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Author: Nicola Magrini

Medico, Farmacologo Clinico si occupa di valutazione dell’uso clinico dei farmaci, studi clinici e presentazione dei risultati, elaborazione e implementazione dei linee-guida e etica della ricerca. Dal 2003 al 2006 è stato membro dell’editorial board del British Medical Journal. . E’ presidente del Comitato Etico di Reggio Emilia (dal 1995) e tra i fondatori del Centro Cochrane Italiano. E’ stato responsabile del CeVEAS (Centro per la Valutazione dell’Efficacia dell’Assistenza Sanitaria) di Modena dal 1999 al 2011. Nell’Aprile del 2013 è stato membro del 19th Expert Committee for the Selection and Use of Essential Medicines

Farmaci: ecco dove si può risparmiare

La spesa farmaceutica in Italia non è più elevata rispetto ai partner europei ed è in media con quella Ocse. Ma resta spazio per una sua razionalizzazione. Gli interventi che permettono risparmi senza danni alla salute dei cittadini e che favoriscono la ricerca di farmaci davvero innovativi. 

Il prezzo dei farmaci è un problema per tutti *

Ha suscitato clamore la sentenza della Corte suprema indiana sulla possibilità di produrre a basso prezzo un farmaco altrimenti molto costoso. Ma il caso India-Novartis induce riflessioni più generali sul prezzo delle medicine, sull’accesso a terapie efficaci e sull’innovazione in questo campo.

Come risparmiare 200 milioni con un solo farmaco

Nella cura di una malattia dell’occhio relativamente diffusa nei grandi anziani, il trattamento con un farmaco innovativo costa 70 volte meno di quello con il farmaco di riferimento. Il medicinale meno costoso, però, non può essere prescritto a carico del Ssn perché la casa farmaceutica che lo produce non ha mai chiesto l’autorizzazione per quella patologia. Ora una sentenza del Tar dell’Emilia Romagna riconosce l’interesse delle Regioni alla prescrizione off-label. E il caso offre qualche suggerimento anche su spending review e prezzi di riferimento.

Farmaci, spendere meglio è possibile

Il sistema farmaco necessita di riforme, in Italia come in Europa. Per cambiare radicalmente quello attuale che a fianco di pochi medicinali realmente innovativi, ne approva una gran quantità senza reali benefici per i pazienti. C’è poi la necessità di sostenere energicamente un sistema pubblico di informazione indipendente e di ricerca: oggi sembrano essere le nuove frontiere di un moderno sistema sanitario. In definitiva, si tratta di passare dalle logiche dei risparmi a breve agli investimenti di lungo periodo.

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