
Il green pass è solo l’ultima soluzione all’annoso dilemma di come persuadere i cittadini a vaccinarsi: alcuni paesi hanno optato per l’obbligo, altri per il libero convincimento, l’Italia per un sistema “misto”. E se le posizioni no-vax godessero di una sovraesposizione mediatica? Solo il 5% della popolazione si dichiara effettivamente contraria. Dato peraltro in calo man mano che la campagna procede.
La politica non sta facendo abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici: colpa anche della difficoltà di trovare stime affidabili su cui costruire le politiche in materia. Dagli Usa arriva un nuovo approccio, più focalizzato sul breve termine. Giunge al capolinea dopo 17 anni la controversia commerciale Airbus-Boeing, costata miliardi a produttori e consumatori nell’Ue e negli Stati Uniti. Ma ora la minaccia per entrambi viene dalla Cina.

Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.

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Nei centri per l’impiego arrivano i funzionari “sbagliati”

Per i centri per l’impiego sono stati assunti più di 11 mila nuovi operatori. Peccato che abbiano competenze del tutto inadatte alle sfide del mercato del lavoro. Si amplia così il divario tra pubblico e privato nell’erogazione delle politiche attive.

Il problema è la qualità del lavoro, non il RdC

Se le aziende non trovano personale tecnico, non è colpa del reddito di cittadinanza, ma di un sistema che punta su bassi salari e contratti di breve durata. Si deve investire in servizi alle imprese e politiche attive del lavoro di medio-lungo termine.

Centri per l’impiego, l’occasione dei fondi NextGen

Il dispiegamento senza precedenti di risorse europee è l’occasione giusta per provare a colmare l’atavica distanza tra domanda e offerta di lavoro in Italia. Una proposta per potenziare davvero i centri per l’impiego e non sprecare un’occasione storica.

Ai centri per l’impiego manca un ruolo definito*

Per funzionare bene, i Cpi dovrebbero avere un mandato chiaro, che li metta in grado di fornire servizi integrati capaci di rispondere alle molteplici sfaccettature della discontinuità lavorativa. Oggi invece svolgono spesso solo un ruolo di vigilanza.

Perché chi riceve il reddito di cittadinanza non trova lavoro

L’attività di profilazione di Anpal permette di tracciare un identikit dei titolari del reddito di cittadinanza presi in carico dai centri per l’impiego. Sono disoccupati demotivati e con percezioni errate sulla loro situazione. Come affrontare il problema?

Quando il lavoro non ferma la povertà

Il governo sembra avere una lettura semplicistica del problema povertà. Il lavoro è senza dubbio la via d’uscita principale, ma i dati ci dicono che per un numero significativo di famiglie aumentare il numero di occupati potrebbe non essere così facile.

Tutte le difficoltà dei centri per l’impiego

Il reddito di cittadinanza può funzionare solo se funzionano i centri per l’impiego. E infatti il M5s pensa di dedicare più di 2 miliardi alla loro riorganizzazione. Ma non è solo un problema di risorse, vanno affrontate le questioni strutturali.

Il Punto

Il premier Giuseppe Conte ha – per poco – cantato vittoria. Ma in verità il vertice dei primi ministri Ue non ha risolto niente sul tema migranti. Il potenziamento di Frontex e della guardia costiera libica lascia irrisolti i grandi problemi: gestione delle frontiere, campi profughi in Africa e revisione del regolamento di Dublino. È anche proseguito il braccio di ferro sulla governance dell’Eurozona. I “nordici” vogliono ridurre i rischi prima di condividerli; i “mediterranei” esattamente il contrario. Ognuno per il proprio tornaconto. Il che limita i passi avanti su assicurazione europea dei depositi e fondo salva-stati.
Sempre sull’immigrazione, l’attivo ministro Di Maio punta il dito sull’assenza di un obbligo di rendicontazione per cooperative e società che gestiscono il nostro sistema di accoglienza. Non è così, come chiarisce il fact-checking de lavoce.info.
Molte e confuse le idee dell’esecutivo di oggi su una riforma delle pensioni che mandi in soffitta “la Fornero”. Sarebbe il venticinquesimo provvedimento dal 1995. Ennesima giravolta per accontentare tutti, cercando di cancellare il (plausibile) principio che lega l’età della pensione all’aspettativa di vita.
I dati del mercato del lavoro consegnano un finale positivo del governo Gentiloni (+114 mila occupati in maggio rispetto ad aprile e -84 mila disoccupati). Sulle politiche per ricollocare chi perde il lavoro constatiamo però che Francia e Germania spendono cinque volte più di noi. Ci vogliono più soldi. Ma c’è anche da centralizzare i centri per l’impiego, oggi sparpagliati a livello regionale.
Ha fatto notizia il premio in denaro che un imprenditore veneto ha stanziato per i dipendenti che fanno figli. È solo una delle varie forme di welfare aziendale che si sono diffuse. Grazie ad agevolazioni fiscali che saranno eliminate per finanziare flat tax e reddito di cittadinanza?
Da gennaio 2019 a Milano fuorilegge i diesel Euro 0, 1, 2 e 3. A rigore il provvedimento non è strettamente giustificato dai dati sull’inquinamento prodotto da questi motori. Avrebbe forse più senso la regola “chi congestiona paga”.

Convegno annuale de lavoce.info il 17 settembre a Milano. Save the date!
“I primi 100 giorni di populismo“ è il titolo del convegno annuale de lavoce,info. Si svolgerà la mattina di lunedì 17 settembre a Milano. È un’occasione per vederci di persona, dopo tante interazioni digitali! Presto comunicheremo luogo e programma. La prima parte dell’incontro è riservata ai nostri collaboratori e sostenitori più affezionati (quelli che ci hanno finanziato con almeno 100 euro nell’ultimo anno o cumulativamente negli ultimi tre anni. Chi vuole è ancora in tempo per fare la donazione.

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