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Autore: Marzio Barbagli

Laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, è stato direttore dell’Istituto Cattaneo di Bologna, professore ordinario di sociologia a Bologna e Trento, visiting scholar in numerose università americane, inglesi e australiane. Ha diretto l’Osservatorio nazionale sulle famiglie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. E’ stato consulente del Ministero dell’Interno come direttore scientifico di quattro rapporti sulla criminalità in Italia e membro del Consiglio dell’Istat. E’ autore di numerosi libri, fra i quali “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente”, vincitore del premio Mondello per la saggistica. E’ professore emerito all’Università di Bologna e Accademico dei Lincei.

L’insoddisfazione della classe media. Anzi, due classi medie

Non c’è una sola classe media in Italia, ma due. E la piccola borghesia di artigiani e commercianti è stata colpita dalla stagnazione e dalla crisi economica molto più di quella impiegatizia. Il ritorno alla situazione dei primi anni Duemila è ancora lontano.

Ecco i numeri della delinquenza in città

Dal 2004 a oggi, la percentuale di stranieri sul totale dei denunciati nel complesso è rimasta stabile, ma è cresciuta molto per due reati: gli scippi e le rapine agli uffici postali. Il fenomeno riguarda in particolare le grandi città del Centro-Nord e alimenta le preoccupazioni dei cittadini.

Perché la rapina spaventa più dell’omicidio

Dal 1991 gli omicidi nel nostro paese sono diminuiti in maniera costante. Diverso l’andamento dei reati contro il patrimonio. Con le rapine nelle abitazioni più che raddoppiate nell’ultimo decennio. La paura dei cittadini dipende dalla gravità, ma anche dalla probabilità che un reato si verifichi.

Quando il cittadino si sente insicuro

Diminuiscono gli omicidi, in Italia e negli altri paesi occidentali. Una buona notizia, ma basta per dire che siamo tutti più sicuri? Anche altri reati minano il senso di sicurezza dei cittadini. Per alcuni la situazione è migliorata rispetto agli anni Novanta, ma non rispetto a periodi più lunghi.

I topi d’appartamento? Tornano con la crisi economica

Se in molti paesi il numero dei furti e delle rapine è diminuito costantemente dal 1992 è perché questi reati sono diventati meno remunerativi e più difficili da compiere. Di recente però, almeno in Italia, si registra un aumento di furti in appartamento e borseggi. La spiegazione è nella crisi economica.

Sempre meno omicidi in Italia

Il numero di omicidi commessi nel nostro paese scende costantemente da 24 anni. Un cambiamento importante che dovrebbe rimettere in discussione idee molto diffuse sulla violenza nella società italiana, l’influenza della lunga crisi economica e il divario Nord-Sud. L’affermazione dello Stato.

Il lungo addio tra donne e religione

Anche se negli ultimi venti anni si è ridotto, in Italia il divario tra la religiosità delle donne e quella degli uomini resta più alto rispetto ad altri paesi. Soprattutto nelle regioni meridionali, benché il processo di secolarizzazione si faccia strada anche a Sud. Ripercussioni sulla società.

Il cristianesimo è donna

Sembra esserci una interessante continuità nella storia del cristianesimo: fin dagli inizi e ancora oggi tra i praticanti ci sono più donne che uomini. Diverse le spiegazioni, dalla biologia ai fattori sociali. La differenza di genere nella religione e la presenza femminile nel mercato del lavoro.

Non c’è più religione

La partecipazione religiosa è al livello più basso nella storia del nostro paese, in particolare fra i ventenni. Il processo di secolarizzazione avrà effetti rilevanti su politica e società italiane. Non direttamente sull’esito delle elezioni, ma su decisioni importanti lungo la vita di ciascuno.

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