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Pesa l’eredità di Salvini sull’accoglienza degli stranieri

Un report di OpenPolis mostra che il sistema di accoglienza italiano tra il 2017 e il 2018 si stava trasformando in un modello diffuso gestito principalmente da centri di accoglienza piccoli e medi. Con il decreto “sicurezza” questa tendenza ha subito una battuta di arresto e oggi si privilegiano i grandi centri gestiti da grandi organizzazioni.

Sull’accoglienza dei migranti qualcosa è cambiato. Ma poco

Il tacito rinnovo del memorandum Italia-Libia conferma la sostanziale continuità del governo giallorosso con quello gialloverde sulle politiche migratorie. Apertura dei porti ad alcune navi delle Ong, redistribuzione degli sbarcati in Europa e assenza di proclami sono le uniche buone notizie.

Il Punto

Il nuovo segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha tante sfide da affrontare. Peso dei contratti nazionali e aziendali, rappresentanza dei lavoratori precari, riequilibrio tra legge e contrattazione collettiva. Il sindacato del XXI secolo è al bivio tra pragmatismo e arrocco a difesa di un esistente che sta scomparendo.
L’austerità è una medicina necessaria al malato (l’economia) con effetti collaterali (recessivi) da ridurre al minimo. La malattia, nel nostro caso, è l’alto debito pubblico. La cura – dice un libro fresco di stampa – funziona meglio con riduzioni della spesa pubblica che con aumenti di entrate.
Per dare più risorse economiche – e autonomia – a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna si è trovato l’accordo che ammette di offrire ai cittadini maggiori e migliori servizi essenziali come scuola e salute in regioni dove il reddito regionale è più alto. Sarà a prova di Corte costituzionale?
Sperando che la situazione non degeneri e in attesa di una presa di posizione italiana, ci vorrà una cura da cavallo nel Venezuela stremato dalle politiche di Chavez prima e di Maduro poi. Dove – potere della moneta sovrana – la nuova valuta è passata dal cambio di 60 a 2084 per 1 dollaro Usa, mentre l’inflazione è a 2,5 milioni per cento (!). Proprio per stabilizzare economicamente aree in via di sviluppo, alcuni paesi africani hanno adottato il franco Cfa, prima ancorato alla moneta francese e oggi all’euro. Nel tempo ha garantito stabilità e afflusso di capitali. Ora si pone il problema dei modi e dei tempi di un suo eventuale abbandono.
I Cara – Centri di accoglienza per richiedenti asilo – sono inadeguati e superati come tipo di struttura ma ciò non significa che sia giusto deportare i rifugiati verso destinazioni sconosciute e lontane. Perché comunque possono esserci forme di integrazione nelle comunità locali, come a Castelnuovo di Porto. Ecco i numeri che aiutano a capire il problema.

Paolo Beria, Alfredo Drufuca, Marco Ponti, Riccardo Parolin e Francesco Ramella – membri della commissione per le analisi costi-benefici presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti – commentano l’articolo di Massimo Tavoni e Marco Percoco “Costi e benefici delle nuove linee ferroviarie: che ha ragione?”. Con la la replica degli autori.

Ecco le cifre dell’accoglienza in Italia

Il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo è molto complesso. Con il “decreto sicurezza” sono state ridotte le risorse, senza ottimizzare i processi esistenti. A discapito di una vera integrazione.

Quando il migrante diventa un capro espiatorio

È cambiata la percezione che i cittadini europei hanno dell’immigrazione. Soprattutto in Italia la visione patologica del fenomeno ha vinto sul piano culturale e comunicativo. I motivi sono da ricercare nella crescente fragilità economica e sociale.

Accoglienza dei migranti: il prezzo è giusto?

Il problema dell’immigrazione sarà una priorità nell’agenda dei governi europei per molto tempo. Sono indispensabili meccanismi che consentano una politica comune europea. L’idea di lasciare la possibilità di non accogliere i migranti dietro pagamento desta varie perplessità.

Come affrontare l’ondata di profughi

L’Europa sembra avere capito che occorre cooperare per gestire il dramma dei migranti. La soluzione al problema va cercata facendo dell’asilo una politica comunitaria per cui i vari paesi dovrebbero ricevere aiuti europei in proporzione al numero delle persone accolte.

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