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Author: Gianni De Fraja Pagina 3 di 7

GDF2015Ha conseguito il dottorato a Siena nel 1987 e il DPhil a Oxford nel 1990; è attualmente professore ordinario di Economia a tempo parziale presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e presso l’University of Nottingham ed è Research Fellow al Cepr. In passato è stato professore ordinario a York e a Leicester, e visiting scholar a Tokyo, Bonn, e Barcellona. La sua recente ricerca si è soffermata sulle aree dell’economia dell’istruzione, economia del lavoro, economia industriale, coprendo sia aspetti teorici, sia applicazioni empiriche. La sua attività di ricerca si è concentrata sulla pubblicazione di articoli accademici in riviste internazionali. È stato direttore di dipartimento a Leicester, e co-ordinatore del dottorato a York, Leicester e Nottingham, e membro del GEV13 per la VQR 2016.

E Theresa May marcia impavida verso il baratro

Theresa May continua imperterrita a ripetere che bisogna “consegnare al paese quello che ci ha chiesto”, ossia l’uscita dalla Ue, anche senza accordo. Ma il paese dovrà pagare un prezzo altissimo. E non sono certo di aiuto le ambiguità di Jeremy Corbyn.

Brexit, dal pasticcio al caos

Per la Brexit è arrivato il momento della resa dei conti. All’ultimo minuto Theresa May rinvia il voto del Parlamento sull’accordo raggiunto con la Ue dopo due anni di trattative. La sconfitta apre una fase ancor più caotica della storia del Regno Unito.

Cronache dalla Brexit: battaglia sull’accordo con la Ue

Giorni di fuoco a Londra. Theresa May presenta al Parlamento l’accordo con la Ue sui dettagli della Brexit e la proposta è attaccata da destra e da sinistra. Non manca uno stillicidio di dimissioni ministeriali e di voltafaccia tra i deputati tory.

Verso la Brexit, tutti divisi e in ordine sparso

Si avvicina la data della Brexit, ma non l’accordo con l’Unione europea. La stagione dei congressi dei partiti ha ulteriormente spaccato il Regno Unito e i gruppi politici al loro interno. Ci sarà un nuovo referendum? Tutto dipende dai laburisti.

Brexit, tragicommedia in un atto

Un’intesa tra Regno Unito e Unione europea appare sempre più lontana. Anche perché a Londra gli scenari politici sono tutt’altro che chiari. Nel paese di Shakespeare, solo la finzione teatrale può aiutarci a comprendere la gravità della situazione.

Non è più la Brexit di una volta

Battaglia aperta tra i Tory. Gli anti-europei sono ormai convinti che Madam May non potrà ottenere la Brexit che immaginavano. Intanto nel paese sembra prendere coraggio il movimento contrario all’uscita dalla UE. Sarà decisiva la posizione dei laburisti.

Regno Unito ostaggio degli opposti estremismi

Il governo è sempre più in crisi e l’opposizione alla Brexit comincia a organizzarsi. Ma il conto alla rovescia va avanti e tra undici mesi scoccherà l’ora della fine dell’adesione del Regno Unito alla UE, iniziata il 1° gennaio 1973. A meno di sorprese.

Università inglesi nella tempesta

I professori in sciopero, il primo ministro che dubita dell’utilità della laurea, una burocrazia sempre più ossessiva. Nel Regno Unito le torri d’avorio universitarie sono in stato di assedio. E se niente cambia, si avviano verso un inevitabile declino.

Gattopardi a Londra

Come la nobiltà siciliana ai tempi del Risorgimento, molti nel Regno Unito sperano che una volta assestato il polverone Brexit, alla fine cambierà poco davvero. Intanto, riprendono voce i contrari all’uscita dalla UE e si parla di nuovo referendum.

Brexit, il tormentone infinito

La vita continua come prima nel Regno Unito. Il dibattito sulla Brexit mantiene toni aspri, mentre i negoziati con la Unione europea fanno pochi passi avanti e il governo sembra passare da una crisi all’altra, incapace di dare una visione al paese.

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