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Author: Matteo Maria Galizzi

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Matteo M Galizzi è Assistant Professor of Behavioural Science e ESRC Future Research Leader a London School of Economics. Economista sperimentale e comportamentale, conduce esperimenti tra il ‘lab’ e il ‘field’ nell’area delle politiche sanitarie e sociali. Laureato all’Università di Pavia, ha conseguito un MSc in Econometrics e un PhD in Economics presso l’Università di York (UK).

Se la Brexit danneggia la scienza

Un convegno organizzato dall’ambasciata italiana e dall’Association of Italian Scientists in the UK ha discusso gli effetti della Brexit sull’accademia britannica e sugli scienziati stranieri che vi lavorano. Rimarcando le differenze tra Italia e Regno Unito.

Troppo zucchero nelle bibite? Una tassa per bere meno

Il Regno Unito introduce dal 2018 una nuova tassa sulle bibite zuccherate. Può servire per modificare i comportamenti di consumo delle persone. Ma dovrebbe essere prevista su tutti i cibi spazzatura. Ed essere accompagnata da sussidi e regole sulle confezioni giganti. Un problema di regressività.

PIÙ AVVOCATI, PIÙ CAUSE

In Italia abbiamo il più alto numero assoluto di cause e i tempi della giustizia più lunghi d’Europa. Anche il numero degli avvocati è letteralmente esploso negli ultimi venti anni. E se non c’è competizione sulle tariffe, alcuni di loro possono pensare di sfruttare il vantaggio informativo nei confronti del cliente, inducendolo a ricorrere al tribunale anche nei casi in cui non sarebbe necessario né efficace. Per questo preoccupa che nel progetto di riordino della professione forense compaia la reintroduzione delle tariffe minime

SE IN EUROPA CONTA DI PIU’ CHI VOTA DI PIU’

Alle ultime elezioni europee ha votato solo il 43,1 degli elettori. Siamo dunque ben lontani da quel Parlamento europeo composto da rappresentanti dei cittadini dell’Unione prefigurato dal Trattato di Lisbona. Come incentivare l’affluenza alle urne? Per esempio, attraverso un meccanismo che assegni più eurodeputati ai paesi che registrano una più alta partecipazione al voto. Le simulazioni indicano che con l’affluenza di questa tornata il numero degli eletti si ridurrebbe nettamente. E potrebbe cambiare anche il peso politico dei diversi paesi.

QUANDO IL SINDACO PENSA ALLA CULTURA

Nelle campagne elettorali si sente spesso ripetere dai candidati sindaci e consiglieri del centrosinistra che le giunte comunali di centrodestra tendono in genere a sacrificare la spesa culturale. E’ vero? E più in generale, da quali variabili dipende la spesa culturale dei comuni italiani? Uno studio mostra che il colore politico dell’amministrazione non esercita alcun effetto significativo. Mentre il sindaco che corre per la seconda volta o non può essere rieletto investe meno in cultura. Forse per compiacere l’elettore mediano.

Quale ricerca economica in Europa

Quali sono le prospettive di finanziamento della ricerca economica in Europa? Non troppo rosee, soprattutto se confrontate con l’esperienza americana. Per migliorare la situazione, gli economisti europei dovrebbero diventare migliori “politici”. Dovrebbero imparare a suscitare interesse e apprezzamento da parte di un pubblico ampio e a utilizzare i mezzi di informazione e le tecniche di comunicazione. Soprattutto, dovrebbero riuscire a sollecitare quella amplissima domanda, pubblica e privata, di conoscenza dei fatti economici che è in gran parte ancora latente.

Auto piene, strade più vuote

In Europa su ogni auto viaggia una media di 1,2 passeggeri. Il car–pooling serve ad alzarla e ridurre così il numero di auto circolanti, con vantaggi per la collettività e per i singoli individui. Incentivi monetari o indiretti potrebbero aiutare a diffonderlo. Le esperienze di altri paesi mostrano che gli esperimenti hanno successo se coinvolgono un’ampia platea di soggetti, residenti in aree sufficientemente dense. Quanto all’aspetto economico, va lasciato alla libera contrattazione tra i membri del car-pool, che per lo più scelgono il baratto.

Un premio a chi vota di più

Per rispondere al “mal d’Europa” messo in evidenza dalla scarsa partecipazione al voto nelle ultime Europee, si può pensare a un nuovo meccanismo di attribuzione dei seggi al Parlamento europeo, capace di legare la rappresentanza all’affluenza alle urne. Ogni paese sarebbe così indotto a mobilitare i propri cittadini in un’ampia partecipazione al processo di integrazione politica dell’Europa. Tematiche europee e ruolo delle istituzioni comunitarie acquisterebbero un maggior rilievo nel dibattito nazionale.

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