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Tag: capitale sociale

Capitale di rischio per far crescere le imprese

È necessario un riequilibrio delle fonti di finanziamento delle aziende italiane, con un maggior ricorso all’equity. Una struttura patrimoniale più solida dà la possibilità di vincere la sfida della crescita dimensionale. Ma servono scelte precise.

Dalle fondazioni bancarie un sostegno ai territori

Favorendo lo sviluppo del capitale sociale, le erogazioni delle fondazioni bancarie hanno un ruolo preciso nel processo di crescita delle economie locali. E in un momento di grave crisi, aiutano a preservare il tessuto economico e sociale del paese.

Il Punto

A un anno dall’insediamento del governo gialloverde e mentre è ripreso il traffico di “letterine” tra Roma e Bruxelles abbiamo raccolto gli articoli che tracciano il bilancio di un “anno di cambiamento” in un Dossier, tema per tema. Di questi 12 mesi spiccano gli impegni non mantenuti del contratto Lega-M5s. Dalla mancata riforma della flat tax per imprese e persone al rinvio di una decisione sulla Tav, dal dimezzamento degli stipendi dei parlamentari (primo atto promesso da Di Maio) all’abolizione delle più “antiche accise che gravano sulla nostra economia” (copyright Salvini), la lista del “non fatto” è lunga. Il capitolo della lotta all’evasione fiscale, annunciata – come fa ogni governo – per motivi di giustizia e di bilancio, registra provvedimenti assenti o contraddittori. Sostanzialmente in continuità con il passato. Ma con un ritorno a grande richiesta (di chi non ha pagato le tasse): il solito condono. Per migranti e rifugiati, sui quali il leader della Lega si è espresso con parole e gesti sopra le righe, è arrivato il primo decreto sicurezza per ridurre il numero degli stranieri accolti e che invece potrebbe creare tanti nuovi irregolari. Mentre i rimpatri e gli altri obiettivi indicati non sono stati nemmeno sfiorati.
Da ieri e per tre giorni a Trento si festeggia l’economia, i suoi metodi di analisi e i tanti temi che una scienza sociale consente di affrontare. Ci saremo anche noi de lavoce.info: veniteci a cercare, cari lettori, nei forum da noi organizzati e negli incontri che vedono coinvolti i nostri redattori. Tra i tanti temi trattati ce n’è uno speciale evergreen per chi si è stufato delle contrapposizioni ideologiche. Tra stato e mercato serve un terzo pilastro identitario, la comunità dei cittadini – uniti da reti umane reali. Ne discute nell’evento conclusivo del Festival dell’economia e in un libro appena uscito l’economista Raghuram Rajan. A Trento si parlerà anche dei tanti giovani che lasciano l’Italia, molto spesso con alti livelli di istruzione: vanno a lavorare in altri paesi e non tornano. Ma ci sono proposte per rendere il “brain drain” proficuo per il paese.

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Il Punto

Lega e M5s hanno vinto le elezioni con ambiziosi programmi di rifiuto delle politiche europee. Pie illusioni. Se non vogliamo essere oggetto di decisioni altrui, il nostro prossimo governo si dovrà sedere al tavolo di Bruxelles e disegnare con gli altri la strada per riprendere la costruzione dell’Unione coinvolgendo i cittadini.
Luigi Marattin, deputato Pd, sostiene che gli investimenti per il Sud superano già abbondantemente il 34 per cento del totale indicato come obiettivo dal M5s. Non è così, come mostra il fact-checking de lavoce.info.
Fino a che punto si possono usare per scopi politici e commerciali i dati che affidiamo a Facebook e ad altri “social”? Qui il terreno è scivoloso perché ci sono in ballo libertà e identità dei cittadini ma anche tecniche psicologiche e di marketing non facilmente censurabili dal punto di vista legale.
La web tax – già parte della legislazione italiana dal 2019 – arriva anche in Europa. La Ue propone di istituire la Dst (Digital services tax) non su utili difficili da misurare ma sul 3 per cento dei ricavi delle attività internet delle grandi società. A incassare il tributo sarà il paese in cui l’utente utilizza il servizio. Intanto, negli anni si è progressivamente erosa la base imponibile della tassazione delle persone fisiche, sia per l’introduzione d’imposte sostitutive sia per nuove esenzioni. Una simulazione indica che il 70 per cento degli sconti fiscali vanno ai più ricchi. E la progressività va a farsi benedire.
C’è poca trasparenza nella vigilanza della Bce sulle banche dell’Eurozona. Periodicamente esamina le attività dei maggiori istituti, la governance e i sistemi di controllo, i rischi per il capitale e la liquidità, alla luce dei risultati degli stress test. Se il processo fosse più chiaro anche la Bce stessa ne gioverebbe.
I mali del nostro paese hanno in comune l’insufficienza di capitale sociale, base del rispetto delle regole. È l’analisi di Carlo Cottarelli, ex-commissario alla spending review, in un suo libro che sta riscuotendo un grande successo. I rimedi partono dalla creazione di un – oggi assente – consenso dell’opinione pubblica verso le riforme.

Cassa per il Mezzogiorno, un fallimento per scarso civismo*

La bassa qualità del settore pubblico e le inferiori dotazioni di capitale sociale sono due tra i principali elementi di arretratezza dell’economia del Sud. Ma uno studio suggerisce che il primo aspetto può essere più rilevante del secondo. Una conferma dalle vicende della Cassa per il Mezzogiorno.

Requiem inopportuno per il capitale sociale

Abolire il capitale sociale minimo non sembra una grande idea. Intanto perché gli argomenti di chi sostiene la sua inutilità non sono del tutto convincenti. Quanto al modello statunitense, si fonda su una giustizia civile molto più veloce. Semmai è un istituto che andrebbe rivisto e riformato.

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