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Author: Tommaso Di Tanno Pagina 3 di 6

ditannoTommaso Di Tanno ha insegnato diritto tributario nelle Università di Roma (Tor Vergata), Siena e Cassino ed è docente al Master Tributario dell’Università Bocconi. Ha fatto parte di Commissioni Governative di Studio in materia tributaria e societaria, del Tax and Legal Committee della European Venture Capital Association (EVCA), della Federation Europenne des Experts Comptables (FEE); è stato presidente del Consiglio di Amministrazione di IPI, Sisal
e Assicurazioni di Roma. Ha presieduto il Collegio Sindacale di Banca Monte dei Paschi di Siena, della Banca Nazionale del Lavoro, di Caltagirone, di Anima SGR e presiede oggi il Collegio di Vodafone Italia.

Quanto vale la pace fiscale

Secondo la Lega i 50 miliardi di minor gettito dovuto alla flat tax si potrebbero coprire con i proventi della “pace fiscale”. Ma le cifre realmente recuperabili sono di gran lunga più basse. Basta guardare ai conti della rottamazione delle cartelle.

Arriva la web tax europea

La Commissione propone di introdurre una imposta sulle attività digitali. Per compensare il divario fra il luogo di creazione del valore e quello di tassazione. Ma anche per tutelare il mercato unico, evitando che gli stati adottino soluzioni nazionali.

Così la web tax diventa inutile

La web tax italiana approvata definitivamente non centra l’obiettivo del riequilibrio fra il prelievo gratuito presso la nostra economia di risorse tassate solo all’estero. Dopo le modifiche della Camera si è trasformata in una misura per fare cassa.

Per Facebook una tassazione in salsa italiana

Facebook attribuirà ad uffici nazionali (e non più alla sola Irlanda) i ricavi ottenuti nei vari paesi europei. Effetto della minaccia della web tax e delle altre iniziative Ue contro i colossi di internet?  In ogni caso un cambio di atteggiamento verso il fisco a 360 gradi.

È ora di cacciare all’inferno i paradisi fiscali

Il fatto che persone e aziende dei paesi avanzati utilizzino i paradisi fiscali non dovrebbe suscitare tanta ipocrita sorpresa. Se davvero si vuole farla finita con queste pratiche sono necessari interventi decisi, da applicare a livello internazionale.

La web tax si farà. Ma non si sa come

Il vertice UE di Tallinn ha rimandato ogni decisione sulla web tax ai lavori della Commissione. Che sostiene che i profitti di un’impresa devono essere tassati dove il “valore” è creato. Ma come farlo tecnicamente? Tre le ipotesi e tutte da definire.

Web tax, serve più coraggio

Dall’Ecofin di Tallin è uscito solo un invito alla Commissione europea a formulare una proposta di web tax. Ma l’iniziativa di Francia, Germania, Italia e Spagna ipotizza una ritenuta secca che può essere sviluppata. Anche a costo di qualche forzatura.

Più che una web tax, una politica della mano tesa

L’emendamento Boccia ha il merito di fare il primo passo verso un approccio più realistico alle attività e ai redditi delle imprese che non risiedono in Italia e operano qui senza una stabile organizzazione. Ma non mancano alcuni elementi di perplessità.

Perché è difficile tassare le multinazionali

Su Google vince il fisco, perde il diritto

Google paga al fisco italiano 306 milioni di euro per chiudere il contenzioso. Oggi non è semplice far emergere la base imponibile di una multinazionale in un singolo paese. Ma è l’obiettivo da raggiungere. A partire da una proposta di direttiva europea.

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