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Author: Paolo Miccoli

Miccoli Professore ordinario di Clinica Chirurgica e poi di Chirurgia Generale dal 1987 al 2017 presso l’Università di Pisa, ha ricoperto inoltre la carica di Pro Rettore alle politiche comunitarie. Nella propria attività clinica e di ricerca s'è occupato di argomenti inerenti la chirurgia delle ghiandole endocrine e la biologia molecolare nella diagnosi e nella prognosi del cancro differenziato della tiroide. Autore di oltre 600 pubblicazioni di chirurgia, è membro fondatore e primo Presidente della European Society of Endocrine Surgeons (Eses). È stato membro del Consiglio Direttivo e poi Presidente dell’Anvur (Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca).

Vaccini tra libertà individuale e principio di solidarietà

La copertura vaccinale sufficientemente ampia corrisponde alle finalità costituzionali di tutela della salute e dei diritti altrui. Quindi, si può prevedere l’obbligo per i docenti, anche per salvaguardare gli studenti, i fruitori del servizio scolastico.

Sui tagli alla ricerca l’Europa sbaglia

Il bilancio europeo per il 2021-2027 prevede tagli ai programmi di ricerca condotti dalle università. La scelta mette a rischio la capacità di innovazione dell’Europa e il suo sviluppo. Si avranno riflessi anche sulla transizione verso l’economia verde.

Atenei italiani in crescita nei ranking, ma non basta*

Qualunque criterio si prenda in considerazione, migliorano le posizioni delle nostre università nelle classifiche internazionali. Con alcune eccellenze e ancora molto lavoro da fare. A partire da investimenti e internazionalizzazione.

La ricerca italiana si fa strada nel mondo*

Per articoli pubblicati e impatto delle pubblicazioni in tutte le discipline, la crescita della produzione scientifica italiana è stata dal 2001 superiore alla media mondiale. Il paradosso è che i risultati non si riflettono sul ranking dei nostri atenei.

Tutti gli anziani a rischio? Ma mi faccia il piacere!

Davvero proteggeremmo i nostri nonni dal Covid-19 costringendoli all’inattività e a una marginale vita di relazione? In realtà l’età avanzata non è sinonimo di fragilità né di pluripatologia. Lo dice la scienza geriatrica.

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